The Grand Tour: risalita a vela del Tamigi
Da Varanasi a Sommarøy fino a Greenwich: la stagione 2026 chiude con la risalita a vela del Meridiano 0 e nuove sfide internazionali annunciate per il 2027
Da Varanasi a Sommarøy fino a Greenwich: la stagione 2026 chiude con la risalita a vela del Meridiano 0 e nuove sfide internazionali annunciate per il 2027
La quinta edizione di The Grand Tour Sailing si è chiusa il 17 luglio a Greenwich con la risalita a vela del Tamigi e il passaggio sul Meridiano 0. Il progetto, guidato da Manuel Vlacich e Franco Deganutti, ha alternato tappe d'esplorazione in luoghi estremi — Gange a Varanasi, Sommarøy, baia di Ilulissat — e prepara tre appuntamenti agonistici internazionali per il 2027.
The Grand Tour ha chiuso la quinta stagione il 17 luglio con la risalita a vela del Tamigi fino a Greenwich, attraversando il Meridiano 0.
La tappa londinese chiude una stagione concepita attorno al tema del tempo: tre luoghi selezionati per la loro relazione peculiare con la misura e la percezione del tempo — il Gange a Varanasi, l'isola di Sommarøy in Norvegia e Greenwich — sono stati attraversati a vela su imbarcazioni pneumatiche leggere e facilmente trasportabili.
La decisione di risalire il Tamigi non è stata soltanto un gesto simbolico: partiva dalla volontà di mettere in pratica, in un contesto urbano denso di vincoli, la stessa logica che ha guidato le altre tappe. Greenwich porta con sé il Meridiano 0, punto di riferimento per le misure del tempo, ma il Tamigi impone scelte operative precise. Per rispettare sicurezza e calendario si è navigato nel pomeriggio, sincronizzando partenze e soste con le maree, che possono avere escursioni rapide fino a sette metri e correnti molto intense.
La gestione della navigazione ha richiesto un dialogo continuo con realtà locali: il Greenwich Sailing Club, le autorità portuali di Londra e volontari presenti in acqua. Un membro del Shadow Club ha scortato la flotta nei tratti più complessi, intorno al Tower Bridge, fornendo aggiornamenti sulle correnti e sul traffico commerciale. L'operazione ha messo a dura prova la coordinazione: barche leggere, equipaggi ridotti, venti urbani e spazi tappezzati da segnali e imbarcazioni di passaggio.
La stagione è stata un percorso pensato come racconto sul tempo, sviluppato in tre capitoli che procedono per contrasti e somiglianze. A Varanasi il progetto ha documentato la prima navigazione a vela sulle acque del Gange, inserendosi in un contesto dove il tempo assume misure rituali: i ghât, le ceneri, le cerimonie mattutine e serali. La barca qui non è stata soltanto mezzo, ma elemento che si confronta con pratiche antiche e con un idrografia complessa.
Sommarøy ha offerto l'opposto geografico e temporale: il sole di mezzanotte altera la scansione quotidiana. La circumnavigazione dell'isola è stata registrata anche con tracciati GPS, mettendo alla prova la manovrabilità dei gommoni Tiwal in spazi ristretti e su fondali irregolari, dove l'attenzione al controllo delle derive e alla risposta degli equipaggi è stata determinante.
Il capitolo finale a Greenwich richiama la tradizione astronomica occidentale e chiude un cerchio ideale tra tempo rituale e tempo misurato. In tutte le tappe la scelta di imbarcazioni leggere ha permesso di minimizzare l'impatto logistico e di portare la navigazione in luoghi difficili da raggiungere con unità più grandi.
The Grand Tour alterna una vocazione esplorativa a un'anima agonistica. Le stagioni esplorative privilegiano tappe inedite o remote, affrontate con imbarcazioni pneumatiche trasportabili; le stagioni agonistiche vedono il ritorno in assetto regata con Melges24, UFO28, Meteor e Hobie Cat Tiger. Questo doppio registro richiede una macchina organizzativa fluida: logistica internazionale, permessi locali, coordinamento con circoli e autorità portuali.
La trasformazione da narrazione a calendario operativo è una delle competenze sviluppate dal team: spostare barche e persone, garantire sicurezza in contesti diversi, armonizzare esigenze promozionali e competitive. Ci sono dettagli piccoli e concreti dietro ogni tappa: stivaggio dei Tiwal in container, verifica delle liste di armamento per regata, piani di comunicazione in lingua locale.
Nel corso delle edizioni il gruppo ha accumulato risultati che spaziano dal record alla notorietà specialistica. Tra gli episodi citati ci sono inserimenti nei registri internazionali, navigazioni ad alta quota come il lago Titicaca, traversate in acque artiche fra gli iceberg di Ilulissat e missioni in ambienti poco accessibili come il lago sotterraneo di St. Leonard. Nel 2024 la squadra è stata nominata Velista dell'anno nella categoria Passion da una testata specializzata; nel 2025 è arrivato un secondo posto a una regata lacustre molto partecipata in Ungheria.
Allo stesso tempo, l'attività ha aperto porte istituzionali: incarichi di rappresentanza per la regione Friuli Venezia Giulia e collaborazioni con enti locali, che hanno sfruttato la visibilità del progetto per promuovere territori e competenze nautiche.
La sostenibilità è presente nelle scelte operative. Il patrocinio di One Ocean Foundation accompagna un approccio che privilegia imbarcazioni leggere e trasportabilità per ridurre l'impatto logistico. Limitare ricorsi a grandi piattaforme d'appoggio e usare gommoni trasportabili significa anche ridurre emissioni e impronta operativa, oltre a facilitare l'accesso a luoghi remoti senza infrastrutture portuali consolidate.
Ogni tappa è stata costruita in collaborazione con comunità locali, club e volontari; le traversate sono diventate spesso progetti condivisi, con scambi di sapere pratico e logistico che hanno rafforzato il valore sociale delle iniziative oltre a quello sportivo.
Per il 2027 sono già pianificate tre sfide internazionali: una regata ai Caraibi, un ritorno in Inghilterra e un appuntamento in Europa. Le attività di preparazione sono in corso: definizione dei piani di trasporto, raccolta dei permessi e primi contatti con club e autorità. L'alternanza esplorazione/regata resta la linea guida, con una logistica che dovrà riequilibrare spostamenti internazionali e tempi di preparazione agonistica.
Vlacich indica la traversata sul Gange come la più intensa per impatto personale e operativo, ma ciò che emerge in tutte le tappe sono le relazioni strette sul campo: persone, circoli locali, volontari che hanno reso possibile ogni fase. La quinta edizione si è chiusa prima rispetto alle stagioni precedenti, ma con la stessa scansione: un anno per esplorare, l'anno successivo per gareggiare. I preparativi per il 2027 sono già avviati e restano aperti dettagli che verranno definiti nei prossimi mesi, lasciando spazio a nuove scelte sul rapporto tra rotte e tempo.
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