The Ocean Race Atlantic: 11th Hour Racing terza dopo Day 1
Dalla partenza al largo di New York alla Corrente del Golfo: 11th Hour Racing a 8 miglia dal leader in una prima giornata di vento leggero e temporali
Dalla partenza al largo di New York alla Corrente del Golfo: 11th Hour Racing a 8 miglia dal leader in una prima giornata di vento leggero e temporali
Dopo il primo giorno di The Ocean Race Atlantic, l'IMOCA di Francesca Clapcich, **11th Hour Racing**, occupa il terzo posto su sei imbarcazioni, a poco più di otto miglia da **Team Malizia**. Venti deboli nella Corrente del Golfo e la transizione verso un nuovo sistema di bassa pressione segnano la fase iniziale della tappa di 3.200 miglia verso Lorient.
The Ocean Race Atlantic Day 1: 11th Hour Racing è terza a poco più di otto miglia dal leader dopo le prime ore della regata da New York a Lorient.
La flotta di sei IMOCA ha vissuto una prima giornata segnata da temporali intensi e scariche elettriche durante il trasferimento verso la linea di partenza virtuale, posizionata 120 miglia a largo della costa di New York. Le imbarcazioni hanno navigato tutte mure a sinistra nella direzione sud-est, puntando a trovare vento più stabile e correnti più favorevoli lungo le prime miglia di una rotta lunga 3.200 miglia.
Al termine della prima giornata la classifica vede Team Malizia al comando, United by the Ocean in seconda posizione e 11th Hour Racing, guidata da Francesca Clapcich, al terzo posto. Seguono Embrace the Challenge, DMG Mori Global One — staccata di una dozzina di miglia — e, in coda alla flotta, l'IMOCA non-foiling MSIG Europe di Conrad Colman.
Il margine tra le prime posizioni è contenuto: poco più di otto miglia separano la barca di Clapcich dal leader. In condizioni di vento scarso questi distacchi si possono modificare rapidamente; diventa allora cruciale la scelta della rotta, la lettura delle correnti e la gestione delle micro-fasi di transizione del vento.
La scelta iniziale del team è stata quella di spostarsi più a sud, cercando una combinazione favorevole di pressione e sostegno dalla Corrente del Golfo. Will Harris (GBR), navigatore a bordo, ha descritto la fase come una ricerca continua: verso sud per il vento più fresco e per intercettare tratti di corrente potenzialmente più propulsivi, ma con la difficoltà aggiunta dei modelli che non restituiscono sempre indicazioni precise nelle aree di brezza leggera.
In questa fase di regata la corrente diventa spesso il fattore determinante. Con vento debole la spinta del flusso marino può trasformare pochi miglia di vantaggio geografico in decine di miglia di guadagno o, al contrario, può isolare chi finisce in un settore meno favorevole. Per questo la strategia è un mix di prudenza e calcolo: limitare le perdite quando il vento manca e posizionarsi in vista del prossimo rinforzo, sperando che la rotazione della brezza dia ragione della decisione presa.
L'imbarcazione ha scelto una traiettoria relativamente orientata a est rispetto alla maggior parte della flotta. Quella scelta tiene conto di diversi elementi: una possibile miglior pressione più a sud-est e la possibilità di sfruttare una rotazione favorevole quando la nuova bassa pressione in formazione a nord inizierà a spingere verso l'Europa.
Con vento instabile la priorità a bordo è chiara: non compromettere l'affidabilità e restare pronti a reagire alle transizioni. La barca vorrebbe trovarsi leggermente più a nord quando il vento rinforzerà, ma per ora la gestione è centrata sul contenimento dei distacchi e sulla scelta del campo sulla mappa meteorologica che, in prospettiva, possa offrire l'angolazione migliore rispetto alla direzione in arrivo.
Durante il trasferimento un fulmine caduto nelle vicinanze ha provocato un'interruzione momentanea della corrente a bordo. L'equipaggio ha eseguito le verifiche necessarie e gli apparati essenziali sono stati ripristinati; l'operatività è proseguita senza ulteriori criticità rilevanti. Episodi simili pongono l'attenzione su due aspetti: la vulnerabilità dell'elettronica di bordo e la capacità della squadra di diagnosticarne rapidamente eventuali guasti, valutare i rischi e mantenere la navigazione sotto controllo.
La presenza di fulmini nelle fasi di avvicinamento alla partenza è un elemento oggettivo da gestire. Le barche moderne contano molto sull'elettronica per tattica, navigazione e comunicazione; per questo la manutenzione preventiva, procedure chiare per la diagnostica e la ridondanza dei sistemi diventano pratica quotidiana e non semplice precauzione.
Quando la brezza entrerà con intensità prevista, la flotta passerà a una fase più veloce, con andature al lasco che favoriranno la velocità pura e l'assetto. In quel momento l'ordine delle posizioni sarà più determinato dalle caratteristiche delle singole barche, dalla messa a punto degli foil e dall'efficacia delle manovre nelle poche finestre di transizione.
Per ora la regata è una partita sulle micro-scelte: leggere correttamente la corrente, anticipare le rotazioni del vento e limitare gli errori. Le prossime ore diranno se la scelta di posizione a est pagherà, rispetto a chi ha privilegiato una traccia più a nord. È una fase in cui la pazienza tattica conta tanto quanto la prontezza d'esecuzione.
La tappa rimane lunga: 3.200 miglia verso Lorient. Le decisioni prese tra la costa americana e l'asse atlantico detteranno il ritmo delle fasi successive e offriranno i primi segnali su chi saprà trasformare la strategia in vantaggio.
Codice tecnico: IMOCA 60 – formazione di bassa pressione in transito.
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