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Violet Costance Jessop: quando si dice aver fortuna

Violet Costance Jessop: quando si dice aver fortuna

di Fabrizio Fattori

Avere la fortuna dalla propria parte, averne ripetuta certezza, saper di poter contare sulla propria buona sorte nei momenti più difficili è qualcosa che di per se rende la vita più consapevolmente piena, specie quando si sopravvive a disastrosi naufragi.

 

Violet Costance Jessop, (1887-1971) irlandese d’origine ed argentina di nascita inizia a lavorare come addetta passeggeri ed infermiera sulle navi da crociera della “White Star Line” dopo essere sopravvissuta alla tubercolosi , malattia spesso mortale a quei tempi, e questo le fu certo di buon auspicio.

 

Il primo naufragio la coinvolse sulla “RMS Olympic” che entrò in collisione con l’incrociatore “HMS Hawke” nel settembre del 1911 a poca distanza dalla costa inglese riportando un grave danno alla poppa. In quel caso non ci furono vittime, ma Violet C. Jessop iniziò a riconsiderare la propria vocazione marinara.

 

Fu solo la necessità di lavorare che la spinse successivamente ad accettare l’imbarco sul “Titanic” nel 1912, scelta, che come sappiamo, la rese testimone di uno dei più tragici naufragi della storia della navigazione. Il “Titanic” affondò in due ore, facendo più di 1.500 vittime. Lei prese posto sulla scialuppa 16, con l’incarico di dimostrane l’affidabilità, e dopo una notte di attesa salvata dal “Carpathia” insieme ad altri 709 superstiti.

 

In piena prima guerra mondiale rimase coinvolta in un altro disastroso naufragio quando il “Britannic”, convertito in nave ospedale, venne affondato da una mina tedesca nel mare Egeo, nel novembre del 1916, dopo solo 57 minuti di agonia. In questo episodio Violet rimase ferita alla testa mentre altre trenta persone perirono quasi tutte falciate dalle eliche affiorate quando già si sentivano in salvo sulle scialuppe.

 

Questi sconvolgenti episodi costituirono l’argomento di alcune memorie che trovarono spazio solo nel 1998 con una pubblicazione specifica “The newly discovered memoirs of Violet C. Jessup” dove i suoi quarantadue anni di carriera come personale di navi da crociera ruotano intorno ai naufragi da lei vissuti e alla sua fortunosa capacità di sopravvivere.

 

Ritiratasi nella quiete della campagna inglese, il suo cuore cedette a 83 anni dopo aver resistito ad ineguagliabili emozioni.

 

Fabrizio Fattori

 

Cover photo by Jornal Ciência
 

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Fonte: Nautica Report
Titolo del: 16/07/2019 07:00

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