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Il ''Respiro'' delle città

Il ''Respiro'' delle città

di Fabrizio Fattori

Anche nelle situazioni più catastrofiche, e certamente la pandemia che attraversa il mondo è una di queste, esiste un aspetto capace di far riflettere sul passato e donare nuove energie al futuro riprogrammandolo su basi innovative.

 

Questa dimensione si coglie osservando, dal chiuso delle nostre case o dagli spiragli concessi dalle autorità, le nostre città che si mostrano in un aspetto inusuale da anni. Sono nude nelle loro essenzialità architettoniche. Liberate da quel surplus antropico che spesso mal si coniuga con la loro bellezza. Liberate dal “suq” collaterale al pellegrinaggio più o meno sbadato in cui il turismo di massa le ha condannate da molto tempo. 

 

L’emergenza le rende pressoché immobili immerse in una dignità di altri tempi. Ne riscopriamo la bellezza con un emozione nuova, come se ci si trovasse di fronte a loro per la prima volta. Come se ne avessimo dimenticato i profili usuali, i colori e i rumori di nuovo percepibili in un’atmosfera onirica. 

 

Dovremmo ripartire da questa riscoperta per programmare un futuro migliore che comporti maggior rispetto per questa incommensurabile bellezza. Un percorso che renda più consapevoli e responsabili tutti noi che abbiamo, inconsapevolmente, permesso e tollerato lo scempio dei centri storici, delle lagune, dei lungo mare, dei lungo fiume, dei boschi e di quel poco di verde che le città ancora serrano tra le mura ed il cemento. 

 

Che questa esperienza, di cui ancora non se ne vede la fine, rispolveri come avvenuto nei momenti più aspri dell’emergenza, quel senso di appartenenza ad una comunità all’interno della quale immettere solidarietà, collaborazione e affettività in un vero moto di fratellanza universale i cui esempi sono stati documentati con commozione da tutti i media. Medici ed infermieri allo sbaraglio nelle prime settimane di contagio, hanno pagato un prezzo altissimo. 

 

Così come tutti coloro che hanno in qualche modo collaborato a mantenere la parvenza di una normalità garantendo approvvigionamenti, trasporti, sicurezza, volontariato. Nell’urgenza delle fasi successive fatte di timide riaperture l’imperativo economico si impone perentoriamente. Riattivare l’economia, riprendere il lavoro, supportare i deboli, garantire la speranza di un ritorno al “prima” in tempi di tollerabile rapidità. 

 

Il percorso appena iniziato sarà lungo e difficile ma, come altre tragedie storiche insegnano, riusciremo a  sanare le ferite a recuperare le nostre vite in mezzo alle vite degli altri. E come ci stiamo prendendo cura di noi stimolati dal pericolo sovrastante la nostra razionalità, dovremmo tornare a prenderci cura del nostro spazio comune garantendone a tutti le irreplicabili bellezze, rendendole ancora più belle, conservandole, e preservandole da contaminazioni oscene come le navi da crociera a Venezia, i negozietti di souvenirs , i mega cartelloni pubblicitari e quant’altro offuschi agli occhi di tutti il “bello” nella consapevolezza  che ciò ci aiuterà a salvarci.

 

Fabrizio Fattori

 

In copertina Foto di Peggy Choucair da Pixabay 

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Fonte: Nautica Report
Titolo del: 04/08/2020 07:00

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