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La storia del cantiere che inventò il ''Custom''

La storia del cantiere che inventò il ''Custom''

E' il 1938 quando il ventisettenne Dirk Mulder decide di mettere a frutto l'esperienza di carpentiere e gli studi di ingegneria navale, stabilendosi a Voorschoten, poco a Sud della capitale olandese, e gettando le fondamenta del suo cantiere.

 

Nei primi anni, la progettazione si focalizza su barche a vela con scafo di legno: nascono i "Dimu", yacht a poppa tonda ancora oggi naviganti e considerati come veri e propri classici di quel periodo.
 


 

Negli anni '60 vedono la luce le prime imbarcazioni con scafo di acciaio e tuga di mogano

 

Agli inizi degli Anni '40 nasce il primo disegno per uno scafo di acciaio: sebbene sia considerato niente di più che un raffinato esercizio di architettura nautica, esso finisce per segnare una svolta nella storia del cantiere.

 

Pochi anni dopo, infatti, Dirk Mulder decide di utilizzare esclusivamente questo materiale, pur non tradendo del tutto la vecchia passione per il legno, ancora utilizzato per le sovrastrutture. Negli anni '60 e '70 la gamma Mulder prende il nome di "Super Favorite Kruiser", un termine che ancora oggi in Olanda evoca motoryacht dalla caratteristica - e inusuale per un mercato come quello dei Paesi Bassi - sezione prodiera a "V" profonda e dalla solida tuga di mogano: imbarcazioni che hanno moltiplicato il loro valore nel tempo.
 

  
 

Elica di prua e 20 nodi di crociera: sono appena gli anni '70, ma Mulder è già all'avanguardia

 

Nel 1984, Dirk Mulder decide di passare il timone dell'azienda nelle mani del figlio, Dick Robert, già in cantiere da due anni in qualità di "operaio tuttofare" ed ex-campione di vela. Il suo primo atto da manager porta subito alcune importanti novità: l'innalzamento della lunghezza-limite della gamma a 18 metri, la modernizzazione dei metodi di costruzione e, soprattutto, uno studio approfondito sulle tecniche di taglio e di saldatura della lega di alluminio, al fine di inserirla tra i materiali utilizzati per la costruzione.

 

La prima struttura composita viene realizzata nel 1995, con la costruzione di una versione speciale - scafo d'acciaio e sovrastrutture in lega leggera - dell'ammiraglia Mulder 65 Flybridge, destinata al Salone Nautico di Dusseldorf. Il successo di pubblico e di critica sono immediati: i 26 nodi che questo elegante motoryacht è in grado di raggiungere costituiscono un record assoluto per uno scafo metallico di quelle dimensioni.
 

  
 

Negli anni '80 Dick Mulder passa al timone dell'azienda e innalza la lunghezza limite della gamma

 

Mulder è ormai sinonimo di cantiere ad alta tecnologia, motivo per il quale si decide che tutti i modelli ne prendano il nome, seguito dal numero indicante la lunghezza in piedi. Gli ordini crescono e, con essi, cresce anche la richiesta di imbarcazioni più grandi e più personalizzate.

 

Viene quindi realizzato un nuovo padiglione per la costruzione di unità fino a 20 metri, rigorosamente "custom". Vengono perciò prodotti scafi unici, sulla base delle specifiche richieste del cliente, come il Mulder 70 e il Mulder 74 Flybridge o come il Super Favorite Convertible, un motoryacht di 22.30 metri progettato da Mulder assieme al celebre Willem de Vries.
 

  
 

Negli anni '90 viene varata la prima navetta interamente "custom", un 70 piedi con scafo di acciaio e tuga di lega di alluminio

 

Oggi, Mulder Shipyard è un nome di prestigio assoluto - sia in Olanda sia all'estero - e ciò che lo pone al top assoluto della cantieristica mondiale, assieme a poche altre aziende, è la qualità di livello eccezionale. 

 

La produzione attuale comprende dislocanti da 10-12 nodi di acciaio con sovrastruttura in lega leggera (per esempio, Mulder 63, Mulder 70, Mulder 82 Flybridge) e semidislocanti, interamente in lega leggera di alluminio, capaci di raggiungere i 27 nodi di velocità massima, ma - cosa di estrema importanza - capaci di navigare in pieno dislocamento con eccezionali prestazioni in termini di stabilità e di consumi (per esempio, Mulder 59, Mulder 68 Convertible e Mulder 88, il motoryacht di 27 metri che naviga in acque neozelandesi). 
 

  
 

Estate 2006: il varo di un 76 piedi dislocante per la Nuova Zelanda

 

A motivo dell'impostazione rigorosamente custom di ciascuna unità, è evidentemente impossibile elencare una precisa gamma. Basti pensare che, nella quasi totalità dei casi, il progetto di un'imbarcazione Mulder viene sviluppato sulla base delle indicazioni fornite dall'armatore, le quali a loro volta devono essere approvate dallo staff tecnico del cantiere al fine di garantire l'assoluto rispetto dei parametri di solidità e stabilità imposti dalle più alte certificazioni.

 

Dunque, il risultato finale si concretizza immancabilmente in un "pezzo unico" dotato di forte personalità e di eccellenti caratteristiche nautiche: due fattori che, oltretutto, ne garantiscono il valore nel tempo.

 

www.muldershipyard.nl
 

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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 16/05/2022 07:45

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