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Terracqueo: la grande mostra sul Mediterraneo

Terracqueo: la grande mostra sul Mediterraneo

di Fabrizio Fattori

Generato dalla collisione di due placche tettoniche il “Mar della Tetide” divenuto poi “Mare Nostrum” è oggi condominio di decine paesi che devono al Mar Mediterraneo la loro comune millenaria storia.

 

A questo profondo, radicato legame che ogni paese ha con il suo spicchio di mare è dedicata la mostra, oggi a Palermo nella splendida sala del Duca di Montalto del Palazzo Reale, dove rimarrà fino al 31 gennaio 2021. Quarantaseimila chilometri di coste per una storia millenaria resa comune dai commerci, dagli scambi culturali e dalle migrazioni che ancora oggi rappresentano una impegnativa realtà resa tale dalle dicotomie economiche presenti nell’area mediterranea.

 

Articolata in 8 sezioni che prendono in esame trasversalmente le varie realtà storiche, geografiche, culturali ed umane che hanno fatto di questo angolo di mondo un punto di riferimento per l’intero pianeta.

 

Molte le rappresentazioni multimediali finalizzate a consentire una vera e propria immersione nell’ “anima” di questo luogo.

 

Ricchissima l’esposizione dei reperti archeologici, provenienti da vari musei dell’area, con particolare rilevanza a quelli recuperati in campagne di scavo subacquee, alcune delle quali dirette da Sebastiano Tusa, la perdita del quale ancora non trova conforto.

 

Tra i vari reperti spiccano, le armi, gli elmi, le ancore e  i “Rostri”, arma vincente montata sulle navi da guerra romane e capace di dare il colpo di grazia alle imbarcazioni nemiche e  in virtù dei quali  fu possibile a Roma un lungo  possesso del mare.

 

I commerci testimoniati da anfore di varia provenienza ognuna adatta al trasporto di una specifica derrata. Bellissimo il cratere del venditore di tonno (IV sec. a.C.)

 

che sembra immortalare un acquisto nella “vucciria” odierna. Anche il Cratere del naufragio (VIII sec a.C) proveniente, per immagini, da una tomba di Ischia (Pithecause) rimanda, se pur nella tragica fatalità, all’intensità dei viaggi e degli scambi. Non a caso è esposto anche un “Louterion” in terracotta, recuperato da un naufragio nelle acque di Panarea (III sec. a.C.), strumento adatto a riti propiziatori in favore delle divinità legate alla navigazione.

 

La mostra coordinata dalla Fondazione Federico II rappresenta il riuscito tentativo di portare all’attenzione del visitatore la continuità e l’intensità delle relazione dell’uomo con questo ineguagliabile unicum storico-geografico.

 

www.terracqueo.it

 

Fabrizio Fattori

 

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Fonte: Nautica Report
Titolo del: 23/10/2020 07:25

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