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La seduzione delle perle

La seduzione delle perle

Salomone considerava le perle simbolo di purezza

Dal latino perula, piccola pera, la perla, meraviglioso prodotto della reazione di difesa di un organismo che utilizza, così mirabilmente il bicarbonato di calcio disciolto nell'acqua per trasformarlo in carbonato di calcio, esercita sugli uomini un'attrazione che risale alla più remota antichità.
 

Le perle vennero usate come ornamento per la prima volta 2500 anni a.C. dai popoli orientali. Innumerevoli sono le leggende ispirate da questo delicato globulo opalescente dalle dolci iridescenze alle quali l'uomo in tutte le epoche ha dato grande valore subendone il fascino.
 


 

Alessandro il Grande

 

Salomone, il saggio sovrano di Israele, considerava le perle quale simbolo di purezza. Nabuchodonosor, il sovrano babilonese, portava diademi ornati di preziose perle.

 

In seguito alle spedizioni di Alessandro il Grande ed alle conseguenti relazioni con l'oriente, le perle ebbero presso i Greci una trionfale accoglienza ed entrarono definitivamente nell'uso presso i popoli mediterranei, i quali dedicarono le perle ad Afrodite, dea dell'Amore.
 

I Romani ebbero una vera e propria adorazione per questa magnifica "Gemma" e nelle loro conquiste, tra il bottino di guerra, non mancavano di raccogliere presso il nemico perle di grande valore che poi donavano alle loro donne al ritorno in patria.


  
 

Parte di una collana in oro e perle,con pendente a forma di campanella. Scavi di Pasargade (Impero Persiano)-IV sec.a.C.- British Museum-Londra - Da www.unarosadoro.com

 

Ce ne parla Plinio il Vecchio che nel IX libro di Naturalis Historia scrive:


"occupano il primo posto e il posto più eminente tra tutte le cose di valore le perle: esse ci arrivano attraverso tanti mari, attraverso terre così lontane e sconfinate e solo così ardenti".


Nerone ricopriva il proprio letto di perle, Giulio Cesare ne offriva a Silvia, Marco Antonio a Cleopatra.


  
 

Nerone

 

I cittadini dell'Impero dedicavano le perle a Venere, accomunandone la bellezza con l'origine marina: infatti per essi la Dea era "figlia della spuma del mare" e le perle erano "il prodotto di una goccia di rugiada caduta dentro la conchiglia di un mollusco".


Nel mondo cristiano le perle diventarono simbolo di purezza, umiltà e timore di Dio.
 

Oggi la perla è coltivata. I giapponesi perfezionarono un processo che stimolava a deporre uno spesso strato di perlagione sopra un corpo estraneo introdotto artificialmente. Gli esperimenti stabilirono che il miglior materiale iniziale è un grano di madreperla tagliato dalla conchiglia dei molluschi perliferi della valle del Mississippi.


  
 

La coltivazione delle perle in giappone

 

I granuli, nelle varie dimensioni, vengono inseriti con abilità nell'ostrica viva che viene rigettata in mare per continuare la crescita. Le ostriche trattate vengono tenute in gabbie a una profondità dai venti ai trenta metri.

 

Vengono controllate molte volte all'anno e dopo un periodo dai tre ai sette anni il granulo risulta coperto da uno stato di perlagione dello spessore di circa due millimetri, e in quel momento inizia la raccolta.
 

  
 

La coltivazione delle perle in Giappone

 

Coltivata o naturale, la perla si classifica come una delle maggiori gemme: se il diamante è il "RE", senza dubbio la perla è la "Regina" delle gemme.

 

Foto di copertina: La Ragazza col turbante, anche conosciuta come Ragazza con l'orecchino di perla, è un dipinto a olio su tela di Jan Vermeer, databile al 1665-1666 circa e conservato nella Mauritshuis dell'Aia
 

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perula, coltivazione delle perle, perle naturali, perle coltivate
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Fonte: isoladischia.net e Nautica Report
Titolo del: 21/02/2020 07:10

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