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Genuensis ergo mercator

Genuensis ergo mercator

di Fabrizio Fattori

L’abilità  mercantile dei genovesi affermatasi nel tempo anche grazie alla sobrietà esistenziale che li rese capaci di trarre il massimo profitto dalle scelte imposte da una natura che li spingeva inevitabilmente verso il mare, si affermò con il venir meno del potere imperiale e l’instaurarsi di una comunità maggiormente autonoma dominata dalle famiglie nobili di tradizione fondiaria nel XII sec.

 

Genova divenne “Compagna” testimoniando nel significato profondo del termine, comunità con lo scopo di dividere il pane, il livello di pragmatismo solidale che animò il suo successivo sviluppo. Lo scopo della “Compagna” era di risolvere aspetti di vita pubblica e privata.

 

Le scelte venivano effettuate da un ristretto gruppo di nobili (Consoli) ispirato ad istituzioni classiche. Gli Spinola o i Doria ressero a lungo questo incarico e posero le basi dello sviluppo mercantile dei secoli successivi coadiuvati da nuove figure quali banchieri, imprenditori tessili e commercianti, che grazie ai loro successi ottennero sempre maggior rilevanza nel governo della città senza per altro intaccarne profondamente lo spirito oligarchico.
 

  

Stemma degli Spinola Stemma dei Doria

 

Genova non era quindi una repubblica democratica anche se le istanze popolari miravano ad una più equa distribuzione del potere e spesso lo reclamavano con azioni decise. Malgrado queste tensioni l’interesse economico accomunava tutti in attività redditizie capaci di smussare i contrasti e permettere un benessere diffuso.

 

Questa attività è testimoniata da una gran mole di documenti notarili dai quali si evince l’utilizzo di nuovi strumenti contrattuali che permettevano la collaborazione tra capitale e conoscenze mercantili quali la “Commenda” o le varie “Societas” .

 

Questa sorta di collaborazione consentiva di investire sulle proprie capacità e con capitali modesti diffondendo la ricchezza oltre le oligarchie dominanti e consentendo la realizzazione di ambizioni di mercanti audaci ed intraprendenti.

 

Grazie a queste sinergie e alle capacità diplomatiche, la rete commerciale si ampliò enormemente estendendosi non solo nell’area mediterranea ma spingendosi, attraverso i grandi fiumi, anche verso l’Europa occidentale e permettendo a Genova di divenire, nel suo insieme, una delle città marinare più influenti e floride.

 

Fabrizio fattori

 

In copertina Genova come appariva nelle «Cronache di Norimberga», libro illustrato del 1493 

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Fonte: Nautica Report
Titolo del: 05/08/2020 07:05

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