Concessioni demaniali marittime: tavolo tecnico permanente
Assormeggi Italia chiede la revisione del D.P.R. 509/1997 e una disciplina separata per la portualità turistica
Assormeggi Italia chiede la revisione del D.P.R. 509/1997 e una disciplina separata per la portualità turistica
Assormeggi Italia ha partecipato al tavolo del Ministero delle Infrastrutture sul bando tipo per le concessioni demaniali marittime, chiedendo che la portualità turistica venga disciplinata separatamente dalle concessioni balneari e proponendo l'istituzione di un Tavolo Tecnico permanente per la revisione del D.P.R. 509/1997.
Concessioni demaniali marittime: la bozza del bando tipo presentata al Ministero delle Infrastrutture ha riaperto il confronto sul destino dei posti barca e dei porti turistici, con una richiesta precisa e formalizzata da parte di Assormeggi Italia: distinguere nettamente la disciplina della portualità turistica da quella balneare e avviare una revisione organica del D.P.R. 509/1997.
L'associazione, che riunisce piccoli e medi concessionari di posti barca, ha partecipato il 13 luglio al tavolo istituzionale convocato presso il Ministero, dove si è discusso la bozza del bando per l'affidamento delle concessioni demaniali marittime. Nel confronto il tema predominante è stato il comparto balneare; Assormeggi Italia ha però richiamato l'attenzione sulla necessità di una disciplina autonoma per la nautica da diporto e per la portualità turistica, che presentano caratteri tecnici, giuridici e gestionali distinti.
La questione tocca aspetti pratici e normativi. Il sistema della portualità turistica comprende punti di ormeggio, approdi turistici e porti turistici: elementi che il D.P.R. n. 509/1997 tratta insieme, non sempre tenendo conto delle diverse esigenze operative rispetto alle concessioni per gli arenili. La bozza del bando tipo richiama esclusivamente i punti di ormeggio indicati dall'art. 2, comma 1, lett. c) del decreto, senza menzionare in modo esplicito approdi e porti turistici, con il rischio che la lettura applicativa diventi frammentata o restrittiva.
Per gli operatori la differenza si traduce in conseguenze concrete: cambia la natura giuridica dell'affidamento, i criteri di valutazione economica e tecnica, gli obblighi infrastrutturali e le modalità di gestione dei servizi accessori. Confusione terminologica o sovrapposizioni normative possono produrre incertezze su investimenti programmati, piani di manutenzione e capacità di attrarre risorse private.
Al tavolo ministeriale sono state presentate richieste operative: prima tra tutte, l'istituzione di un Tavolo Tecnico permanente dedicato alla nautica da diporto e alla portualità turistica; poi, l'avvio di una revisione puntuale del D.P.R. 509/1997 per aggiornare una disciplina ormai datata rispetto alle esigenze attuali del settore.
Assormeggi Italia chiede anche che il bando tipo venga riformulato per includere esplicitamente approdi e porti turistici, evitando formulazioni che lascino spazio a interpretazioni parziali. Sul piano pratico la richiesta mira a ottenere uniformità interpretativa in tutto il territorio nazionale e a ridurre le difformità che hanno prodotto disparità di trattamento fra operatori e aree geografiche.
Fondata cinque anni fa, l'associazione ha costruito una rappresentanza nazionale stabile per i concessionari di posti barca. È entrata in relazione continuativa con Ministeri, Regioni, Comuni e Autorità di Sistema Portuale, portando al tavolo competenze tecniche e contatti istituzionali che saranno utili nella stesura del documento unitario che le associazioni intendono inviare al Ministero.
Il ruolo esercitato è doppio: politico e tecnico. Durante la riunione sono state avanzate proposte concrete per la classificazione delle aree portuali, per criteri di sostenibilità economica delle concessioni e per requisiti infrastrutturali minimi. Sono proposte che richiedono approfondimenti specialistici nel quadro di una revisione normativa complessiva.
Una revisione organica può incidere su criteri di gara, durata delle concessioni, parametri economici per la determinazione dei canoni, obblighi di investimento per la manutenzione delle banchine e dei servizi, nonché su modalità di tutela ambientale e accesso pubblico alle aree portuali. Ridefinire categorie e competenze amministrative potrebbe semplificare procedure autorizzative, ma serve una calibrazione attenta per evitare conseguenze non volute, come l'aumento dei costi gestionali per gli operatori minori.

Se accompagnata da regole chiare e omogenee a livello nazionale, una disciplina aggiornata può rendere il comparto più attrattivo per investimenti pubblici e privati. Perché ciò avvenga è però necessario prevedere strumenti di transizione e tutele per chi già opera, così da non interrompere progetti in corso né mettere a rischio l'ordinarietà della gestione portuale.
Nei dettagli tecnici emersi durante la riunione figurano indicazioni sulla classificazione delle banchine in base al tipo di traffico, proposte per criteri di sostenibilità finanziaria delle concessioni e suggerimenti per requisiti minimi di sicurezza e accessibilità. Questi elementi, pur tecnici, condizionano il costo complessivo della gestione e la capacità degli operatori di pianificare interventi di medio-lungo periodo.
Le associazioni coinvolte hanno concordato la preparazione di un documento unitario con osservazioni e proposte da inviare al Ministero. Assormeggi Italia ha annunciato che contribuirà con il proprio patrimonio tecnico-istituzionale alla stesura del testo, fornendo anche esempi applicativi tratti dall'esperienza dei concessionari.
Il confronto proseguirà con incontri mirati per dettagliare le soluzioni operative che il Tavolo Tecnico permanente dovrà valutare: dalle modalità di gara alla definizione dei canoni, dai parametri per la valutazione degli investimenti ai meccanismi di tutela degli operatori esistenti durante la transizione normativa.
Resta aperta la finestra temporale per il confronto: l'esito del tavolo tecnico e le decisioni sul bando tipo determineranno la cornice entro cui porti turistici e punti di ormeggio opereranno nei prossimi anni. Il dettaglio normativo emerso — l'assenza del riferimento esplicito agli approdi turistici nella bozza — mostra quanto la precisione del lessico legislativo possa avere effetti immediati su gare, affidamenti e pianificazione degli interventi infrastrutturali.
Il dettaglio tecnico citato come chiusura non è simbolico: l'assenza di una dizione chiara sugli approdi turistici è la cartina di tornasole della posta in gioco. La scelta delle parole nella norma traduce in pratica la differenza fra procedure applicabili e responsabilità amministrative, incidendo ogni giorno sulla gestione dei porti e dei posti barca.
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