Viaggio in Vietnam e Cambogia - L’oceano di latte - Report - NAUTICA REPORT
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Viaggio in Vietnam e Cambogia - L’oceano di latte

Viaggio in Vietnam e Cambogia - L’oceano di latte

di Fabrizio Fattori

Il mare ha, nella cultura Khmer, uno speciale significato acquisito dal mito del “vortice delle acque dell’oceano di latte” presente nella cultura Induista ed in specie nel “Ramayama” racconto epico indiano.

 

L’oceano di latte, presumibilmente riconducibile alla via lattea”, rappresenta il luogo primordiale dove tutto è contenuto e confuso. Nel racconto si narra che gli dei e i demoni, in insolita collaborazione, hanno per oltre mille anni agitato vorticosamente le acque dell’oceano cosmico con lo scopo di trarne una speciale essenza capace di renderli immortali ed incorruttibili.
 


 

La dinamica, pur totalmente mitologica, si basava su una sorta di empirico frullatore: una enorme montagna (Mandara) trasportata in volo da un possente uccelo (Garuda), poggiata sul dorso di una tartaruga (Kurma) ed avvolta dalle spirali di un serpente (Naga).

 

Alle estremità del serpente, i demoni da una parte e gli dei dall’altra, imprimevano una forza rotante che dal monte si trasmetteva alle acque cosmiche provocando enormi onde. Come spesso accade il mito ridimensiona le aspettative del progetto ed invece del risultato sperato, dal movimento rotatorio e dal fiato del serpente, venne generato un veleno distruttore, reso peraltro innocuo dall’intervento di Shiva.
 

  
 

Solo una goccia cadde sulla terra rendendo velenosi alcuni animali e piante. Scampato il pericolo, grazie al divino intervento, dopo mille anni scaturì dal vortice delle onde tutto il desiderabile possibile nella visione induista rappresentato da precise divinità con precisi significati: la luna, l’elefante ed il cavallo bianco, il nettare inebriante, la fortuna, l’albero del paradiso, la vacca dell’abbondanza, e naturalmente l’ “Amrita” l’elisir desiderato. Dei e demoni lottarono per dodici giorni e dodici notti per assicurarsi il possesso del vaso contenete l’elisir.

 

Nella lotta quattro gocce caddero sulla terra dando luogo a città sante nelle quali a turno, ogni tre anni, si celebra, ancora oggi, la festa del “Kumbha Mela” o festa del vaso. L’elisir rimase nelle mani dei demoni ma per poco, un divinità di leggendaria bellezza (Mohini) riuscì, seducendoli, a strappare dalle mani dei demoni il vaso e riporlo definitivamente nelle mani degli dei.

 

Questo mito è magistralmente narrato nei bassorilievi della galleria est del tempio ad Angkor Wat, e reso vibrante dalle incisioni nel calcare realizzate quasi mille anni fa. 

 

Fabrizio Fattori

 

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Fonte: Nautica Report
Titolo del: 08/12/2021 07:20

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