Assormeggi Italia, la voce dei piccoli ormeggi: l’intervista a Francesco Cimmino
Intervista a Francesco Cimmino sul valore strategico della piccola portualità, le criticità normative e i progetti per formazione e sostenibilità
Intervista a Francesco Cimmino sul valore strategico della piccola portualità, le criticità normative e i progetti per formazione e sostenibilità
Assormeggi Italia, fondata nel 2021, riunisce circa 200 operatori della piccola portualità italiana. L'associazione assiste tecnicamente e legalmente i soci, favorisce la rete tra imprese familiari e lavora all'aggiornamento del D.P.R. 509/1997. Tra le iniziative: il "Protocollo Ormeggi" validato dal RINA e un'attenzione crescente a sostenibilità e propulsione ibrida.
NauticaReport ha incontrato l’architetto Francesco Cimmino, Presidente di Assormeggi Italia, per approfondire il ruolo strategico della piccola portualità nel turismo nautico e le sfide che il settore affronta tra burocrazia, sostenibilità e innovazione. Cimmino racconta la nascita dell’associazione, la crescita degli iscritti, il valore della rete tra operatori e le priorità normative su cui si sta lavorando ai tavoli istituzionali. Un dialogo che mette in luce l’importanza dei piccoli ormeggi per le comunità costiere e la necessità di un comparto più moderno e unito.
Assormeggi Italia nasce nel 2021 per iniziativa dell'allora Presidente Angelo Siclari, che comprese come il mondo dei piccoli ormeggi e delle imprese familiari della nautica da diporto fosse privo di una reale rappresentanza. Il nostro Paese è ricco di piccole realtà imprenditoriali che svolgono un ruolo fondamentale per il turismo nautico, ma che, proprio per le loro dimensioni, risultano spesso le più vulnerabili sotto il profilo normativo, amministrativo ed economico.
L'associazione nasce quindi con l'obiettivo di colmare questo vuoto, offrendo tutela, assistenza tecnica e legale e rappresentanza istituzionale a tutti quegli operatori che costituiscono la rete della piccola portualità italiana.
Oggi Assormeggi Italia conta circa 200 associati distribuiti lungo tutte le coste italiane, isole comprese. Ne fanno parte gestori di piccoli ormeggi, campi boe, imprese della cantieristica e operatori del charter nautico.
Dopo la fase costitutiva guidata dal Presidente fondatore Angelo Siclari, l'associazione è stata successivamente presieduta da Fabio Mazzitelli. Da circa un anno ho l'onore di ricoprire la carica di Presidente e, insieme al Consiglio Direttivo, abbiamo avviato una riorganizzazione volta a rendere l'associazione più snella, efficiente e vicina agli iscritti. Il nostro obiettivo è fornire risposte rapide e concrete, perché oggi un'associazione di categoria deve essere presente quotidianamente accanto ai propri associati.
La nostra principale caratteristica è il rapporto diretto con gli associati. Abbiamo voluto mantenere un'impostazione partecipativa e familiare, senza rinunciare alla competenza tecnica e istituzionale.
I nostri iscritti non sono semplicemente dei tesserati, ma persone con cui ci confrontiamo ogni giorno. Il dialogo va ben oltre gli aspetti normativi e legali: condividiamo esperienze, problematiche e soluzioni. In un settore composto prevalentemente da imprese familiari, l'esperienza maturata da un operatore rappresenta un patrimonio prezioso per tutti gli altri.
Questa capacità di fare rete costituisce probabilmente il valore più importante di Assormeggi Italia.
Il nostro ruolo si esercita innanzitutto attraverso l'ascolto e la capacità di fornire risposte concrete.
Disponiamo di uno staff tecnico e di uno staff legale che affiancano gli associati nell'affrontare problematiche amministrative, demaniali, urbanistiche e gestionali. Ma la vera forza dell'associazione è rappresentata dalla rete di competenze costruita negli anni.
Essere iscritti ad Assormeggi Italia significa poter contare non solo su professionisti qualificati, ma anche sull'esperienza di centinaia di operatori che quotidianamente affrontano le stesse problematiche. Fare rete significa non sentirsi mai soli.
La burocrazia rappresenta certamente uno dei principali fattori che rallentano lo sviluppo della piccola portualità.
Il settore continua ad essere regolato, in larga parte, dal Codice della Navigazione, nato negli anni Quaranta del secolo scorso, e dal D.P.R. 509 del 1997, che costituisce ancora oggi il principale riferimento per la portualità turistica ma che, dopo quasi trent'anni, necessita di un importante aggiornamento.
Le imprese hanno bisogno di programmare investimenti, assumere personale e pianificare il proprio sviluppo. Tutto questo richiede tempi amministrativi certi, norme chiare e interpretazioni uniformi su tutto il territorio nazionale. Non chiediamo meno controlli o minori tutele ambientali, ma procedure più moderne, rapide ed efficienti.

Marina del cantone a massa lubrense (na)
I piccoli ormeggi svolgono un ruolo fondamentale, spesso sottovalutato.
I grandi marina rappresentano una componente importante della nautica italiana, ma molti sono stati progettati quando le imbarcazioni avevano dimensioni molto inferiori rispetto a quelle attuali. È un po' come i garage costruiti negli anni Settanta: erano perfetti per le automobili dell'epoca, mentre oggi faticano ad accogliere i veicoli moderni.
I piccoli ormeggi svolgono invece una funzione complementare. Molto spesso si trovano al di fuori dei grandi ambiti portuali e consentono di raggiungere tratti di costa, borghi marinari e aree naturalistiche che altrimenti rimarrebbero escluse dai principali circuiti turistici.
Rappresentano inoltre una delle prospettive più interessanti per lo sviluppo della nautica sostenibile, poiché consentono di incrementare l'offerta senza ricorrere a grandi infrastrutture permanenti.

Cala Gonone Dorgali (Nuoro)
I piccoli ormeggi sono un importante motore di sviluppo per le economie costiere.
Favoriscono un turismo stanziale e di transito che consente ai diportisti di scoprire piccoli borghi, attività commerciali e territori spesso esclusi dai grandi flussi turistici.
È un turismo che arriva dal mare e che genera benefici concreti per ristoranti, bar, negozi, cantieri nautici e servizi locali, distribuendo la ricchezza lungo tutta la costa e contribuendo alla valorizzazione delle comunità marinare.
I nostri associati possiedono un patrimonio di competenze costruito in anni di esperienza sul campo.
Per valorizzarlo abbiamo realizzato una certificazione interamente sviluppata da Assormeggi Italia: il "Protocollo Ormeggi", validato dal RINA, che consentirà di attestare la qualità organizzativa e professionale delle strutture aderenti, rappresentando un importante valore aggiunto anche nei rapporti con la pubblica amministrazione.
Quanto alla sostenibilità, ritengo che i piccoli ormeggi siano sostenibili per loro stessa natura. Nella maggior parte dei casi si tratta di strutture leggere, costituite da sistemi di ormeggio con corpi morti e gavitelli che non alterano significativamente la costa, i fondali o il naturale regime delle correnti marine.
La propulsione elettrica rappresenta certamente una tecnologia destinata a crescere, ma oggi è ancora limitata da autonomia e potenza.
Riteniamo invece che, nell'immediato futuro, la tecnologia ibrida possa offrire le soluzioni più interessanti, soprattutto per la navigazione all'interno delle aree marine protette, dei canali e degli ambiti portuali.
Per una diffusione su larga scala della propulsione esclusivamente elettrica sarà probabilmente necessario attendere ulteriori sviluppi tecnologici.
Le tensioni geopolitiche rappresentano inevitabilmente un elemento di preoccupazione perché incidono sull'economia, sugli investimenti e sulla fiducia degli operatori.
Gli effetti non sempre sono immediati, ma possono manifestarsi nel medio e lungo periodo.
Rimaniamo tuttavia fiduciosi. L'Italia continua ad essere una delle principali destinazioni del turismo nautico mondiale e sono convinto che la pace e la cooperazione internazionale rappresentino il presupposto fondamentale per favorire la crescita del turismo e dello sviluppo economico.
La mia priorità è dare agli operatori della piccola portualità un quadro normativo stabile e moderno. Assormeggi Italia è presente ai tavoli ministeriali ed è accreditata presso il CIPOM. Stiamo lavorando affinché venga avviato un aggiornamento organico del D.P.R. 509 del 1997, che oggi non risponde più pienamente alle esigenze del settore.
Parallelamente stiamo costruendo un dialogo sempre più stretto con le altre realtà associative. Abbiamo già sottoscritto un protocollo d'intesa con ANSOD e sono in corso interlocuzioni con le maggiori associazioni e confederazioni della categoria.
Credo profondamente che il futuro della nautica italiana passi attraverso l'unità del comparto.
Mi auguro di vedere un settore più forte, più moderno e soprattutto più unito.
L'obiettivo è offrire ai nostri associati regole certe, tempi amministrativi ragionevoli e una normativa finalmente aggiornata.
Allo stesso tempo auspico la costruzione di un'alleanza stabile tra tutte le associazioni della nautica italiana. Ognuno manterrà la propria identità, ma sarà fondamentale condividere una visione comune per affrontare le sfide future.
Assolutamente sì. Credo che il futuro della nautica passi inevitabilmente attraverso il dialogo tra associazioni, imprese e istituzioni. Abbiamo sempre trovato disponibilità al confronto da parte del Governo e delle amministrazioni, e siamo convinti che un comparto unito sia anche un interlocutore più autorevole e credibile.
L'obiettivo finale non è rafforzare una singola associazione, ma contribuire alla crescita dell'intera nautica italiana. Solo facendo squadra sarà possibile ottenere le riforme che il settore attende da anni e costruire un futuro più solido per tutti gli operatori.
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