The Ocean Race Atlantic: testa a testa verso Lorient
A meno di 1.000 miglia dall'arrivo la sfida tra 11th Hour Racing, United by the Ocean e DMG MORI si gioca sulla velocità e sul posizionamento finale
A meno di 1.000 miglia dall'arrivo la sfida tra 11th Hour Racing, United by the Ocean e DMG MORI si gioca sulla velocità e sul posizionamento finale
A 1.000 miglia dal traguardo di Lorient, la flotta di IMOCA di The Ocean Race Atlantic si restringe a un duello serrato: 11th Hour Racing e United by the Ocean inseguono DMG MORI Global One su un confine meteorologico tra depressione e dorsale di alte pressioni. La scelta dell'angolo di avvicinamento, la gestione delle vele e il passaggio della zona di venti leggeri determineranno l'esito nelle prossime 700–1.000 miglia.
The Ocean Race Atlantic apre con un dettaglio che pesa: il gruppo di testa sta navigando con differenze di velocità misurate in decimi di nodo, dove un piccolo aggiustamento di trimming vale una mezza miglio all'ora. Meno di 1.000 miglia separano ancora la testa flotta da Lorient e la partita si gioca su scelte di rotta, gestione della velatura e capacità di sfruttare le correnti locali.
La schermaglia attuale mette in primo piano 11th Hour Racing e United by the Ocean, che hanno alternato leadership nelle ultime 24 ore. Sul tracker appaiono incollate, distanziate da poche miglia: 11th Hour Racing è terza a circa tre miglia da United by the Ocean. Più avanti, in posizione sopravvento, c'è DMG MORI Global One, che ha scelto una rotta aggressiva e, per ora, riesce a capitalizzare quel vantaggio di angolo.
Il campo meteorologico che separa la flotta da Lorient è netto: alle spalle una bassa pressione attiva, davanti una dorsale di venti deboli. Non è una semplice questione di tattica; è una prova tecnica. Quando il vento cala, contano le micro-regolazioni: angoli di deriva, settaggi dei foil, pressione sulle scotte. Ogni correzione può tradursi in guadagno o perdita, immediatamente visibile sul polso di velocità e sulla mappa delle posizioni.
La skipper di 11th Hour Racing ha spiegato che l'equipaggio lavora costantemente sugli assetti per massimizzare la prestazione in venti leggeri. Si cercano passaggi nella dorsale mantenendo la barca in piedi e in planata quando possibile. Le velocità medie non sono esplosive, ma nelle ultime ore si è visto un trend in crescita che lascia aperte molte possibilità per il finale.
Il duello con Paul Meilhat e il suo team su United by the Ocean ha radici recenti: i due equipaggi si conoscono, sanno dove applicare pressione sull'avversario. Paul è solido in condizioni medio-leggere; Francesca e il suo gruppo si affidano a micro-regolazioni e a scelte di rotta che sfruttino le soffiate locali e limino ogni margine di errore. La tattica qui è fatta di piccole audacie: tagliare sotto la dorsale per cercare vento più stabile o restare su un lato sperando in una raffica che paghi il prezzo del percorso più lungo.
La presenza di DMG MORI Global One, firmata dal progetto Guillaume Verdier e schierata con Kojiro Shiraishi al timone, Sam Davies e Nico Lunven in equipaggio, ha ribaltato alcune opzioni tattiche della testa flotta. Il team ha mostrato medie elevate negli spostamenti recenti e la posizione sopravvento gli consente di imprimere il ritmo: decidere quando affrontare la dorsale o forzare il passaggio vicino a Ushant.
Essere 25 miglia sopravvento rispetto a 11th Hour Racing significa avere il vantaggio dell'iniziativa. Si può attendere la finestra migliore o provocare gli inseguitori a scelte obbligate: scendere sotto la dorsale rischiando il vento più debole, o rimanere sopra e affrontare la transizione con maggiore controllo. Con distanze residue inferiori alle 1.000 miglia, queste decisioni pesano sul risultato finale ben più di quanto indichi una semplice tabella di marcia.
La fase finale sarà anche una questione di materiale e routine di bordo: arrivare con la velatura adeguata, senza averla logorata o danneggiata, sarà decisivo. I team stanno calibrando le scelte di trimming, la sequenza dei cambi vele e i turni di guardia per rispondere a micro-fronti e a spuntate di vento impreviste. La prontezza meccanica — avvolgifiocco, scotte, sistemi idraulici — rimane una variabile che non perdona errori in queste ore.
La rotta residua nasconde due punti caldi: la traversata in prossimità di Ushant e il tratto finale verso Lorient. Qui i venti leggeri e i corridoi di pressione possono ribaltare la classifica in poche decine di miglia. Il posizionamento rispetto alla flotta sarà cruciale: chi manterrà una linea interna senza perdere angolo di velocità potrà trasformare micro-vantaggi in un margine utile all'arrivo.

Sul ponte i compiti saranno sempre gli stessi ma più intensi: gestione delle vele da vento leggero, uso dei foil per stabilizzare la piattaforma, interventi rapidi su drift e trimming. Anche il timing dei cambi vela assumerà rilievo. Un'uscita ritardata del fiocco o una manovra lenta nei momenti topici può costare posizioni che non si recuperano più.
Le previsioni pianificano l'arrivo dei leader tra la notte del 10 e la mattina dell'11 settembre. Le ultime 700 miglia saranno una successione di tentativi di mantenere la velocità media, scegliere la finestra giusta nella dorsale e decidere quando forzare per la posizione. Gli equipaggi stanno già innestando quei ragionamenti nei turni, negli assetti e nelle opzioni veliche.
La peculiarità di questa edizione emerge nella compattezza della flotta: con sei IMOCA in lotta la qualità del confronto cresce insieme all'equilibrio tra le barche. Le prime quattro posizioni restano oggetto di contesa, il che rende la regata appassionante per chi segue i dati in tempo reale e per i team che non possono permettersi errori tattici o meccanici.
Nei prossimi giorni sarà interessante osservare come i tre team di testa giocheranno la partita attorno alla dorsale: se la scelta sarà attendere un colpo di vento o forzare la mano, se si proverà a isolare un singolo avversario o a tenere un profilo basso. La regata può decidersi su una manovra, su un angolo migliore o sulla capacità di mantenere una velocità leggermente superiore per poche ore decisive.
Il monitoraggio prosegue barca per barca, miglio dopo miglio. La prossima finestra utile per aggiornamenti importanti sarà la traversata della dorsale e il passaggio vicino a Ushant: lì ogni decisione si tradurrà in vantaggio o perdita di terreno con immediatezza e senza appello.
Arrivo stimato dei leader: notte 10 / mattina 11 settembre.
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