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La spartizione del Nuovo Mondo

La spartizione del Nuovo Mondo

di Fabrizio Fattori

La scoperta (ottobre 1492) del nuovo mondo da parte di Colombo aprì in tempi brevi un contenzioso tra le nazioni che avevano in mente di ipotecare le grandi ricchezze che Colombo, al suo ritorno ( marzo 1493), aveva lasciato intravedere.

 

In particolare la Spagna, peraltro sostenitrice delle imprese del navigatore genovese, chiese ad Alessandro VI (Papa Borgia di origine spagnola) di sancire, dall’alto della sua autorità, l’attribuzione dei nuovi territori alla corona spagnola in opposizione alle inevitabili pretese dei portoghesi forti di un precedente accordo (Alcacovas 1479) che prevedeva spartizioni nelle aree atlantiche ed il possesso portoghese di terre a sud del parallelo delle isole Canarie.

 

Il Papa produsse le così dette “bolle alessandrine” tra cui la bolla “Inter Cetera” (Inter Caetera) del maggio 1493. In questo documento, conservato oggi nell’archivio segreto del Vaticano, veniva stabilito che le terre ad ovest di un ipotetico meridiano passante a circa 100 leghe (circa 480 km) dalle isole di Capo Verde e delle Azzorre fossero donate alla Spagna.

 

In cambio di questa elargizione veniva richiesto l’impegno alla corona spagnola ad evangelizzare “rapidamente” quelle popolazioni indigene presenti sulle  terre scoperte o da scoprire. In virtù di questo obbligo, come noto, vennero attivati consistenti flussi di missionari che procedettero ad una delle più selvagge opere di genocidio culturale ( e non solo) della storia del mondo.

 

La rilevante iniquità della bolla portò alla stipula di un trattato (Tordesillas, giugno 1494) con il quale il meridiano di demarcazione veniva spostato a 370 leghe ( 1.770 km) dalle isole di capo Verde garantendo al Portogallo future maggiori influenze, in particolare in Asia.

 

Il Papa (Giulio II) approvò questo nuovo accordo e lo riconobbe con la bolla “Ea quae pro bono pacis”. Questo accordo teneva al margine quelle nazioni che comunque negli anni successivi alla scoperta del nuovo mondo avevano intrapreso viaggi di esplorazione, come Francia, Inghilterra ed Olanda, alle quali rimasero, inizialmente, solo attività di pirateria.

 

I documenti citati sanciscono per la prima volta il potere degli europei ad attribuirsi, arbitrariamente, zone di influenza sui nuovi territori considerati “terrae nullius” in spregio alle popolazioni indigene e alle loro culture. Tale potere, esercitato per secoli, e malgrado la decolonizzazione, è ancora alla base di un neo colonialismo e delle inevitabili profonde diversità socio economiche in alcune aree geografiche.

 

Fabrizio Fattori

 

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Fonte: Giovanni Rallo e Nautica Report
Titolo del: 26/07/2021 07:30

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