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Jean-François de La Pérouse esploratore oceanico

Jean-François de La Pérouse esploratore oceanico

di Fabrizio Fattori

Il XVIII° secolo testimonia, nelle vicende di esplorazione marina,  l’affermarsi di una figura che somma alla curiosità del geografo l’approccio scientifico che produrrà dettagliati resoconti di scoperte in ambiti fortemente trascurati in precedenza.

 

Jean-Françoisde de Galoup conte de La Pérouse diviene il referente principale della monarchia di Luigi XVI con l’incarico di effettuare viaggi di circumnavigazione nel nuovo spirito dell’ illuminismo.

 

Forte della sua brillante carriera di marinaio oceanico La Pérouse viene messo a capo di una importante missione fortemente voluta dalla corte e salpa nell’agosto del 1785 con due navi : la Boussole e l’Astrolabe  con un fornitissimo equipaggio di astronomi, botanici, matematici, geologi  e naturalisti.  

 

Le esplorazioni porteranno le due navi  a percorrere migliaia di miglia oltre capo Horn, dalle isole del Pacifico alla California, sino alle coste dell’Alaska, poi verso la penisola della Kamciacta per poi ridiscendere verso il Giappone e le coste cinesi, poi l’Australia ed il progetto di raggiungere la Nuova Guinea. Tale meta rimarrà solo sulla carta perché la data del febbraio 1788  segnerà la scomparsa delle due imbarcazioni.  
 

 

Jean-François de La Pérouse 

 

Per molto non si ebbero certezze malgrado alcune spedizioni di ricerca subito attivate. La scomparsa impressionò enormemente la corte francese e l’opinione pubblica europea, al punto che ,si racconta,  Luigi XVI, sul punto di essere decapitato, chiese se mai si avessero notizie di La Perouse (1793).

 

Le prime certezze del luogo e del come le due navi erano scomparse si ebbero con la missione di Jules Dumont D’Urville all’inizio dell’ottocento. L’insidiosità delle scogliere coralline di Vanikoro, dell’arcipelago delle Salomone, avevano decretato l’affondamento delle due fregate francesi.

 

Molti effetti personali dei marinai vennero trovati nelle mani degli abitanti. Ma la certezza assoluta sul destino di La Perouse  dell’Astrolabe e de la Boussole si ebbe molti anni dopo. Nei primi anni sessanta del novecento la nave Oceanografica Calypso di Jacques-Yves Cousteau aveva nel suo equipaggio Haroun Tazieff vulcanologo che al margine delle sue ricerche si appassionò al caso di La Pérouse.

 

La campagna di ricerca aveva consentito il recupero di alcuni cannoni indiscutibilmente francesi, ma la prova schiacciante che i relitti sul fondo del mare di Vanikoro fossero proprio di la Perouse venne da un’apparentemente trascurabile recupero di una moneta  rivelatosi poi per un rublo d’argento coniato in Russia nel 1724 e recante l’effige di Pietro I°.

 

Nessuno, salvo La Pérouse, aveva toccato quelle terre. Il racconto del naufragio si arricchì, come d’uso, di altri raccapriccianti particolari raccolti dalla viva voce di un vecchio abitante dell’isola che, percorrendo a ritroso il racconto fatto dai suoi avi, narrò del naufragio, di strage di naufraghi e collezione di teste mozzate.

 

Fabrizio Fattori

 

In copertina Luigi XVI dà istruzioni a La Pérouse (1785). Nicolas-André Monsiau - Chateau de Versailles

 

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Fonte: olbiatempioturismo.it e Nautica Report
Titolo del: 12/04/2021 07:10

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