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Robert de La Salle, esploratore delle acque interne

Robert de La Salle, esploratore delle acque interne

di Fabrizio Fattori

Le grandi esplorazioni si svolsero, prevalentemente, grazie alle grandi superfici oceaniche, che consentirono contatti tra mondi geograficamente e culturalmente distanti. 

 

Mondi altrettanto meritevoli di essere esplorati nelle loro grandi estensioni, nei loro sistemi idrografici e naturalistici, attività che mai perdevano di vista gli aspetti commerciali e politici. René Robert Cavelier de La Salle, fu uno  di  quegli esploratori che si dedicarono alle acque interne.

 

Nel 1669 esplorò la regione dei grandi laghi (Ontario e Eire) e percorse un buon tratto del fiume Ohio fino alla sua confluenza con il Mississippi, tracciando un sistema di basi  lungo il suo percorso, divenute, successivamente, essenziali per il commercio delle pelli di bisonte.

 

Per l’esplorazione si avvalse di canoe e di un piccolo gruppo di compagni, riuscendo a superare difficoltà ed imprevisti, che gli valsero la stima e l’appoggio di Luigi XIV che finanziò, anche se non proprio generosamente, le successive iniziative. Nel 1678 tornò a navigare i grandi laghi (Erie, Huron e Michigan) con una imbarcazione tradizionale “Le Griffon” costruita sulle sue sponde.

 

 

 

Le spedizioni di de La Salle

 

Poi percorse l’intero corso del fiume Mississippi sino alla foce nel golfo del Messico, intestando a Luigi XIV le terre limitrofe (Luisiana). Sulla base di queste ultime esplorazioni maturò il progetto di costruire una colonia ed un porto alla foce del fiume, in connessione con i possedimenti francesi in Canada e con il fine di creare una solida attività commerciale oltre ad ostacolare il trasporto d’argento spagnolo.

 

Partita da La Rochelle nel 1684, con quattro navi e trecento avventurieri, quest’ultima iniziativa fu funestata da una serie di eventi che fecero in parte naufragare il progetto: l’incontro con i pirati, la cattura di una delle navi, le tempeste e l’abbandono di un’altra arenatasi, e soprattutto l’aver sbagliato il calcolo della rotta che fece approdare i superstiti sulle coste del Texas, ben lontano dall’approdo idealizzato da La Salle.

 

Venne comunque insediata una colonia: Fort Saint Louis all’interno della  baia di Matagorda in Texas. Colonia che rimase isolata dai contatti con i connazionali delle isole caraibiche, a causa dell’ennesima perdita dell’ultima nave, e destinata, pertanto a soccombere, come avvenne in soli tre anni, a malattie e scontri con gli indigeni.

 

La Salle cercò di reagire a questa situazione inoltrandosi in territori dove riteneva possibile trovare  compatrioti e risorse. Ma la sua vita ebbe termine con un colpo di pistola a seguito di divergenze all’interno del suo gruppo. La sua nave “La Belle”, affondata a causa di una tempesta, ha restituito nel corso di scavi (1995) scorte di cibo, attrezzi, medicine armi e cannoni, tutto quanto avrebbe potuto essere di aiuto e conforto ai superstiti che, come con le altre perdite, ne rimasero privi rendendo il loro soggiorno nella nuova colonia quanto mai difficile e precario sino alla totale scomparsa  nell’indifferenza del governo centrale.

 

Fabrizio Fattori

 

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Fonte: Nur on-line e Nautica Report
Titolo del: 21/06/2021 06:30

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