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I tursiopi di Filicudi e il progetto per proteggerli

I tursiopi di Filicudi e il progetto per proteggerli

Ne hanno censiti 42, saltano o affiorano rapidamente dalle acque blu del mar Tirreno, muovendosi sempre insieme, seguendo a volte le imbarcazioni. Il più anziano di loro è stato battezzato ‘Pino’, ha circa 30 anni ed è sopravvissuto a colpi di arma da fuoco, malattie, intemperie ed altri pericoli marini.

 

Si tratta di una popolazione di tursiopi, cetacei della famiglia dei Delfinidi, al centro di uno dei tanti progetti di ricerca del Filicudi Wildlife Conservation: l’associazione no profit nata nel 2004 nell’isola delle Eolie ed impegnata nello studio e nella conservazione delle popolazioni di cetacei e tartarughe marine del mare delle sette isole siciliane. 

 

Un vero e proprio centro di ricerca e di divulgazione scientifica fondato da Monica Blasi, esperta in conservazione della biodiversità animale, e gestito insieme ad un folto team di studenti e ricercatori provenienti da varie università e centri di ricerca d’Italia e del resto del mondo.
 


 

Progetti di ricerca, volontariato ed escursioni guidate
 

Oltre ai turisopi, i progetti di ricerca dell’Associazione riguardano le stenelle (altro cetaceo habitué delle Eolie), le tartarughe marine, la berta maggiore e minore, ma c’è grande interesse a studiare e monitorare anche i capodogli, con l’aiuto di volontari e studenti universitari. Da maggio ad ottobre, infatti, il centro offre l’opportunità unica a studenti e appassionati di biologia marina di effettuare dei campi di ricerca e volontariato per il monitoraggio e lo studio delle popolazioni di cetacei e tartarughe marine che vivono nel mare eoliano. 

 

I volontari hanno anche il compito di affiancare il personale nell’eventuale soccorso e recupero delle tartarughe in difficoltà, di assistere ad eventuali rilasci in mare, di partecipare alle uscite in barca giornaliere, nonché di accogliere turisti e visitatori al Centro Delfini e Tartarughe Marine di Filicudi. Presso la sede dell’associazione è inoltre presente il Pronto Soccorso Tartarughe Marine, operativo tutto l’anno, che coordina tutte le operazioni di salvataggio, cura e degenza di testuggini in difficoltà. 

 

Tra le attività organizzate durante i mesi estivi vi sono anche corsi di formazione specialistica, laboratori di biologia marina per bambini e le ormai famose escursioni in barca, durante le quali è possibile apprendere un gran numero di informazioni scientifiche sulla vita degli animali marini, nonché sul mondo sommerso di Filicudi, effettuando anche l’osservazione diretta della flora e fauna marina facendo snorkeling. Se il mare dovesse essere mosso, c’è sempre la possibilità di effettuare trekking guidati sull’isola, andando alla scoperta della storia geologia di Filicudi e della flora e fauna terrestre. Tutte attività che riescono a finanziare i progressi e l’operato dell’Associazione.
 


 

Il futuro è l’area marina protetta
 

Filicudi Wildlife Conservation è una realtà che, seppur di dimensioni ridotte, riesce a colmare il vuoto amministrativo lasciato dall’assenza dell’Area Marina Protetta delle Isole Eolie, un progetto rimasto ancora su carta. «Il mare delle Eolie va tutelato – spiega Monica Blasi -. Oggi qui il pesce scarseggia, fattore che gioca a sfavore dei pescatori locali ma anche dei nostri cetacei. Il numero di turisopi o stenelle nei nostri mari infatti non è aumentato, al contrario è la diminuzione del pesce disponibile a far risaltare la presenza dei cetacei che vanno a cibarsi delle prede finite nelle reti. Bisogna pensare a interdire determinate aree per consentire il ripopolamento ittico, in questo senso bisognerebbe accelerare l’iter per la creazione dell’Area Marina Protetta». Intanto sono state segnalate alcune carcasse di stenella con evidenti segni di arma da fuoco sul corpo: un gesto ignobile, di grande povertà culturale, che rischia di impoverire ulteriormente anche il nostro mare.

 

Andrea Di Piazza 

 

Tratto da rivistanatura.com

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Fonte: wikipedia.org e Nautica Report
Titolo del: 29/02/2020 07:30

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