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Un polpo al cuore

Un polpo al cuore

di Fabrizio Fattori

Nella variegata fauna marina niente come il polpo (octopus vulgaris) ha suscitato curiosità ed interesse sin dall’antichità.

 

Reperti archeologici di diverse civiltà mediterranee ne testimoniano l’importanza nell’immaginario mitologico delle varie epoche. Vasellame, monete, placche d’oro e mosaici ne rimandano l’immagine spesso associata a divinità o ad altre creature marine.

 

Un cefalopode fatto di niente capace di raggiungere, nelle profondità oceaniche, proporzioni mostruose (octopus giganteus). Si muove sui fondali con la rapidità di un jet grazie al getto d’acqua espulso da un sifone sotto il cappuccio della testa, dal quale, in caso di necessità fa fuoriuscire una nuvola nera che lo nasconde ai predatori confondendoli.

 

I suoi nemici sono numerosi, murene, dentici o gronghi, ma se dovesse accadere, a seguito di questi incontri, di perdere un tentacolo, i polpi hanno la capacità di rigenerarlo. Abili nell’adattarsi all’ambiente cambiando colore e mimetizzandosi perfettamente. Privo di ossature adatta il suo corpo anche agli spazi più angusti.

 

Un vero trasformista dei mari. Ma forse ciò che lo caratterizza maggiormente è la peculiarità del suo comportamento che in alcuni casi ha fatto ipotizzare una forma di intelligenza. E’ capace di apprendere per associazione, distingue i colori, non si arrende di fronte alle difficoltà di accedere al suo cibo preferito, arrivando ad aprire barattoli chiusi o ad impedire la chiusura delle valve di molluschi a lui graditi per mangiarne il contenuto, inserendovi una pietra.

 

Socializza facilmente in caso di cattività e sa dimostrare particolare empatia con gli umani. Un tale insieme di particolarità ha fatto del polpo oggetto di racconti e leggende che da sempre animano le serate di pescatori e  marinai. A Tellaro (SP) ancora qualcuno ricorda che al tempo delle incursioni saracene la comunità venne messa in salvo dal suono delle campane della chiesetta in riva al mare, attivate da un grosso polpo che attaccato alle corde campanarie risvegliò il paese.

 

Molti sono i racconti di tentate fughe dagli acquari, molto spesso coronate da successo. Ancora più affascinanti sono i racconti legati alla piovra, formato gigante del polpo. Di interi navigli trascinati sul fondo dai tentacoli. (piovra o calamaro gigante?) così come marinai inabissati tra le spire.

 

Una inconfutabile prova di queste mostruosità si ebbe grazie ad un ritrovamento sulle coste cilene nel 2003 dove una carcassa venne misurata con precisione e testimoniò una lunghezza dei tentacoli di oltre dodici metri ed un peso di tredici tonnellate.

 

Simbolo di astuzia ed abbondanza, il polpo ha nel tempo acquisito simbologie negative legate al peccato e alle attività criminali, rimane, immutato nei secoli, il suo gusto peculiare nella cucina di mare nelle molteplici culture mediterranee.

 

Fabrizio Fattori

 

In copertina: Mosaico  (Nr inv.: 120177) Categoria: Mosaici Materiale: Pasta vitrea Tecnica: Mosaico Datazione: II secolo a.C. – Romano – Età antica Ubicazione: Museo Archeologico Nazionale  – Sala dei Mosaici Località: Napoli ,  Campania ,  Italia Provenienza: Pompei

 

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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 02/12/2020 07:00

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