Porti italiani/ Senza un vero confronto con gli operatori la riforma non può salpare
di Nicola Silenti
di Nicola Silenti
L’articolo sulla riforma della portualità italiana pubblicato su questo giornale on-line lo scorso 21 settembre, oltre ad essere stato rilanciato da varie testate di carattere marittimo, ha sollevato da parte di esperti e operatori del settore, numerosi commenti e dirette segnalazioni anche telefoniche al sottoscritto, videnziando una serie di punti critici sulla suddetta riforma, stante la particolare complessità della materia che in questo momento richiama anche la legge sulla autonomia differenziata.
Varie associazioni di settore, compreso Confetra, Federagenti e Assiterminal hanno inoltre segnalato la mancanza da parte del Governo di un serio confronto con gli “stakeholder”. Ed è proprio la attuale mancanza di una chiara visione della questione che ci porta, nostalgicamente, a ripercorrere le tappe di un periodo storico particolarmente significativo per il settore come quello della cosiddetta “primavera dei porti” durante la quale la governance delle Autorità portuali veniva affidata a veri manager del settore marittimo.
Particolarmente interessante appare a tale proposito una lettera di riscontro al mio articolo sulla riforma sopra richiamato, scritta dal collega ed amico Gerardo Pelosi, addetto a tre Ministri della Marina Mercantile e poi Dirigente dell’ex Ministero dei Lavori Pubblici e quindi un esperto in materia, che mi ricorda come “dal 1994 ad oggi i numerosi Governi che si sono succeduti non hanno saputo o voluto sviluppare una vera politica per il mare” aggiungendo che nel biennio di guida del Senatore Gianni Prandini, allora Ministro della Marina Mercantile ,si realizzò” una rivoluzione copernicana che pose le basi per una visione moderna della portualità italiana”.
Il periodo richiamato mi vide protagonista perché ancora in servizio e quindi anche confronti con organi centrali per gli esami dei vari provvedimenti che riguardavano la riforma delle gestioni portuali, la vocazione e specializzazione dei porti, la riforma del lavoro portuale e l’autonomia funzionale con la concessione di maggiore autonomia agli stabilimenti industriali nei principali porti, favorendo una gestione più snella e autonoma delle operazioni portuali. Altri provvedimenti chiave di quel periodo furono i sostegni al settore armatoriale per la difesa della bandiera italiana, la promozione del cabotaggio marittimo che poi ha generato le attuali “Autostrade del Mare” e il riordino delle competenze ministeriali con l’istituzione della Guardia Costiera e relativo potenziamento infrastrutturale del Corpo con la nascita della componente aerea.
“Nonostante le basi poste negli anni ottanta e novanta — prosegue Pelosi — i Governi successivi non sono stati in grado di sviluppare una visione organica e coerente per il settore e di conseguenza una strategia a lungo termine in presenza di un mancato confronto e dialogo con i protagonisti del settore. “E ancora per l’amico Pelosi “l’attuale situazione della portualità italiana riflette una perdita di visione strategica e di leadership. Il rilancio richiede un mix di competenze tecniche, capacità imprenditoriale e un forte indirizzo politico, supportato da un dialogo aperto con tutti gli stakeholder del settore. La sfida è quella di tornare a vedere il mare non solo come risorsa naturale, ma come un volano per l’economia e l’identità nazionale”.
Alla vigilia della tanto attesa riforma della legge portuale solleva più di una perplessità la spada di Damocle della autonomia differenziata in quanto la riforma avrebbe il dovere di garantire pari strumenti e pari risorse ai porti, situati in territori diversi, per offrire servizi competitivi agli stessi mercati. Nelle proposte e riflessioni per una buona e nuova governance appare, a nostro modesto parere, utile la eliminazione della influenza delle Regioni e dei Comuni nella gestione delle infrastrutture portuali strategiche da affidare a un team dotato di competenze imprenditoriali e visione ad ampio raggio. Inoltre, per un ritorno alle origini, effettuare un massiccio intervento dei lavori del CIPOM con il supporto del Dipartimento per le politiche del mare per dettare i tempi dei vari capisaldi cui si fonda il Piano del Mare ed in particolare la direttrice che introduce proprio il ruolo della portualità italiana nel Mediterraneo che ormai si allarga al mondo.
Nicola Silenti
In copertina foto da DEPOSITPHOTOS
Il governo alza il ritmo sulla nomina dei presidenti delle Autorità di Sistema Portuale, e il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo...
LeggiLa discussione sulla riorganizzazione del sistema portuale italiano evidenzia una mancanza di visione chiara e coordinata, nonostante si tratti di un tema...
LeggiDa giorni, sulla stampa specializzata del settore portuale e logistico, si susseguono ricostruzioni e analisi fornite da fonti autorevoli che delineano...
LeggiIl viceministro del MIT, Edoardo Rixi, ha annunciato a Palermo l'intenzione di avviare nei prossimi mesi una riforma strutturale del sistema portuale italiano....
Leggi
Ti Potrebbe Interessare Anche
Marinedi Southampton 2026: porti turistici digitali e sostenibili
Marinedi arriva al Southampton International Boat Show 2026 con un progetto pensato per trasformare i marina da luoghi di ormeggio a nodi operativi connessi....
Assormeggi Italia, la voce dei piccoli ormeggi: l’intervista a Francesco Cimmino...
NauticaReport ha incontrato l’architetto Francesco Cimmino, Presidente di Assormeggi Italia, per approfondire il ruolo strategico della piccola portualità...
Droni porto di Palermo: accordo per integrazione e U-space
25 maggio 2026: è stato firmato il protocollo d’intesa che avvia l’integrazione dei droni nel porto di Palermo. Il documento...
Porto di Catanzaro: insabbiamento blocca pesca e mette a rischio l'estate
22 giugno. L'insabbiamento del porto di Catanzaro continua a bloccare l'attività dei pescherecci. La crisi è stata scatenata dall'ondata...
Marina e cambiamenti climatici: sicurezza e resilienza per i porti turistici
Marina e cambiamenti climatici apre il calendario di discussioni pratiche il 23 giugno 2026 alle 9:30 al Marina Capo d'Orlando. C'è qualcosa in...
Marina di Olbia: acquisizione D‑Marin e impatti
Marina di Olbia entra nella rete di marine gestite da D‑Marin. L'acquisizione comprende la Marina di Olbia Yacht Service (MOYS) e il Molo Brin, entrambe...
Corridoio Logistico Genova-Misurata: asse Italia-Libia
Genova, 11 giugno 2026. Federlogistica lancia il progetto per un Corridoio Logistico Genova-Misurata, destinato a collegare stabilmente il porto ligure...
Mobilità integrata Yamaha: modello testato alla Solaris Cup 2026
Mobilità integrata Yamaha è stata messa alla prova in Sardegna durante la Solaris Cup 2026: Yamaha Motor Italia ha fornito una piattaforma...
Assemblea MedCruise: Palermo punta sull'homeporting
È una contraddizione netta: la 68ª Assemblea MedCruise arriva a Palermo dopo che il porto ha superato il milione di crocieristi nel 2025, eppure...