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Nuovo Codice della nautica da diporto: ai confini della realtà

Nuovo Codice della nautica da diporto: ai confini della realtà

Fiumicino, 25 settembre 2017

In occasione prima giornata del Salone di Genova è stato presentato il nuovo decreto del codice della nautica da diporto approvato dal Consiglio dei Ministri, a modifica del D.Leg.vo 171/2005.

 

Tutte le testate di settore sia tramite carta stampata che sui media telematici, facebook compreso, lo hanno esaltato pubblicando a caratteri cubitali il comunicato ufficiale del Ministero dei Trasporti

 

- Approvata la revisione del codice in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri

 

- Il Ministro Delrio: “Un riconoscimento e una promozione del settore”

 

- Tra le novità, l’Anagrafe nazionale delle patenti nautiche e l’istituzione della figura professionale dell’istruttore di vela.

 

- In Italia nel 2016 oltre 100 mila solo le imbarcazioni da diporto immatricolate

 

15 settembre 2017 – Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo di revisione e integrazione del decreto legislativo 171 del 18 luglio 2005,  “Codice della nautica da diporto”.

 

Un primo macroscopico errore è stato quello di dichiarare che in Italia le Imbarcazioni da diporto immatricolate sono 100.000 mentre invece queste sono meno della metà ovvero 46.000.

 

Sulla pubblicazione ufficiale del MIT – Il diporto nautico in Italia – è pubblicata la seguente e molto esplicativa tabella
 


 

Il totale globale delle unità immatricolate risulta essere di 77.141.

 

La prima colonna evidenzia in verdino i 30.821 natanti che pur essendo immatricolati a fronte di vecchie disposizioni, restano comunque natanti in quanto di lunghezza inferiore ai 10 metri. Questi sono destinati ad essere in breve tempo definitivamente  disimmatricolati.

 

Sottraendo quindi questi natanti dal totale, il reale numero delle imbarcazioni immatricolate è pari a 46.094.

 

Questa leggerezza fu la causa dell’errata valutazione dell’ipotetico gettito fiscale della disastrosa tassa di possesso varata dal Governo Monti!

 

Vediamo ora un parziale dettaglio delle misure proposte dal nuovo decreto:

 

Art. 2 Uso commerciale delle unità da diporto

I natanti sono sprovvisti di licenza di navigazione, la modifica prevede evidentemente che il decreto attuativo a venire stabilisca, per i natanti adibiti ad attività commerciale, una sorta di licenza di navigazione che conseguentemente ne vieterà l’uso promiscuo.

 

Art. 29 Apparati ricetrasmettenti di bordo
 


 

Questo articolo è l’anticamera di quanto da tempo ventilato circa l’obbligo di installare a bordo apparati VHF con tecnologia DSC e conseguente possesso del certificato GMDSS (al minimo SRC – Short Range).
Maggiore dettaglio è rimandato all’emanando Decreto Attuativo.

 

Art. 26 Titoli professionali del Diporto
 



 

È stato previsto il titolo di “Ufficiale di navigazione di seconda classe”, che vorrebbe imitare lo Yacht Master Off-Shore.

 

Purtroppo la realtà è che anche coloro che hanno conseguito il titolo di Ufficiale di navigazione non sono mai stati arruolati, in quanto le imbarcazioni che realmente fanno charter (nella maggior parte a motore) battono tutte bandiera inglese e richiedono tassativamente i titoli inglesi.

 

La fantastica dabbenaggine del legislatore dà evidenziata di sé nel comma 2 che vorrebbe rendere compatibile con la normativa internazionale un ipotetico titolo del diporto, quando il diporto è tassativamente esclusa dall’STCW.

 

Per chiarire: la qualifica inglese di Yacht Master Off-Shore ti permette di imbarcare su “Yacht Commercial Vessel”, senza alcun riferimento al Pleasure Vessels!

 

Art. 27 Ruolino equipaggio
 


 

Finalmente con il comma b) è prevista la rotazione degli equipaggi sulle unità adibite al noleggio appartenenti al medesimo armatore, evitando così gli oneri di imbarco e sbarco e il contestuale arruolamento sulle diverse unità.

 

Questo rappresenta per me una nota d’orgoglio, in quanto in passato ho fortemente sostenuto questa previsione, anzi estendendola anche ai consorzi d’impresa di noleggio.

 

Art. 51 Bis e 51 ter: Istruttore di vela

 

Questo articolo prevede l’istituzione di un albo professionale per gli istruttori di vela tenuto dal Ministero dei Trasporti, una vera e propria qualifica professionale che dovrebbe abilitare al lavoro autonomo.

 

La qualifica prevede un costo al momento non determinato ed un successivo costo per l’aggiornamento triennale.Non è dato sapere se questo istruttore di vela potrà rilasciare un certificato che abbia un qualsiasi valore.

 

Saranno favoriti gli istruttori RYA che autonomamente e senza limitazioni potranno continuare ad erogare le proprie prestazioni più qualificate rispetto all’istruttore di vela e propedeutiche al conseguimento di una qualifica riconosciuta a livello internazionale che offre inoltre la possibilità di una crescita professionale e conseguimento di futuri titoli con valenza IMO.

 

Al di fuori del permettere alle autorità preposte di elevare contravvenzioni ed agli organi riconosciuti di fare cassa, a cosa serve?

 

Art. 51 Sexties: Disciplina del transito delle unità da diporto (posti al transito nei marina privati)
Finalmente viene fatta chiarezza sui posti al transito

 

Art. 51 septies, 51 octies, 51 necties


Inerenti campi d’ormeggio attrezzati, ricoveri a secco di piccolo imbarcazioni e natanti, assistenza al traino per imbarcazioni e natanti da diporto.

 

Maggiori chiarimenti verranno riportati nel successivo regolamento di attuazione

 

Art 41 Esercizio abusivo delle attività commerciali con unità da diporto


La sanzione è stata aumentata da €  2.775 ad € 11.000.

 

Attenzione quindi all’esercizio abusivo di: locazione, noleggio, istruzione per la patente nautica ed assistenza alle immersioni.

 

Non ci resta che attendere l’emanazione del Decreto Attuativo per rendere efficaci le modifiche di cui sopra ed i necessari chiarimenti del caso.

 

Certo è che da una prima lettura scaturisce quanto l’approccio dei nostri legislatori sia scevro di una adeguata conoscenza della realtà di un settore ormai in profonda crisi, denunciata in primis dalla diminuzione del 30% di richieste d’esame per la patente nautica, dalla fuga della bandiera italiana e dalla chiusura del 70% delle imprese di charter.

 

Buon Vento diportisti…

 

Giuseppe Accardi
Presidente UniversoMare
Associazione per la Nautica
info@universomare.it
www.universomare.it

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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 18/09/2019 06:30

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