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Le navi fatte in casa

Le navi fatte in casa

di Carlo Enrico Bazzani

Costruire barche più che un lavoro è una passione per il mare e l’andar per mare. Un sentimento talmente forte che talvolta può esprimersi non solo in cantiere, ma addirittura tra… le mura domestiche!

 

E' 'terragno' di nascita, ma ama il mare. Ha percorso per lavoro migliaia di chilometri su e giù per l'Italia, ma neanche 1 miglio marino. Eppure da oltre 50 anni 'naviga'  nel salotto di casa costruendo velieri di ogni tipo e dimensione, copie fedeli dei più famosi vascelli che nel corso dei secoli  centrali hanno solcato i mari della Terra facendo la storia e la potenza delle nazioni marinare.

 

 

La Couronne (1700) Vascello francese del 1636 voluto dal cardinale Richelieu  in risposta alla potenza del Regno d'Inghilterra

 

Rinaldo Fiacchi, romano, tecnico petrolifero di professione e 'ingegnere navale' per passione, coltiva l'hobby del modellismo navale fin da quando era ragazzo.

 

"La molla – racconta - scattò davanti ad una vetrina dove era in mostra un modellino del Bounty, la fregata della marineria inglese divenuta famosa per il drammatico ammutinamento avvenuto nel 1787 in Polinesia durante un viaggio di 27 mila miglia. Un fascino irresistibile, ma il prezzo – 500 mila lire - era allora per me insostenibile. Decisi di provare a costruire il mio Bounty e così cominciò il mio 'viaggio'."  

 

  

 

Le Mirage vascello francese di 1° rango, 84 cannoni, nave ammiraglia nel XVII  sec. (lungh. 84cm  - larg. 16cm - alt. 86cm)

 

Da quella prima unità, la 'flotta' di Rinaldo è aumentata nel corso degli anni arricchendosi di altri modelli di celebri velieri – dai galeoni ai vascelli e alle fregate - tutti realizzati con crescente perizia e pazienza certosina, pezzo per pezzo, fin nei minimi particolari: dalle singole ordinate dell'opera viva al fasciame; dalle assi della coperta ai ponti sottostanti per l'alloggiamento dei cannoni e dell'equipaggio; dalle alberature alle vele (cucite a mano) e al groviglio di manovre e cordami vari; dalle sovrastrutture di prua e di poppa ai mille fregi che ornavano (e appesantivano) i galeoni dell'epoca.

 

Centinaia di pezzi, alcuni anche minuscoli, spesso da creare all'impronta e da assemblare con l'ausilio di pinzette e lente d'ingrandimento, seguendo piani costruttivi rigorosamente fedeli agli originali. Un lavoro paziente e minuzioso reso più complesso dal rapporto di scala.  

 

  

 

May Flower, 1620, nave  con la quale i 'padri pellegrini' inglesi raggiunsero  il nord America 

 

Ad oggi la ‘flotta Fiacchi’ conta una trentina di esemplari 'storici' oltre a quelli di imbarcazioni tradizionali, ma 'moderne'.

 

Ogni modello naturalmente è un pezzo unico e, al di là delle singole complessità, richiede in media da otto mesi a un anno di cura, tra ricerca/studio ed esecuzione; "in qualche caso – precisa 'l'ingegnere' - anche due, come per il Mirage, nave ammiraglia francese dell’armata di Re Luigi XIV. Ma oltre all'impegno di tempo e all'abilità manuale che occorre impiegare, il fascino segreto di quest'attività sta nel riuscire a riprodurre il più fedelmente possibile l'originale scoprendo le tecniche costruttive dell'epoca e il contesto storico in cui quella nave operò. Insomma far correre la fantasia e rivivere la storia delle antiche marinerie… diversamente che gusto ci sarebbe?!".

 

Carlo Enrico Bazzani

 

In copertina la President, fregata pesante in legno a tre alberi  e 44 cannoni varata a New York nel 1800 e in servizio con la U.S. Navy,

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Fonte: Nur on-line e Nautica Report
Titolo del: 21/06/2021 06:30

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