The Ocean Race Atlantic: il Teams Challenge premia l'impatto
Il contest valuta 30 criteri di sostenibilità per le sei squadre impegnate nella rotta New York–Lorient; premi specifici per carbon footprint, comunicazione scientifica, equità e contributi individuali
Pannelli solari e operazioni di bordo: le pratiche di sostenibilità a bordo valutate nel Racing for the Ocean Teams Challenge durante la tappa New York–Lorient.
La prima edizione di The Ocean Race Atlantic 2026 introduce una versione ampliata del Racing for the Ocean Teams Challenge: sei team IMOCA valutati su 30 criteri che spaziano da operazioni e scienza a inclusione e costruzione sostenibile. Premi dedicati ricompenseranno il minor impatto carbonico, la migliore comunicazione scientifica, l'impegno individuale e i progetti per l'equità. La premiazione è a Lorient a settembre, con trofeo in plastica riciclata e un premio di €1.000 per ciascun progetto vincente.
Un trofeo in plastica riciclata e 30 criteri di valutazione. Sono due dettagli concreti che trasformano la prima tappa transatlantica di The Ocean Race Atlantic, da New York a Lorient, in una gara che misurerà qualcosa in più della velocità: la riduzione dell'impatto sull'oceano e la capacità delle squadre di tradurre impegni in pratiche verificabili.
Rispetto all'iniziativa avviata nella Ocean Race Europe 2025, il Racing for the Ocean Teams Challenge è stato ampliato in profondità e ampiezza. Sei IMOCA saranno valutati su trenta criteri che coprono operazioni di bordo, protocolli scientifici, attività educative, pratiche di costruzione e approccio al cambiamento climatico. C'è anche spazio per indicatori su diversità, equità e inclusione: si valuta non solo cosa viene fatto, ma come viene fatto, chi è coinvolto e quanto le azioni possono essere riprodotte altrove.
Perché trasformare una regata in un laboratorio di sostenibilità?
Per molti marinai il mare è il primo luogo dove osservare i cambiamenti che poi raccontano al mondo. La regata diventa così piattaforma e banco di prova: osservazioni sistematiche raccolte durante la navigazione si combinano con pratiche operative che possono ridurre l'impatto ambientale. L'obiettivo è spostare l'attenzione dal gesto singolo alla misura: non basta dire, bisogna rendere i risultati confrontabili e ripetibili. In pratica, questo significa che una scelta tecnica o un programma educativo vengono misurati con lo stesso rigore con cui si cronometra una bolina vincente.
Quali premi e riconoscimenti sono stati introdotti?
Oltre al riconoscimento per il team che ottiene il punteggio complessivo più alto in termini di salute dell'oceano e azione climatica, il challenge ha previsto categorie specifiche per mettere in luce ambiti diversi. Non si tratta di etichette: ciascuna categoria punta su un insieme di evidenze concrete, documentate e verificate.
Premio per la minore impronta di carbonio di squadra: valutato sulla base di pratiche di logistca, scelte materiali e consumo energetico durante le fasi di refit e regata.
Premio per il migliore sforzo individuale di un membro dell'equipaggio: riconoscimento all'iniziativa personale che porta benefici misurabili all'oceano o alla comunità.
Premio per il miglior sostegno all'accesso e all'equità nel mare: progetti che aprono la vela o l'educazione marina a nuovi pubblici.
Premio per la più efficace comunicazione della scienza oceanica: capacità di tradurre dati raccolti in mare in narrazioni comprensibili e utili alle comunità costiere.
La cerimonia di premiazione è prevista a Lorient a settembre. Oltre al trofeo realizzato in plastica recuperata dall'oceano, ogni progetto premiato riceverà un contributo economico di €1.000 destinato a sostenere iniziative ambientali o sociali legate al mare: somme pensate come leva per dare continuità alle azioni riconosciute.
Chi ha costruito il sistema di valutazione?
Il sistema di punteggio è nato dalla collaborazione con IMOCA e con il supporto di 11th Hour Racing, Impact Partner dell'evento. I criteri includono elementi facilmente osservabili a bordo, protocolli per la raccolta dati, piani educativi per le comunità costiere e soluzioni progettuali volte a ridurre l'impatto della filiera nautica. La selezione dei criteri punta sulla ripetibilità: una squadra che dimostra risultati concreti crea un modello che altri team, fornitori e cantieri possono adottare.
Come cambierà la strategia delle squadre in regata?
La presenza di premi legati a impatto e comunicazione modifica scelte tecniche e priorità operative. Alcune decisioni, una volta marginali, assumono peso strategico. Esempi pratici osservabili già in porto e durante la navigazione mostrano la nuova logica in atto.
Materiali: la selezione di composti e componenti per refit e riparazioni viene valutata anche per il ciclo di vita e la possibilità di riciclo.
Raccolta dati: attività oceanografiche integrate nella routine quotidiana diventano parte del punteggio complessivo, non un extra estemporaneo.
Comunicazione: la capacità dell'equipaggio di trasferire conoscenze scientifiche al pubblico e alle comunità riceve punteggio e visibilità.
Onshore: eventi, workshop e attività di sensibilizzazione nei porti tappa sono considerati parte integrante della performance del team.
Un'altra novità concreta è la regola obbligatoria di equipaggi bilanciati al 50-50 per genere. Questa misura influisce sulle dinamiche di lavoro, sul training e sulla rappresentatività delle squadre: diventa evidente che le regole tecniche possono modellare anche la composizione sociale e culturale della vela d'altura.
Cosa può succedere dopo Lorient?
La premiazione a Lorient è pensata come punto di partenza. Le squadre vincitrici riceveranno risorse e visibilità per sviluppare i progetti riconosciuti, trasformando i casi di successo in esempi replicabili. La speranza dietro questa scelta è provocare effetti a catena: fornitori che vedono demandate soluzioni a minor impatto potrebbero adeguare offerta e pratiche, mentre cantieri potrebbero rivedere processi produttivi per rispondere a nuove esigenze di mercato.
Nel breve periodo le squadre dovranno trovare un equilibrio tra impegni di regata e progetti: gestire strumenti scientifici, produrre comunicazione significativa e mantenere prestazioni sportive richiede risorse e pianificazione. A medio termine, invece, una valutazione condivisa e ripetibile potrà contribuire a standardizzare alcune buone pratiche nel mondo IMOCA.
The Ocean Race Atlantic 2026 porta per la prima volta la tradizione transatlantica della manifestazione in un formato che unisce sport, scienza e responsabilità sociale. Lorient sarà la tappa in cui il gesto simbolico del trofeo in plastica riciclata incontra la verifica pratica delle 30 voci di giudizio: un confronto che offrirà indicazioni concrete su quale strada seguire nella prossima stagione e su quali progetti ottenere risorse per la fase di scaling e implementazione.
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