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ÍTILLÍ: nuotare e correre, la nuova frontiera dello sport estremo

ÍTILLÍ: nuotare e correre, la nuova frontiera dello sport estremo

di Fabrizio Fattori

Sembrava un gioco da ragazzi. Una sfida infantile a “chi arriva primo” e non qualcosa destinato a diventare una pratica di moda tra chi ama svolgere  attività fisica in piena natura.

 

“ÖTILLÖ: da isola a isola” questo il termine svedese che identifica questa nuova attività inventata, per scommessa, diversi anni fa da alcuni ragazzi alla periferia di Stoccolma e divenuta ben presto disciplina sportiva apprezzata a tutte le latitudini. “Swimrun”, nuotare e correre in ambienti incontaminati (o quasi) per chilometri e chilometri alternando le due pratiche a ritmo incalzante.
 


 

Foto da The Local

 

Mare, fiumi, laghi si alternano a foreste , pianure e arenili, in un divenire chilometrico che impegna i partecipanti fisicamente ma che consente anche momenti di ineguagliabile esperienza naturalistica. Ad oggi sono migliaia gli amatori di questa disciplina che in diversi paesi d’Europa e non solo, Italia compresa, si iscrivono alle gare annuali indette dalle singole associazioni.

 

L’attività mette a dura prova gli atleti, sia individualmente sia a livello di squadra. Nel nord Europa il vincolo di squadra è addirittura sancito da una corda, più o meno lunga, che lega la coppia indissolubilmente. Al traguardo non si arriva in molti ma il partecipare gratifica tutti al di là della consistente fatica.
 

  
 

Foto da Class Life

 

Le distanze, sancite da regole, più o meno, riconosciute internazionalmente, variano dai 5 km ai 75 km (limite massimo fisicamente sopportabile ma destinato ad essere ampliato) dove il nuoto assorbe circa il 15% del percorso.

 

Sono consentiti equipaggiamenti che contribuiscano alla buona riuscita della gara, in particolare un  galleggiante  (pull buoy) da stringere tra le ginocchia per consentire il riposo dalla corsa durante la frazione nuoto, ma anche leggerissime scarpe che non intralciano il nuoto, nonché mute protettive per le acque fredde, occhiali da nuoto, cuffie e quanto possa garantire un buon risultato.

 

In Italia, nel 2014, si è svolta la prima gara indetta in assoluto fuori dai confini svedesi, quindi in acque calde. Le iniziative si sono moltiplicate, fino ad oggi, anche grazie al “Comitato per lo Sviluppo dello Swimrun in Italia” (CSS) che ha facilitato lo svolgersi di competizioni in varie regioni.

 

otilloswimrun.com

 

Fabrizio Fattori

 

Foto di copertina da LOST Swimming
 

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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 23/09/2020 07:20

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