Sømmarøy: circumnavigazione nonostante l'imprevisto
Vlacich e Deganutti completano la seconda tappa della quinta edizione tra derive di fortuna, notti bianche e vento leggero
Vlacich e Deganutti completano la seconda tappa della quinta edizione tra derive di fortuna, notti bianche e vento leggero
Manuel Vlacich e Franco Deganutti hanno completato la circumnavigazione di Sømmarøy, oltre il Circolo Polare Artico, nonostante lo smarrimento degli scafi Tiwal in aeroporto. Grazie alla solidarietà del circolo locale hanno usato derive e portato a termine la tappa in cinque ore con vento tra 2 e 8 nodi; la prossima fermata sarà Greenwich per l'attraversamento a vela del Meridiano Zero.
The Grand Tour arriva a Sømmarøy e trasforma un problema logistico in una prova di adattamento: gli scafi Tiwal non sono sbarcati a Tromsø, ma la circumnavigazione dell'isolotto artico viene comunque portata a termine.
La contraddizione è evidente: una tappa pensata attorno alla leggerezza e alla modularità delle imbarcazioni gonfiabili rischia di fallire proprio per l'assenza degli scafi. La spiegazione è pratica e immediata: l'isola risponde con attrezzature alternative e con un gesto di ospitalità che consente ai due velisti di proseguire il programma e completare il periplo in meno di una giornata.

All'aeroporto di Tromsø mancano due maxi borsoni contenenti gli scafi dei Tiwal previsti per la tappa. Le imbarcazioni del progetto The Grand Tour Sailing viaggiano smontate in due sacchi ciascuna: scafo da un lato, attrezzatura dall'altro. A poche ore dalla partenza gli scafi non erano arrivati, lasciando solo l'equipaggiamento tecnico. Un problema che, in condizioni normali, avrebbe imposto la cancellazione o lo slittamento della prova.
Sull'isola, tuttavia, il circolo sportivo locale fornisce una risposta immediata: due derive e due dinghy vengono affidati ai naviganti. L'atto non è simbolico. È la differenza tra fermarsi e uscire in mare. L'uso di queste unità ha richiesto adattamenti di assetto, gestione della deriva e modifiche dei piani di rotta, ma ha permesso di rispettare la finestra meteo prevista e di mantenere il filo narrativo del progetto dedicato al tema del tempo.
La circumnavigazione dell'isolotto è stata completata in cinque ore con vento oscillante tra i 2 e gli 8 nodi. La velocità media a bordo è stata determinata non tanto da potenza quanto da capacità di sfruttare raffiche e correnti locali, dalla gestione del peso e dall'equilibrio su scafi più piccoli del previsto. La scelta delle derive spontanee ha imposto cambi di tattica: randa regolata per tenere pressione in vento leggero, bordo più propenso a cercare vento pulito e attenzione continua alle raffiche di vento locale.
La circumnavigazione si è trasformata in una prova di controllo e adattamento. Manovre rapide, tempismo nelle virate e lettura della conformazione costiera sono diventate variabili decisive. Qualche bordo più lento, poi l'abilità di sfruttare una corrente favorevole: tutto concorreva a contenere i tempi entro la finestra stabilita dal programma.

L'isola di Sømmarøy è nota per la sua dichiarazione di libertà dal tempo e per le notti bianche estive: il sole che non scende oltre l'orizzonte altera la percezione delle ore. A bordo la difficoltà maggiore non è stata tecnica ma umana: stabilire momenti di riposo e mantenere attenzione continua quando il giorno non dà segnali convenzionali.
Il giorno successivo alla circumnavigazione un fronte di pioggia persistente ha ricordato la rapidità con cui il meteo può cambiare oltre il Circolo Polare. Condizioni che alternano calma quasi olimpica e maltempo continuo rendono la pianificazione una sfida. Il tempo meteorologico diventa così anche elemento narrativo del progetto, coerente con il claim della quinta edizione, “non misuriamo il tempo, lo attraversiamo”.
The Grand Tour Sailing è ideato e condotto da Manuel Vlacich e Franco Deganutti, soci della Società Vela Oscar Cosulich di Monfalcone. Il progetto, alla quinta edizione, intreccia sport, esplorazione e divulgazione culturale attorno a un tema annuale; per il 2026 il focus è il tempo.
I due velisti portano con sé esperienze pregresse, tra cui un Guinness World Record e il titolo di Velisti dell'Anno nella categoria Passion 2024. Il percorso del progetto alterna tappe estreme e simboliche: in primavera la navigazione sul Gange, ora la dimensione sospesa di Sømmarøy, poi l'attraversamento del Meridiano Zero a Greenwich. Le scelte logistiche, la gestione delle attrezzature e la capacità di rispondere agli imprevisti rivelano un modello operativo volto alla resilienza e alla sostenibilità delle traversate leggere.
Dopo la circumnavigazione i due atleti si sono spostati a Tromsø per il recupero degli scafi Tiwal smarriti, operazione conclusa prima del rientro in Italia via Francoforte. Per la tappa successiva a Greenwich è prevista una modifica logistica: uno degli equipaggi trasporterà i sacchi con le imbarcazioni via terra per ridurre il rischio di smarrimento in aeroporto.
La scelta di aggirare il problema logistico con mezzi propri riflette una strategia prudente. Dove il trasporto aereo presenta criticità, il trasferimento terrestre o via furgone limita i punti di possibile perdita o ritardo dell'attrezzatura. Per un progetto che fa della mobilità leggera il suo asset centrale, questa misura è un aggiustamento operativo coerente e pratico: meno dipendenza da handling esterni, più controllo sui tempi di consegna.
La tappa di Sømmarøy è diventata il cuore simbolico di un'edizione dedicata al tempo. L'isola che proclama la propria indipendenza dalla scansione oraria è teatro di una prova che mette in discussione il modo in cui si vive la navigazione: non solo ore e minuti, ma pause, condizioni e percezione psicofisica degli equipaggi. La narrazione del progetto si costruisce anche su questi frammenti di esperienza.
Resta aperta la questione delle procedure logistiche per il trasporto di attrezzature smontabili su rotte remote: quanto incidono gli itinerari aerei e le pratiche di handling sul successo di operazioni che puntano alla mobilità e alla sostenibilità? Le risposte daranno forma alle scelte operative delle prossime tappe del progetto e influenzeranno la gestione di eventi simili in luoghi remoti.
La prossima tappa prevede l'attraversamento a vela del Meridiano Zero da Greenwich: un passaggio carico di valore simbolico che chiuderà idealmente il circuito tra tempo fermo, tempo assente e tempo che ricomincia a scorrere per il resto del mondo. La domanda che resta è legata alla capacità di trasformare imprevisti e adattamenti in pratica consolidata: sarà questa la vera eredità operativa del progetto?
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