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Cacciatori di tesori sommersi

Cacciatori di tesori sommersi

Avventura con la A maiuscola

Chi Sono i Cacciatori di Tesori. Non tutti si definiscono allo stesso modo: alcuni si fanno chiamare “Cercatori di tesori”; altri, “Cercatori di preziosi”; altri ancora, “Recuperatori di carichi”, per dar più garbo all’attività. Tutti vengono mossi dallo stesso spirito di ricerca.

 

Questa oggi potrebbe sembrare una professione molto redditizia, specialmente con l’ausilio di moderne tecnologie quali metal detector e georadar per il sottosuolo; ecoscandagli, minisommergibili e rov per gli abissi.
 


 

Isis Row- Sottomarino comandato a distanza

 

In passato le cose erano, però, ben diverse: nella ricerca e nel recupero, il pericolo costituiva la parte fondamentale dell’attività: molte le persone che morivano nel tentativo di strappare le ricchezze giacenti sotto i mari. All’inizio di questo tipo di attività molti morivano “misteriosamente”, quando non si conoscevano bene i rischi di una lunga immersione a molti metri di profondità: non solo il pericolo di embolia, ma fattore ricorrente era anche l’attacco di squali.

 

Il pericolo non era solo in mare: molti morivano nell’esplorazione di luoghi di per sé inospitali e misteriosi: miniere e grotte insalubri e scoscese, gallerie sotterranee piene di trabocchetti.


  
 

Grotta sottomarina a Malta

 

Non lo si crederebbe, ma è questo un altro punto da sottolineare: molte volte, in passato, chi occultava i propri averi, ad esempio chi nel Medioevo aveva accumulato enormi ricchezze, li nascondeva in luoghi segretissimi, davvero pieni di trappole, e che hanno fatto diverse vittime tra i cacciatori di tesori.

 

Un altro aspetto di tale mestiere è la passione per la ricerca: prima di passare all’opera pratica vi è una lunga preparazione teorica; ricerca di informazioni, documenti, mappe ecc. Qui entrano in gioco i cosiddetti “topi da biblioteca” che mettono assieme il materiale di una storia per dare vita alla ricerca vera e propria.


  
 

Una antica biblioteca di Parigi

 

Altro punto è il fattore economico; in molti casi avviene che tutto ciò che è stato recuperato non basta a coprire le spese fatte per il recupero: attrezzature, manodopera (sub e collaboratori) ecc.
 

Non trascurabili sono i contrasti tra i cercatori di tesori e gli archeologi che non li vedono di buon grado, considerandoli solo dei predoni a caccia di soldi.


  
 

Ritrovamento di antiche monete d'oro in Egitto

 

Certamente, un pizzico di verità vi è perché, in molti casi, ciò che fa muovere questi cacciatori è la ricerca della ricchezza e del denaro: ad un vero cacciatore di tesori, però, di materiale archeologico non interessa nulla: è la ricerca del prezioso, solo del prezioso, che lo interessa veramente, senza la violazione del reperto archeologico.
 

C’è da dire, però, che l’archeologo è comparso solo recentemente sulla “scena” marina, mentre la tradizione dei cacciatori di tesori sommersi è vecchia di secoli.


  
 

Testa di faraone sommersa in Egitto

 

Ci sono fattori che i non addetti ai lavori non potranno mai capire, come la passione per la ricerca o scoprire cose che non si sarebbe mai pensato di scoprire; o, ancora, svelare i misteri che nasconde quel dato tesoro, così come sfidare la Natura per strappare dalle viscere della terra o dal fondo del mare tutte quelle ricchezze nascoste.

 

In definitiva, però, la vera passione che muove queste persone è l’avventura, perché la ricerca dei tesori è Avventura con la A maiuscola.
 

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Cercatori di tesori sommersi, tesori in fondo al mare, recuperatori di carichi sommersi
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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 28/02/2021 07:15

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