The Ocean Race Atlantic: il nuovo capitolo degli IMOCA
Partenza da New York il 1° settembre con sei team, barche foiling e regola 50-50: una transatlantica che unisce performance e ricerca per la salute degli oceani
Partenza da New York il 1° settembre con sei team, barche foiling e regola 50-50: una transatlantica che unisce performance e ricerca per la salute degli oceani
Il 1° settembre parte da New York la prima edizione di The Ocean Race Atlantic: sei team in IMOCA fully-crewed, due barche di nuova generazione in gara per la prima volta, equipaggi misti con regola 50-50 e un programma di raccolta dati per la ricerca oceanica. Arrivo previsto a Lorient dopo una traversata di alta velocità che può mettere in gioco il record delle 24 ore.
The Ocean Race Atlantic scatta il 1° settembre da New York e mette in palio qualcosa di più di un piazzamento: una prova secca che può confermare scelte progettuali e strategie d'equipaggio. Sei team su IMOCA fully‑crewed partiranno verso Lorient, cuore della comunità IMOCA, su una rotta pensata per spingere velocità e tattica. Equipaggi bilanciati secondo la regola 50-50 (due uomini e due donne) e due barche di nuova generazione che debuttano in oceano aggiungono variabili tecniche e umane alla sfida.
Sei imbarcazioni alla linea, due progetti verdi che entreranno per la prima volta nel vivo della regata e un possibile assalto al riferimento delle 24 ore: la griglia di partenza è corta ma densa di incognite. La flotta lascerà New York la sera del 1° settembre, con la partenza cerimoniale in vista della Statua della Libertà e la linea reale posizionata più offshore. Da lì inizia una corsa lungo il Nord Atlantico che dovrebbe concludersi intorno all'8-9 settembre a Lorient, ma le giornate in mare possono allungare o accorciare il conto delle miglia in modo brusco.
In gara figurano i team Team Malizia (GER), Team Francesca Clapcich Powered by 11th Hour Racing (USA), United by the Ocean (FRA), DMG MORI Sailing Team (JPN), Embrace The Challenge (SUI) e MSIG Europe (NZL). Tra questi, DMG MORI e Malizia schierano barche di nuova generazione che dovranno confrontarsi con le sollecitazioni reali della traversata atlantica. Gli IMOCA foiling hanno già mostrato potenza in oceano; qui la prova è più compressa: non c'è spazio per errori di settaggio e le regolazioni al volo diventano decisive.
La gestione delle accelerazioni, la scelta delle polarità di vela e il timing delle manovre trasformeranno i momenti di planata in opportunità di guadagno. Ma l'altro lato della medaglia è l'affidabilità: ogni spinta in più aumenta sollecitazioni su scafo, appendici e sistemi idraulici. Per chi porta in regata un progetto fresco, la partita si gioca su prestazione e prudenza, spesso nello stesso istante.
La regola che impone equipaggi composti da due donne e due uomini porta cambiamenti pratici immediati: turni di guardia ridisegnati, distribuzione dei pesi nelle manovre e adattamento delle procedure di emergenza. Il formato fully‑crewed sostituisce l'abitudine alle campagne a equipaggio ridotto o solitario; richiede turni più strutturati, strategie di riposo programmate e una catena di comunicazione a bordo più fitta.
La composizione mista condiziona anche le routine: chi sta al timone per molte ore deve alternare carichi fisici e mentali diversi da chi gestisce vele e appendici. Questo incide sulle scelte tattiche, perché la capacità di mantenere concentrazione e reattività nelle frazioni decisive può tradursi in decine di miglia guadagnate o perse in poche ore.
Le rotte del Nord Atlantico di inizio settembre possono portare sistemi meteo potenti e, se il vento si stabilizza teso e costante, gli IMOCA foiling possono coprire distanze giornaliere molto alte. Si prende come riferimento il record delle 24 ore di 641 miglia nautiche: per avvicinarsi a cifre di quel tipo servono vento teso, continuità di velocità e assenza di guasti. Ma oltre alla velocità media, conta la capacità di trasformare le raffiche in vantaggi sostenuti senza forzare strutture e sistemi.
Le barche nuove affrontano una doppia prova: devono esprimere il loro potenziale prestazionale e allo stesso tempo dimostrare resistenza. La scelta dei momenti in cui spingere a fondo o contenere il passo diventa strategia: una decisione presa nelle prime notti può condizionare la classifica e l'integrità dell'imbarcazione fino all'arrivo.
La regata include il programma Racing for the Ocean Teams Challenge, con il supporto dell'Impact Partner 11th Hour Racing. Mentre la flotta attraversa l'Atlantico, gli equipaggi raccoglieranno dati oceanografici e climatici utili alla ricerca: profili di temperatura, misure di salinità e campionamenti mirati che, insieme ai rilevamenti telemetrici, arricchiranno i dataset in uso agli istituti che studiano l'oceano.

Nei porti di tappa, New York e Lorient, sono previste attività di divulgazione su salute degli oceani, alfabetizzazione marina e iniziative pratiche come Try Sailing. L'idea è mettere in collegamento performance sportiva e conoscenza scientifica, trasformando una sfida agonistica in occasione di raccolta dati sistematica e coinvolgimento pubblico.
La prova offrirà copertura digitale estesa: ogni team avrà un On Board Reporter (OBR) per raccontare vita e ritmi a bordo, mentre il format giornaliero OnBoard Live Show garantirà aggiornamenti e sequenze in diretta. Il Race Tracker, sviluppato con PredictWind, fornirà dati live, telemetria e link ai video, permettendo un monitoraggio tecnico-telemetrico della regata in tempo reale.
I fan potranno seguire le scelte tattiche e confrontare velocità vere e potenziali tramite gli stream di bordo; chi preferisce partecipare attivamente avrà anche il simulatore ufficiale Virtual Regatta, dove replicare rotte e decisioni di gara in chiave videogame e strategia.
La flotta sarà basata a Brooklyn Bridge Marina nella settimana precedente la partenza, con prove pubbliche di velocità il 28 e 29 agosto che offriranno prime indicazioni su assetti e settaggi. L'arrivo a Lorient sarà accompagnato da un Ocean Live Park gratuito dal 9 al 13 settembre, con incontri con gli equipaggi, attività didattiche e intrattenimento.
La scelta del percorso New York–Lorient collega la metropoli americana alla “Sailing Valley” francese: una mossa che concentra risorse tecniche, media e comunità professionali attorno alla vela d'altura, favorendo scambi rapidi e visibilità per i progetti che emergono durante la regata.
La prima edizione di The Ocean Race Atlantic lascia una domanda aperta: riusciranno i team a combinare aggressività prestazionale e gestione della sicurezza necessari per spingere gli IMOCA oltre i limiti attesi, restituendo al contempo dati utili per la ricerca sullo stato degli oceani? La risposta si scoprirà nelle prime notti del Nord Atlantico, tra turni serrati, decisioni tattiche e la pressione delle onde e del vento.
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