Cristoforo Colombo: da dove veniva ?
di Fabrizio Fattori
di Fabrizio Fattori
La scoperta dell’America da parte di Colombo appare da sempre come uno degli eventi di portata rivoluzionaria, ampiamente positiva per l’Europa ma negativa per i nativi di quel continente che hanno pagato e ancora oggi pagano un prezzo di emarginazione e soffocamento culturale.
Al punto che la nuova sensibilità affermatasi nel tempo rispetto a queste problematiche, ha generato recentemente manifestazioni di protesta degenerate in vari tentativi di abbattere le statue di Colombo sparse per gli Stati Uniti e cancellarne il nome dalle strade.
Malgrado questo il dibattito su chi fosse esattamente Cristoforo Colombo è da sempre aperto. Genova stessa, come luogo di nascita è messa in discussione non solo da altre città limitrofe, ma altre nazioni contendono all’Italia il privilegio di avergli dato i natali.
In particolare studiosi portoghesi hanno attivato, già da tempo, ricerche specifiche su affidabili documenti, dove in più di una circostanza il termine “portoghese” viene affiancato alla figura dell’ammiraglio e riscontrato decine di altre circostanze storiche assimilabili alle due figure in competizione.
Oltre a ciò si propongono di utilizzare il confronto genetico tra Fernando, figlio certo di Colombo e un discendente, altrettanto certo, di un pirata portoghese al fine di tacitare definitivamente ogni ulteriore dubbio.
Tale teoria ruota, infatti, intorno alla figura di Pedro Ataide portoghese del XV secolo che dato per morto in una battaglia navale approda fortunosamente in terra portoghese e muta identità in Pedro Colon allo scopo di scrollarsi definitivamente di dosso le persecuzioni politiche dovute all’aver partecipato ad una congiura contro il Re Giovanni II.
L’Università di Coimbra e l’Istituto Tecnico di Lisbona, che conducono le ricerche, hanno già provveduto a reperire il materiale osseo di un cugino di Ataide e ad inviarlo all’Università di Santiago di Campostela per l’estrazione ed il confronto del dna.
Lo storico Fernando Branco, che conduce il team di studio, ritiene, al momento che ci siano effettivamente buone possibilità di ritenere Pedro Ataide Cristoforo Colombo e conseguentemente attribuire quell’immane scoperta al Portogallo, anche se, come sappiamo, l’intervento dei re spagnoli ebbe rilevanza essenziale per la realizzazione dell’impresa.
Tale pratica attiene alla ricerca storica sempre a caccia di verità incontrovertibili che spesso assolve al deprecabile ruolo di fugare dalle imprese e dalle persone quell’aurea di mistero che le rende quanto mai intriganti. Comunque vada la splendida tomba di Colombo nella cattedrale di Siviglia continuerà a conservarne le spoglie con amore a prescindere che queste siano italiane, portoghesi o spagnole.
Fabrizio Fattori
© Copyright 2011-2025 - Nautica Report - Creatore Carlo Alessandrelli - Un marchio Wave Promotion srls - P.Iva: 12411241008

Ti Potrebbe Interessare Anche
Il mare della comunità
Il porto conosce due giornate diverse, ogni anno. Non le distingue il calendario, ma il respiro dell’aria e il modo in cui la città...
Regata oceanica: 18 miglia in 9 ore nella notte offshore
03:10 UTC. 27 nodi da Ovest. Prua 112°. J2 e un terzarolo in randa. Il log segna 18,4 nodi medi sull’ultima ora. 0,8 miglia recuperate sul battistrada,...
Nave Italia: Via col Vento porta 12 giovani a bordo dal 16 giugno
Nave Italia salpa dal porto di Brindisi il 16 giugno con a bordo dodici giovani per una navigazione pensata come intervento educativo e riabilitativo:...
Idrovolanti Trieste: il ritorno dopo 90 anni
1 aprile 1926: partirono i primi idrovolanti commerciali italiani. Oggi, a novant'anni di distanza, la rotta tra Idrovolanti Trieste e Torino è...
Storie di mare/ Suez non è solo un Canale, è memoria. Anche italiana
Ho seguito con particolare interesse l’incontro dedicato al Canale di Suez organizzato dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di...
AIL & ARIA: vela, memoria e rinascita in mare
La bussola originale del 1935 giace sul tavolo come se avesse appena smesso di battere; il metallo è scurito, i numeri consumati, la lancetta punta...
Ocean Globe Race 2027: il ritorno al mondo senza autopiloti
Niente GPS, niente autopiloti: nel 2027 l’Ocean Globe Race torna a misurare il coraggio umano contro l’immenso degli oceani, restando fedele...
The Ocean Race Atlantic: Clapcich annuncia l'equipaggio
The Ocean Race Atlantic torna a muovere i venti sull’Atlantico con una presentazione ufficiale del Team Francesca Clapcich Powered by 11th Hour Racing,...
Missione Naxos 2026: Suzuki e Club del Gommone Milano
La Missione Naxos 2026 parte da una scena concreta: al sorgere del sole, il Zar Formenti Naxos 23 lascia Varazze. A bordo, il Suzuki DF200AP è pronto...