Premio Venezia per il Mare 2026: i vincitori
Sei riconoscimenti assegnati durante la Cena di Gala del Salone Nautico di Venezia per progetti concreti su cultura, innovazione e transizione energetica
Sei riconoscimenti assegnati durante la Cena di Gala del Salone Nautico di Venezia per progetti concreti su cultura, innovazione e transizione energetica
Il Premio Venezia per il Mare 2026 ha premiato sei personalità e realtà che hanno dato contributi concreti alla cultura marittima, dalla valorizzazione museale alle energie offshore, passando per una startup sociale e una nuova fiera nautica adriatica.
Sei premi consegnati ieri sera durante la Cena di Gala del Salone Nautico di Venezia: questo è il bilancio immediato del Premio Venezia per il Mare 2026, assegnato a realtà che hanno orientato la cultura e l'impresa verso il mare con risultati misurabili.
La serata è stata guidata dal presidente Marino Masiero e dalla direttrice Elena Magro. Sul palco sono passati il leone in vetro di Murano, simbolo concreto del riconoscimento, e le mani dei premiati che l'hanno ricevuto. Il premio è promosso da Assonautica di Venezia in collaborazione con la Camera di Commercio Venezia Rovigo e con media partner del settore.
Il primo riconoscimento è andato a Ilaria D’Uva, CEO di D’Uva Srl, gestore del Museo Storico Navale di Venezia – MUNAV. Non si è trattato di un encomio formale: il premio sottolinea il percorso di valorizzazione che ha trasformato il museo in una piattaforma attiva della cultura marittima, capace di aprirsi al territorio e di parlare a pubblici diversi.
La consegna è stata effettuata da Giovanni Acampora, presidente di Assonautica Italiana. Il MUNAV viene descritto come un esempio pratico di gestione museale che combina collezioni, programmazione e apertura istituzionale. Non solo catalogazione: attività ed eventi che coinvolgono diportisti, studenti e operatori del settore hanno dato al museo nuovi spunti di vita quotidiana, trasformandolo in nodo di relazioni.
Al di là dei titoli, la premiazione ha messo in luce scelte operative: investimenti nella comunicazione, percorsi didattici e collaborazioni con realtà locali che rendono il patrimonio accessibile e utile. È quel tipo di lavoro che si vede nella frequenza delle attività e nella crescita delle visite, più che nei comunicati stampa.
Il premio per iniziativa internazionale è stato assegnato a Monica Panozzo, Executive Director della Balkans Sea Fair, per l’ideazione e lo sviluppo della prima fiera nautica in Albania. La motivazione evidenzia il ruolo strategico dell'evento come strumento di promozione della cultura marittima e di riconnessione transadriatica.
La consegna è avvenuta per mano di Luciano Serra, presidente di Assonat – Confcommercio. La Balkans Sea Fair è stata premiata per la capacità di creare nuove rotte commerciali e culturali nel bacino adriatico: un luogo d'incontro dove operatori, produttori e istituzioni possono tessere rapporti con ricadute economiche e d'immagine per la regione.
Più che un simbolo, la fiera è stata descritta come un catalizzatore pratico: spazi espositivi, incontri B2B, e azioni di marketing territoriale che consentono a una filiera frammentata di trovare terreno comune. Nella sala si è parlato di reti, di opportunità commerciali e di come trasformare un evento in un sistema di relazioni duraturo.
Nel corso della serata sono emersi altri filoni: innovazione sociale, blue economy e una spinta industriale verso le rinnovabili offshore. Sul palco sono salite realtà diverse, legate da una domanda concreta: come far diventare progetti e idee strumenti di sviluppo per comunità costiere e imprese.
Tra i premiati c'è la startup veneziana Sea the Change, ritirata dal co-fondatore Alberto Carpanese, riconosciuta per la vocazione sociale e le collaborazioni territoriali. L'onorificenza sottolinea la capacità di generare valore tra ambiente, comunità e imprese: progetti nati nel tessuto urbano che investono nelle funzioni sostenibili del mare e producono ricadute tangibili per il territorio.
La consegna è stata effettuata da Antonello Testa, presidente dell’azienda speciale Informare. L'esempio di Sea the Change mette in evidenza processi concreti: sperimentazioni, partnership locali e strumenti per trasformare consapevolezza ambientale in progetti di lavoro.
Non è mancato il riconoscimento alla filiera industriale delle rinnovabili: l’Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore, ritirata dal presidente Fulvio Mamone Capria, è stata premiata per il contributo allo sviluppo delle energie offshore in Italia. A ritirare il premio è stato anche il racconto di una filiera che costruisce competenze, fornitori e opzioni di mercato per l'energia marina.
La consegna è stata effettuata da Fernando Diana, amministratore delegato di Citynews. Sul palco si è sottolineato il ruolo delle imprese che non si limitano a progettare impianti, ma curano formazione, standard e rapporti con i territori, con impatto diretto sull'occupazione locale.
Infine, il Premio Venezia per il Mare ha voluto premiare chi rende il Salone Nautico funzionante: il riconoscimento è stato conferito a Fabrizio D’Oria, Direttore Operativo di Vela S.p.A e Direttore del Salone Nautico di Venezia, per il contributo organizzativo e strategico nella crescita della manifestazione.
Il presidente Masiero ha consegnato il premio; a congratularsi con il premiato è intervenuta la senatrice Simona Petrucci. La motivazione ha richiamato competenza gestionale, capacità di coordinamento e visione pratica nella gestione di un evento che ha bisogno di logistica, relazioni internazionali e gestione delle emergenze quotidiane.
La serata ha alternato passaggi istituzionali e momenti di confronto tecnico: consegne, strette di mano, brevi interventi. Sullo sfondo, una platea che misura il valore del mare attraverso risultati concreti: esposizione, sviluppo industriale e iniziative sociali che producono effetti sulla vita delle comunità costiere.
Sul piano simbolico, il leone in vetro di Murano ha funzionato da elemento di sintesi: vetro lavorato a mano, superficie lucida che trattiene la luce sotto i riflettori. Chi lo ha toccato ha trovato una massa che rispondeva al tatto, fresca e densa, con le venature del soffiato visibili alla luce.
Il Premio Venezia per il Mare 2026 ha messo a fuoco iniziative che producono effetti tangibili sul territorio, sulle filiere produttive e sulla partecipazione civica legata al mare. La scena veneziana, tra ritualità e pragmatismo, ha restituito l'immagine di un settore che misura il proprio futuro sul campo.
La serata si è chiusa con l'eco delle conversazioni e il rumore dei passi sui pavimenti del palazzo. Il vetro del leone, appena più caldo rispetto all'aria condizionata, ha conservato sotto le dita il segno di una città che continua a orientare scelte e progetti verso il mare.
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