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Port Royal il covo sicuro dei pirati

Port Royal il covo sicuro dei pirati

di Fabrizio fattori

Ancora oggi il nome di questa cittadina della Giamaica evoca un passato fatto di ricchezza e disperazione legato alle violente attività di pirateria che avevano nelle rotte caraibiche il loro epicentro naturale.

 

La posizione strategica e la conformazione geografica della città la resero affidabile e sicura anche grazie a quella forma di insana sinergia assicurata dal governatorato inglese che dalla metà del XVII secolo riconobbe ai pirati gravitanti nell’area il permesso di risiedervi. Si sviluppò così  convulsamente ed in modo totalmente anarchico un porto franco unico nel suo genere. 

 

Le economie da rapina producevano grandi ricchezze che in breve tempo svilupparono un indotto, commerciale ed artigianale, legato alla massiccia presenza delle attività piratesche al punto da trasformare in breve tempo il primitivo villaggio in una cittadina con migliaia di abitanti, molti dediti oltre che al loro sostegno logistico anche al benessere degli equipaggi che, quando a terra, erano abituati ad una vita sfrenata di gozzoviglie e piaceri  per ottenere i quali erano disposti a spendere cifre inimmaginabili.
 


 

Così in breve Port Royal si popolò oltre che di abili carpentieri, armieri, velai, anche di prostitute e di osti. Sembra che all’epoca di maggior rigoglio vi fosse un’osteria ogni dieci abitanti e centinaia di postriboli .

 

Fiumi di “kill devil rum” o sfrenati baccanali venivano elargiti quotidianamente ad una folla di marinai consapevoli della precarietà della loro vita e disposti a viverla intensamente e senza freno alcuno. La pessima fama acquisita in breve dalla cittadina la qualificava, secondo i punti di vista, come un luogo di perdizione o un vero paradiso in terra capace di respingere od attrarre persone di ogni specie.

 

Ma Port Royal negli anni aveva acquisito una facciata di maggior rispettabilità grazie al più lucroso commercio di schiavi, testimoniata anche da una architettura prestigiosa, da abitazioni lussuose arredate con sfarzo e dalle numerose ricchissime chiese spesso totalmente assolutorie nei confronti dei prodighi pirati verso quali, peraltro, l’iniziale consenso veniva ad assottigliarsi di anno in anno fino ad arrivare nel 1687 alla promulgazione di una legge anti pirateria.

 

Ma il 6 giugno 1692 alle 11,43 esatte (orario confermato dal casuale ritrovamento di un orologio bloccato al fatidico momento) un terremoto di inaudita potenza, seguito da ben tre ondate di maremoto, distrussero buona parte della cittadina facendola scivolare nelle profondità marine causando migliaia di morti e consegnando ai posteri una delle aree archeologiche caraibiche più interessanti.

 

Fabrizio Fattori

 

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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 06/08/2020 06:50

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