FMTS26 a Vietri sul Mare: verso un Mediterraneo turistico sostenibile e resiliente
Il forum internazionale ha messo al centro governance, portualità turistica, decarbonizzazione e cooperazione tra nord e sud del Mediterraneo
Il forum internazionale ha messo al centro governance, portualità turistica, decarbonizzazione e cooperazione tra nord e sud del Mediterraneo
A Vietri sul Mare si è chiuso il primo Forum Mediterraneo del Turismo Sostenibile (FMTS26). L’evento ha analizzato strumenti per modelli turistici mediterranei sostenibili, con focus su governance, logistica, decarbonizzazione e coinvolgimento di Regioni e città, sancendo anche una firma di protocollo tra Propeller Club Salerno e Touring Club Italiano.
Il primo FMTS26 Forum Mediterraneo del Turismo Sostenibile si è svolto a Vietri sul Mare (Salerno), offrendo due giorni di confronto tra istituzioni, armatori, operatori portuali, accademici e associazioni di categoria su governance, crociere e portualità turistica. L’obiettivo è analizzare strumenti e modelli in grado di rendere sostenibile e resiliente l’intero settore nel Mediterraneo.
Questo appuntamento è rilevante perché il Mediterraneo rappresenta un crocevia geopolitico ed economico di primaria importanza, chiamato a coniugare tutela ambientale, libertà di navigazione e competitività industriale. La discussione ha sottolineato come sostenibilità e sicurezza siano elementi strettamente interconnessi, anche alla luce delle vulnerabilità legate alle infrastrutture critiche sottomarine, dai cavi sottomarini alle pipeline energetiche.
Il Mediterraneo come crocevia strategico e piattaforma di sostenibilità
Il Forum ha evidenziato che il Mediterraneo è non solo un corridoio economico, ma anche uno spazio culturale e sociale da valorizzare, con attenzione a una gestione integrata della filiera marittima. Si è insistito sul legame tra tutela ambientale, libertà di navigazione e competitività industriale, con particolare riguardo alle infrastrutture critiche sottomarine come i cavi di collegamento e le pipeline energetiche.
La cooperazione tra Paesi del bacino, comprese le sponde del Nord Africa, è stata indicata come condizione necessaria per facilitare il trasferimento di know-how e tecnologie sostenibili, nonché per l’integrazione del cluster marittimo. L’obiettivo è definire modelli turistici mediterranei capaci di coniugare crescita economica, tutela ambientale e opportunità sociali lungo l’intera filiera.
Decarbonizzazione e carburanti: sfide e scenari
La decarbonizzazione del trasporto marittimo è stata riconosciuta come tema centrale, ma complesso: richiede infrastrutture, investimenti significativi e un quadro regolatorio chiaro. È stato evidenziato come la regolamentazione ETS presenti criticità e come i carburanti alternativi, quali ammoniaca e idrogeno, incontrino ostacoli tecnologici, con il GNL quale soluzione di fatto più praticabile al momento.
Si è sottolineato che la transizione non deve gravare sulla tenuta industriale e occupazionale, e che occorre coordinamento internazionale per facilitare investimenti e infrastrutture. In tale contesto, si è enfatizzata la necessità di un quadro regolatorio affidabile e di strategie di lungo periodo per accompagnare la domanda e l’offerta di combustibili alternativi.
Governance internazionale e logistica: un asse per l’Italia
Antonio Errigo, Vice Direttore Generale di ALIS, ha evidenziato l’importanza strategica del Mediterraneo per l’Italia, sottolineando che la filiera logistica è una leva fondamentale per sostenere il sistema economico. In vista della fase post-PNRR, ha proposto una governance internazionale dotata di una catena decisionale concreta in grado di accompagnare imprese e investimenti con piani di medio periodo.
Francesco Senese, Liaison Officer della PAM, ha rimarcato che il coordinamento rappresenta il futuro dei rapporti diplomatici, in un contesto di frammentazione del multilateralismo. La rete tra città portuali potrebbe costituire uno dei primi passi per dare massa critica alle istituzioni e assegnare risorse ai cluster di competenze. Nel frattempo, il Mediterraneo è visto come spazio non solo economico ma anche culturale e sociale; si chiedono una maggiore partecipazione regionale e locale.
Nel corso del Forum è stato sottolineato l’impegno di rafforzare le reti tra città e comunità portuali, in chiave di green corridor e di cooperazione per superare le sfide della globalizzazione. A complemento, è stata annunciata la firma di un Protocollo d’Intesa tra Propeller Club Port of Salerno e Touring Club Italiano - Corpo Consolare della Campania, finalizzato a valorizzare il turismo costiero e la cultura del mare della provincia.
Portualità turistica e ruolo delle DMO
Arianna Bonfanti, SENIOR Researcher del SRM, ha ribadito che i porti sono protagonisti della transizione, mettendo in evidenza criticità legate ai carburanti alternativi e alla mancanza di regole comuni. Guardando al 2050, quando metà della flotta potrà utilizzare carburanti alternativi, ha ricordato che il bunkeraggio GNL è attivo in Trieste e Genova, mentre altri scali mediterranei mostrano progressi su metanolo, e-metanolo e biofuel.
Bonfanti ha richiamato l’importanza del cold ironing alimentato da energie rinnovabili e l’integrazione intermodale: solo una quota limitata delle imprese esporta container via ferro nel Nord Italia, quindi occorre accelerare trasformazioni e infrastrutture. Strumenti come autostrade del mare e metrò del mare sono indicati per facilitare la logistica regionale, a partire dalla Campania.
Finanza pubblica e sviluppo territoriale: strumenti e prospettive
Valeria Mangiarotti, Direttore Board MedCruise, ha presentato uno studio secondo cui circa il 70% dei porti ha progetti di cold ironing, ma solo il 29% è pronto per il bunkeraggio e la connessione alla rete elettrica. L’analisi sottolinea la necessità di allineare i dettami normativi europei e di sviluppare green corridor condivisi per l’intera regione.
Francesca Amoruso, CFO di Amalfi Coast Cruise Terminal, ha illustrato come strumenti finanziari quali partenariati pubblico-privati, green bond e blue bond possano guidare lo sviluppo, purché vi sia stabilità fiscale e certezza normativa. L’approccio è fondato su una pianificazione di lungo periodo e su un equilibrio tra leva privata e finanziaria, con intensificazione del dialogo con i territori.
DMO e sviluppo delle destinazioni: tre aree emblematiche
Michelangelo Lurgi, presidente di Rete Destinazione Sud/Confindustria Sa. Comm. Turismo, ha presentato le DMO come strumenti essenziali per governare lo sviluppo di aree vaste, chiedendo di superare frammentazioni e di favorire progetti condivisi per Cilento, Piana del Sele e Agro Nocerino-Sarnese con il Vallo di Diano e Salerno. Si punta a tre DMO partecipate e aperte a tutti gli attori.
Raffaele Esposito, Presidente Confesercenti della Camera di Commercio di Salerno, ha evidenziato l’impegno a supportare lo sviluppo turistico locale tramite studi e report per orientare investimenti e politiche, con una governance inclusiva che integri pubblico e privato. L’obiettivo è costruire un percorso partecipativo che favorisca la crescita equilibrata delle destinazioni costiere e interne.
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