TUTTI A GENOVA
Un appuntamento internazionale alla sua 65ª edizione: tecnologia, sostenibilità e cultura del mare al centro, con un invito a rendere la barca accessibile a un pubblico sempre più ampio.
Un appuntamento internazionale alla sua 65ª edizione: tecnologia, sostenibilità e cultura del mare al centro, con un invito a rendere la barca accessibile a un pubblico sempre più ampio.
1 settembre, andiamo… Appuntamento a Genova, al Salone Nautico, un incontro “internazionale” divenuto ormai irrinunciabile per chi ama il mare e l’andar per mare, per quel “popolo” nautico fatto di protagonisti diversi: professionisti del settore, armatori in carica e in pectore, diportisti in servizio permanente effettivo e aspiranti tali, appassionati di vario genere ed età che guardano al mare e alla barca come scelte di libertà.
Un appuntamento ormai “storico”, giunto alla 65ª edizione, che grazie alla lungimirante determinazione degli organizzatori e dell’amministrazione pubblica locale è riuscito anno dopo anno a rinnovarsi, mantenendo inalterato il fascino della prima volta. Si presenta come una grande kermesse internazionale, ricca di novità tecnologicamente avanzate e sempre più rispettose dell’ambiente.
Non è stato facile. Di momenti bui il Nautico genovese — e quindi tutto il settore — ne ha vissuti molti a causa di negative congiunture economiche internazionali, ma soprattutto di politiche miopi e demagogiche perseguite negli anni da alcuni governi.
Alla nautica si è guardato a lungo non come a un settore produttivo del made in Italy da incentivare perché capace di generare lavoro e ricchezza, ma come a un fenomeno marginale, elitario, legato al lusso e a pochi fortunati “paperoni”, per giunta in odor di evasione fiscale e quindi da perseguire per mare e per terra con ogni mezzo (ricordiamo i blitz aero-navali ferragostani della GdF). L’equazione barca → evasore era diventata una bandiera del populismo nostrano.
Fortunatamente oggi non è più così. Da qualche anno le cose sono cambiate. Grazie alla paziente opera di UCINA e di imprenditori illuminati che hanno saputo tenere la prua al mare, nonché a Governi più realistici che hanno superato la facile ma sterile demagogia dell’“anche i ricchi devono piangere”, la nautica è cresciuta sotto vari aspetti, aprendosi a nuove e più ampie forme di fruibilità da parte del “popolo del mare”.
Basti pensare al boom del turismo nautico, del charterismo e del noleggio. Questa tendenza positiva a un sempre più diffuso godimento nautico dell’ambiente marino va sicuramente incoraggiata. La barca deve diventare per molti, specie i giovani, una valida, salutare alternativa alla casa al mare.
C’è però un rischio: questo trend positivo può essere interrotto da un indiscriminato aumento di tariffe, canoni, tasse, balzelli burocratici e, soprattutto, dei prezzi dei servizi come manutenzioni e ormeggi estivi/invernali. Oneri che ci sono sempre stati, ma che oggi sembrano lievitare fuori controllo, senza alcuna ragione.
D’altra parte c’è un vasto parco usato in buone condizioni e a buon prezzo che va movimentato, anche per favorire l’acquisto del nuovo: numerose sono le offerte appetibili per una vasta utenza. La voglia di mare e di barca è molto diffusa e forte. Non vorremmo che molti nautici pronti all’acquisto rinuncino per i costi eccessivi del mantenimento.
Il Salone deve permettere anche di fare il punto su queste problematiche e, possibilmente, favorirne le soluzioni per uno sviluppo equilibrato del settore nell’attuale contesto sociale, fondato sull’inclusione e non sull’esclusione.
Appuntamento a Genova, dunque. Nautica Report sarà come sempre in prima linea, per dare il proprio contributo di strumento d’informazione, comunicazione e conoscenza tra operatori e utenti, continuando l’impegno per la promozione della cultura del mare, attuato per anni dal suo editore, Carlo Alessandrelli, recentemente tornato alle origini.
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