La Fondazione Fincantieri e l'Arte, il Varo dell'Utopia
Di Fabrizio Fattori
Di Fabrizio Fattori
L’arte di costruire imbarcazioni d’eccellenza ha sempre caratterizzato l’industria cantieristica italiana apprezzata a livello internazionale sia nelle componenti tecniche sia in quelle dello stile e del design.
La Fondazione Fincantieri, costituita nel 2008, ha tra le altre finalità, anche quella di conservare la memoria di questa capacità, promuovendo e diffondendone la conoscenza.
In questa prospettiva è stata allestita alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la mostra “Arte sulle motonavi. Il Varo dell’utopia”, fino al 9 gennaio 2017, con l’obiettivo di evidenziare il forte legame, tra industria cantieristica e produzione artistica, elegantemente espresso nella realizzazione di vere e propri gallerie d’arte galleggianti sulle navi da crociera degli anni “60 come utopisticamente ipotizzato da Giò Ponti, importante architetto di quegli anni.

Da sinistra: Munari sulla Leonardo da vinci, Severini sulla Michelangelo e Sanfilippo sulla Raffaello
I transatlantici Leonardo da Vinci, le navi gemelle Michelangelo e Raffaello, oltre a divenire espressione concreta della ripresa industriale di un paese prostrato dalla guerra, testimoniando così ulteriormente il boom economico in atto nel paese, divennero vetrina internazionale di una felice collaborazione tra le creatività attive in Italia a livello industriale, architettonico, artigianale, artistico, dell’interior design e dell’arredamento. Un notevole contributo venne dato dalle avanguardie artistiche del dopoguerra, che per la loro carica rivoluzionaria, imposero a livello internazionale un paese capace di affermarsi culturalmente ed industrialmente.
Artisti come la Accardi, Sanfilippo, Turcato, Perilli, reduci dall’esperienza innovativa del movimento “Forma 1”, ma anche Capogrossi, Severini, Munari, Rotella e altri, produssero opere destinate ad allestire spazi comuni sui transatlantici, riuscendo a imporre una visione artistica di forte stimolo culturale.
Sulla Raffaello, ad esempio, il “Grande Bar Atlantico” vide, sotto la supervisione di Giulio Carlo Argan, realizzarsi un progetto di arredo espositivo basato su arazzi della stessa dimensione, realizzati dai maggiori artisti astratti del periodo. Questa ed altre realizzazioni diffusero nel mondo quella qualità del “fare”che ancora oggi viene riconosciuta al “Made in Italy”.
Fabrizio Fattori
In copertina gli interni del transatlantico Raffaello - Foto da www.michelangelo-raffaello.com
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