Velando: risultati 2026 della velaterapia
La Lega Navale Italiana presenta i dati finali di Velando al Palafijlkam di Ostia: 27 città, 300 utenti e un modello operativo per l’inclusione
La Lega Navale Italiana presenta i dati finali di Velando al Palafijlkam di Ostia: 27 città, 300 utenti e un modello operativo per l’inclusione
Al Palafijlkam di Ostia sono stati presentati i risultati di Velando, progetto nazionale di velaterapia guidato dalla Lega Navale Italiana in collaborazione con il Ministero per le Disabilità. L’iniziativa ha coinvolto 27 città, 300 utenti, 90 istruttori e 125 operatori, con esperienze sul Lago Maggiore, lungo la costa ligure e crociere dedicate a persone con malattie rare. Sono stati raccolti dati scientifici sull’impatto della vela sull’inclusione sociale e sul benessere.
Nel Palafijlkam di Ostia l’atmosfera è di chi ha appena finito un turno in mare: applausi rapidi, fogli che si sfogliano, lo schermo che scorre slide dense di numeri e immagini. Sul tavolo dei relatori domina il logo della Lega Navale Italiana e, in grassetto, il nome del progetto: Velando. Chi ha partecipato alle uscite riconosce nelle foto i volti segnati dal vento e i gesti sulle scotte; chi ascolta capisce che quelle immagini raccontano mesi di lavoro distribuiti in molte piazze d’Italia.
Velando si è chiuso qui, con la presentazione dei risultati e dei dati raccolti in 27 città. Il progetto, promosso dal Ministero per le Disabilità e coordinato dalla Lega Navale Italiana, ha unito competenze istituzionali, strutture sanitarie e realtà del terzo settore per portare il mare a chi spesso ne è escluso.
Nel complesso sono stati coinvolti 300 utenti, affiancati da 90 istruttori, 125 operatori e 47 skipper. Le attività si sono svolte tra settembre 2025 e la primavera 2026, spostandosi da specchi d’acqua chiusi come il Lago Maggiore fino a crociere costiere in Sicilia, con tappe in Liguria, Piemonte, Sardegna e altre regioni. È stata una mappa operativa complessa: molte partenze, interventi adattati al territorio, una combinazione di uscite diurne e brevi traversate a seconda dei luoghi e delle esigenze.
Il progetto è partito dopo la firma del 10 maggio 2025 a bordo della Nave Scuola Amerigo Vespucci a Palermo. Quella sottoscrizione ha dato il via a un piano che ha messo insieme servizi sanitari, competenze cliniche e capacità nautiche delle Sezioni LNI, con l’obiettivo di trasformare l’esperienza in mare in percorsi ripetibili sul territorio.
La macchina operativa di Velando ha puntato su tre elementi ricorrenti: formazione, sicurezza e adattamento delle imbarcazioni. Sono stati impiegati cabinati sociali per i laghi e unità progettate per l’accessibilità quando si è navigato in mare aperto. Nomi come la “barca della legalità” Eros e Our Dream compaiono nelle slide come esempi di come una barca possa assumere funzioni sociali oltre che nautiche.

I protocolli sul tavolo prevedevano procedure di imbarco e check-list operative che hanno accompagnato ogni uscita. A bordo sono state proposte attività didattiche, momenti di osservazione dell’ambiente e spazi per la socializzazione: elementi pensati per restituire routine e offrire occasioni di relazione in contesti nuovi ma ordinati.
La tappa tra Piemonte e Liguria, svolta tra settembre e ottobre 2025, è stata la prima fase pratica significativa: cabinati sul Lago Maggiore e una successiva discesa lungo la costa ligure. Hanno partecipato 10 giovani con disturbi dello spettro autistico seguiti dall’équipe del dott. Roberto Keller della ASL Città di Torino. Le attività hanno alternato manovre semplici, navigazione a vela e momenti di osservazione, con operatori che hanno monitorato reazioni e progressi durante le uscite.

Gli operatori hanno registrato miglioramenti nella partecipazione attiva, nella tolleranza agli stimoli e nella qualità delle relazioni tra i partecipanti. Non si tratta solo di numeri: nelle relazioni operative sono annotate piccole conquiste quotidiane, segnali che hanno permesso di aggiustare il lavoro giorno dopo giorno.
Il programma “Pronti a salpare 2”, coordinato dal professor Luca Sangiorgi dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, ha esplorato gli effetti dell’attività velica su persone con malattie rare scheletriche. La crociera a tappe con partenza da Castellammare del Golfo ha impiegato Our Dream per monitorare parametri legati al benessere fisico e psicologico e per costruire indicatori utili a futuri protocolli.
I report preliminari presentati al Palafijlkam indicano variazioni positive nei livelli di autonomia funzionale e nell’umore auto-riferito dei partecipanti; i dettagli dell’analisi saranno oggetto di una pubblicazione tecnica specifica. Nel frattempo, la rete ha esteso attività a Palermo con AIL, al Lago Trasimeno con AISM e a Porto Torres con APS Global Position System, nell’ambito dell’Unione Vela Solidale.
Al Palafijlkam è emersa con chiarezza la necessità di coordinamento tra amministrazione pubblica, struttura sanitaria e terzo settore per sostenere logistica e finanziamento. Chi ha parlato dal palco ha citato la pratica quotidiana: calendari di uscite, gestione delle imbarcazioni, adattamento degli spazi, tempi di lavoro degli operatori. Sono tutti elementi che concorrono a trasformare l’esperienza in intervento riproducibile.
La giornata si è chiusa con un’immagine che resta impressa: corde umide che scorrono tra le dita degli istruttori, l’odore salmastro che impregna i giacchetti antivento, il legno delle barche che si riscalda quando il sole emerge dalle nuvole. Quel contatto materiale con il mare è stato, per molti, l’elemento che ha dato senso alle attività svolte: non una metafora, ma una sensazione concreta che accompagna ogni uscita e che rimane nella memoria dei partecipanti e degli operatori.
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