Sodebo Ultim 3 conquista il Jules Verne Trophy: giro del mondo completato in 40 giorni
Il multiscafo guidato dallo skipper Thomas Coville chiude la circumnavigazione est-ward il 24 gennaio 2026, tagliando oltre 12 ore al precedente record.
Il multiscafo guidato dallo skipper Thomas Coville chiude la circumnavigazione est-ward il 24 gennaio 2026, tagliando oltre 12 ore al precedente record.
Il Sodebo Ultim 3 conquista il Jules Verne Trophy dopo una circumnavigazione di 40 giorni, 10 ore, 45 minuti e 50 secondi, conclusa il 24 gennaio 2026. L’equipaggio guidato da Thomas Coville ha superato IDEC Sport (2017) di oltre 12 ore. Partenza da Ouessant il 15 dicembre 2024, rotta est-ward con passaggi all’Equatore e ai tre capi oceanici, segnando un nuovo passo nell’evoluzione dei multiscafi oceanici.
Domenica 24 gennaio 2026, il multiscafo Sodebo Ultim 3 ha tagliato il traguardo della Jules Verne Trophy, chiudendo la circumnavigazione est-ward in 40 giorni, 10 ore, 45 minuti e 50 secondi e distanziando di 12 ore e 44 minuti il precedente primato detenuto da IDEC Sport (Francis Joyon) nel 2017.
Lo sforzo, portato avanti dal team di Sodebo e guidato dallo skipper Thomas Coville, è partito dall’isola di Ouessant il 15 dicembre 2024. A bordo, l'equipaggio comprendeva Benjamin Schwartz, Frédéric Denis, Pierre Leboucher, Léonard Legrand, Guillaume Pirouelle e Nicolas Troussel, in una configurazione che unisce esperienza, tecnica e una barca capace di spingersi ai limiti della vela.

La barca Ultim rientra tra i multiscafi oceanici più grandi e veloci al mondo. Le dimensioni parlano di circa 32 metri di lunghezza e 23 metri di larghezza, con un albero di 34 metri e una vela massima di 697 metri quadrati. È equipaggiata con foil che sollevano parzialmente lo scafo dall’acqua, riducendo l’attrito e offrendo prestazioni superiori in condizioni favorevoli.
In condizioni ideali, la punta massima può superare i 50 nodi, ovvero circa 90 chilometri all’ora. Per Coville, l’impresa segna una tappa importante: non solo consolida la leadership nelle circumnavigazioni oceaniche, ma inaugura una nuova fase per l’evoluzione tecnologica dei multiscafi Ultim, dove foil avanzati e progettazione all’avanguardia definiscono le prestazioni.
Il percorso ha previsto tappe chiave, tra cui l’attraversamento dell’Equatore e i tre grandi capi oceanici: Buona Speranza, Leeuwin e Horn. Il tracciato non ha presentato ostacoli tecnici aggiuntivi, ma ha richiesto una gestione meteo estremamente accurata, accelerando o rallentando l’andatura a seconda delle condizioni locali. L’esito della regata è stato seguito con attenzione da appassionati e addetti ai lavori, data la combinazione tra prestazioni, affidabilità e sicurezza in mare aperto.

Nell’era delle imprese offshore guidate dalla tecnologia, il Jules Verne Trophy è considerato uno dei trofei più difficili da conquistare in vela. I record che nascono da questa sfida raccontano non solo la resistenza dell’equipaggio, ma l’evoluzione delle barche: scafi sempre più lunghi e leggeri, foil più efficienti e sistemi di controllo avanzati, capaci di ottimizzare la navigazione alle diverse condizioni atmosferiche e marine. Il registro storico mostra come, dal primo successo di Bruno Peyron nel 1993, i tempi si siano abbassati di settimane e poi di giorni, grazie anche a una straordinaria accelerazione nello sviluppo di materiali e di sensoristica a bordo.
Nell’analisi tecnica, la categoria Ultim permette agli armatori di testare configurazioni complesse. Il Sodebo Ultim 3 è stato costruito per spingere oltre i limiti della velocità e della manovrabilità, con un progetto che privilegia l’efficienza in rotta est-ward, dove le condizioni meteo e le correnti marino-vertenti impongono una gestione accurata dei timer di scarto, delle manovre e della stabilità dello scafo in planata.
Tra i riferimenti principali che hanno riportato i dettagli sull’esito, sull’equipaggio e sulle caratteristiche della barca figurano Lequipe, Press Mare, Sail-World e Welt. Le fonti confermano la data di chiusura e la cornice di partenza, nonché la conformazione del team e le peculiarità costruttive che hanno reso possibile l’impresa. La convergenza tra dati ufficiali e reportage indipendenti ha alimentato un dibattito costruttivo sull’andamento delle prossime edizioni, con il pubblico attento alle implicazioni legate all’innovazione tecnologica e alle nuove soglie di performance in oceano aperto.
In chiusura, l’esito della Jules Verne Trophy 2026 riflette una crescita costante nelle prestazioni delle imbarcazioni di ultima generazione e nel profilo degli equipaggi che le guidano. È una testimonianza di come la vela d’altura continui a progredire, con nuove sfide che spingono sia l’ingegneria navale sia la resistenza umana a superare i limiti precedenti. Il team di Sodebo ha dimostrato come la combinazione tra design avanzato, controllo di volo e gestione logistica possa tradursi in una vittoria storica per la vela oceanica moderna.
Il Transat Café L’Or 2025, giunto alla sua 17ª edizione, ha consacrato una nuova pagina della vela oceanica tra Le Havre e Fort-de-France,...
LeggiIl The Famous Project CIC ha scritto una pagina storica: dopo 57 giorni, 21 ore e 20 minuti di navigazione ininterrotta, l’equipaggio tutto al femminile...
LeggiLa Route du Rhum è una regata d'altura transatlantica in solitario creata nel 1978 che si tiene ogni quattro...
LeggiLa Route du Rhum (strada del Rhum) è una regata d'altura transatlantica in solitario creata nel 1978 che si...
Leggi
Ti Potrebbe Interessare Anche
Fotovoltaico calpestabile: il primo pontile al Giglio produce energia da sole e mare...
Fotovoltaico calpestabile sul pontile: una passerella di accesso che produce elettricità. Al Giglio è stato collaudato un modulo pilota galleggiante...
The Ocean Race Porto: sede e partenariato fino al 2040
The Ocean Race Porto avrà sede permanente sull'Atlantico: accordo pluriennale con la città di Porto, Turismo de Portugal e Turismo do Porto...
Barcolana58: 1.364 barche iscritte e 410 nuotatori davanti a Piazza Unità
Barcolana58 ha raggiunto quota 1.364 imbarcazioni iscritte a sette giorni dalla regata dell'11 ottobre. La domenica che ha anticipato l'appuntamento...
Turismo nautico: Italia 5,7 miliardi, studio Deloitte
Turismo nautico per l'Italia: 5,7 miliardi di euro di impatto economico diretto nel 2025. Lo studio “Yachting Tourism and Economic Contribution”,...
FIV LNI accordo: protocollo triennale per vela scolastica
FIV LNI accordo firmato il 2 ottobre al Salone Nautico di Genova: un Protocollo d’Intesa triennale tra la Federazione Italiana Vela e la Lega Navale...
Porto delle Grazie Genova: Marina Dialogues per la Blue Economy
Porto delle Grazie Genova è stato il tema al centro di Marina Dialogues, l'incontro organizzato nell'ambito del 66° Salone Nautico Internazionale...
Guardia Costiera: risultati operazione Mare e Laghi Sicuri 2026
296.000 controlli, 1.370 persone tratte in salvo e 142.194 metri quadrati di demanio marittimo restituiti alla pubblica fruizione: sono questi i numeri...
Golden Globe Race: Window Live mette a nudo la fatica
Golden Globe Race Window Live ha restituito immagini e parole che rendono tangibile una verità spesso nascosta: la vela oceanica solitaria pesa...
AS Labruna a Genova: Blue Power e Power 300
AS Labruna raddoppia la propria presenza al 66° Salone Nautico Internazionale di Genova con due stand nel Power Village: da un lato la piattaforma...