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Insulo de la Rozoj: l'isola che non c'era

Insulo de la Rozoj: l'isola che non c'era

di Fabrizio Fattori

Chi, andando per mare, non cerchi quel pizzico d’avventura che completi la navigazione di quella giornata e la consegni ai ricordi di marinaio da spendere, riccamente, in centinaia di racconti ?

 

E tra queste possibilità di avventura non si collochi la scoperta di qualche isola non contemplata dalle carte. Magari un eremo naturale nel quale ritirarsi in buona compagnia.

 

Certo questo è difficile che oggi accada. Ma c’è un modo per rendere possibile questo sogno: costruirsene una.

 

Giorgio Rosa (1925-2017), ingegnere tentò negli anni sessanta di concretizzare questo desiderio. Spirito libertario, ma scevro dalle implicazioni politiche di quegli anni, anche per le sue note ingombranti nostalgie, l’ing. Rosa progetta una isola sospesa sul mare, poco più di una piattaforma di legno ed acciaio di circa 400 metri quadrati, sorretta da nove piloni e dotata, perfino, di acqua corrente.
 

  
 

 

Dopo infinite diatribe burocratiche e lavori di molti anni, riesce nel suo intento ed inaugura, nel 1968, l’impianto poco oltre gli undici chilometri dalla costa riminese in contestate acque internazionali. Il progetto è quello di farne un uso libero da ogni costrizione legale e soprattutto fiscale, aperto alle più disparate iniziative imprenditoriali.

 

All’isola viene auto-assegnato lo stato di territorio indipendente ed autonomo con licenza di battere moneta (Mils) e stampare francobolli, con un proprio governo, una bandiera e uno stemma, in un clima di internazionalismo totale testimoniato anche dall’uso dell’esperanto come lingua ufficiale.

 

L’isola viene definita ufficialmente “Esperanta Respubliko de la Insulo de la Rozoj”. Ma il sogno dura dal maggio al giugno dello stesso anno, malgrado la solidarietà internazionale di molti sostenitori. L’sola viene “invasa” dall’esercito italiano che la presidia sino al termine del lavoro degli artificieri della Marina che impiegando diversi quintali di plastico ed esplosivo ne determina l’abbattimento nel febbraio del 1969, in barba alle iniziative legali promosse dall’ing. Rosa.

 

Recentemente sono stati localizzati i resti dell’isola a circa tredici metri di profondità.

 

Pur con le dovute diversificazioni viene da auspicare un’altrettanto zelo demolitore per le innumerevoli brutture edilizie che deturpano il nostro paese e che a loro modo rappresentano un’“offesa alla legalità” dello stato come ufficialmente rappresentava l’isola delle Rose.

 

Fabrizio Fattori

 

Foto in copertina tratta da Linkiesta
 

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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 17/01/2020 07:00

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