La scelta della bandiera: quello che c’è da sapere per una valutazione consapevole
Di Daniele Motta
Di Daniele Motta
L’argomento e gli elementi di valutazione in una tematica di questo tipo sono senz’altro molteplici. Vanno infatti ben individuati l’utilizzo a cui l’unità verrà destinata, privato o commerciale (charter), l’aerea di navigazione nonché la nazionalità del soggetto armatoriale che ne curerà de facto e de iure l’esercizio, sia che quest’ultimo sia un soggetto fisico o giuridico (azienda).
In aggiunta dovrebbero essere anche citati anche altri fattori, spesso completamente ignorati, che riguardano la sfera giuridica e burocratica la quale spesso si ferma in una sola questione fiscale e/o riconducibile alle ben note questioni riguardanti le dotazioni di sicurezza, controlli in mare etc.
Infatti rimanendo in un’ottica quanto più ampia possibile, la valutazione di quella data bandiera, o per meglio dire registro, dovrebbe anche tener conto anche dei seguenti aspetti, che seppur come dottrina sono riconducibili in prima istanza allo Shipping, possono essere in parte applicati anche per il diporto commerciale.
Questi aspetti, che vanno ad incidere come su detto sulla scelta del registro, includendo anche gli elementi riconducibili alla localizzazione dell’impresa e che possono essere individuati, in parte, nei seguenti fattori:
· Regime Fiscale e Giuridico;
· Standard di Sicurezza;
· Nazionalità equipaggio e termini di ingaggio;
· Carico Fiscale;
· Eventuali limiti di responsabilità;
Altra questione di primaria importanza è sicuramente riconducibile alla semplicità normativa, in termini applicativi ed interpretativi, delle varie norme che disciplinano gli standard di esercizio e di sicurezza adottati da quel dato registro.
Infatti per un armatore è assai importante poter avere non solo la massima “libertà” di utilizzo dell’imbarcazione (basti pensare alle svariate attività di natura economica applicabili nel settore) ma fare anche affidamento, sempre per i motivi sopra elencati, ad un registro che abbia come caratteristiche l’efficienza e l’orientamento al cliente.
Chiaramente i registri di questo tipo, che di fatto sono anche i più attivi a livello internazionale, pur effettuando (salvo rare eccezioni) eccellenti e legittime attività di controllo, spiccano anche per gli alti livelli offerti in termini di assistenza; fattore questo assai importante in un’attività, come quella armatoriale, dove l’efficienza dei fattori di tempo e di costo sono spesso inderogabili.
Ma è bene sottolineare due questioni, riguardanti la sicurezza ed icontrolli in mare, anche per sfatare alcuni miti che portano a valutare la bandiera straniera (sempre fatte le dovute eccezioni, almeno sulla sicurezza) immune da queste due casistiche.
In primo luogo c’è da dire che nessuna imbarcazione, sia essa da diporto o unità mercantile, può essere esonerata dal controllo più noto e frequente, ovvero: la cosiddetta inchiesta di bandiera.
In questo senso gli organi di vigilanza in mare, possono sempre verificare la legalità dei documenti rilasciati dall'autorità governativa che ha concesso la bandiera, tuttavia non potendo applicare le norme afferenti la disciplina amministrativa locale, altrimenti applicata per le unità di quella data amministrazione marittima, salvo propedeutici accordi bilaterali eventualmente ratificati.
Sulla sicurezza, vedi soprattutto dotazioni e ciclicità delle ispezioni, la questione assume caratteristiche a volte non omogenee per tutti i paesi che seppur adottano in linea di massima le disposizioni SOLAS (tanto per fare un esempio) c’è sempre da valutarne l’effettiva severità nell’applicazione…
Chiaramente è altamente sconsigliabile valutare un cambio bandiera sacrificando il fattore sicurezza il quale dovrebbe essere francamente irrinunciabile.
Ma andiamo a vedere i registri più comuni.
La Red Ensign
È la bandiera mercantile delle unità del Regno Unito e di molte altre nazioni come Gibilterra, Bermuda, Isola di Man etc.
Certamente la bandiera più prestigiosa in termini di storia e serietà; risulta essere quella più gettonata, soprattutto (e a volte non solo) per le nuove costruzioni. I tempi di registrazione sono ridotti vedendo durate mediamente pari ai 15 gg. La stessa garantisce elevati e congrui standard di sicurezza e una certa libertà per quanto attiene la gestione dell’equipaggio (chiaramente rimanendo nel campo diporto). In termini estimativi e, dunque, in caso di rivendita è sicuramente da considerare altamente performante in questo senso.
Attualmente la Red Ensign “Pura” cioè quella del Regno Unito vive un profondo stato di incertezza data la ben nota questione “brexit”.
Malta
È un registro che dalla seconda metà dei primi anni 2000 ha visto un notevole incremento di unità registrate, sia mercantili che da diporto. Nello Yaching applica parametri normativi e tecnici molto simili agli standard Inglesi dell’MCA risultando una validissima alternativa alla “classica” Red Ensign. È definito come un registro “client oriented” e dunque anch’esso assai valido in termini di operatività nell’esercizio.
Le Bandiere Off-Shore
La registrazione in questi registri può essere valutato nel caso vi siano imbarcazioni da adibire ad attività commerciali che spesso sono molto datate e che comunque non rientrerebbero negli standard riguardanti gli attuali regolamenti tecnici vedendo parametri sicuramente più permissivi.
Il grande limite, soprattutto nel caso si operi in acquee comunitarie, è sicuramente da ricercare sugli aspetti doganali e fiscali che di fatto ne limiterebbero la permanenza costante in tali aree.
Chiaramente questi sono parametri molto generali e la scelta dovrebbe essere fatta non solo attraverso un adeguato supporto, sia in fase di registrazione che di esercizio, ma anche da una minuziosa valutazione degli aspetti che ricadono sulla sede dell’impresa, area operativa di esercizio e, ovviamente, dall’usuale porto di stazionamento. A queste considerazioni va sempre annessa la valutazione di che tipo di imbarcazione si intende registrare in quel dato registro, avendo cura di far valutare attentamente lo stato di manutenzione e l’eventuale fattibilità di eventuali lavori di adeguamento eventualmente necessari per avere, sotto il profilo tecnico, la registrazione dell’unità.
Daniele Motta
Perito e Consulente Navale
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