Operazione Mare e Laghi Sicuri 2026: dispositivo, numeri e priorità
La Guardia Costiera schiera 3.000 unità e 450 mezzi tra coste e grandi laghi dal 16 giugno al 20 settembre
La Guardia Costiera schiera 3.000 unità e 450 mezzi tra coste e grandi laghi dal 16 giugno al 20 settembre
La Guardia Costiera ha avviato l'Operazione Mare e Laghi Sicuri 2026: 3.000 operatori, circa 450 unità navali e 19 velivoli attivi ogni giorno lungo 8.000 km di coste e sui laghi Garda, Maggiore e Como. Focus su prevenzione, Bollino Blu, contrasto alle occupazioni abusive e potenziamento del Reparto Operativo Laghi con sede a Milano.
Operazione Mare e Laghi Sicuri 2026 è partita il 16 giugno con il lancio ufficiale a Olbia: il dispositivo resterà attivo fino al 20 settembre e impiegherà quotidianamente oltre 3.000 operatori, un parco aeronavale di circa 450 unità navali e 19 velivoli per la vigilanza lungo più di 8.000 chilometri di coste e nelle acque dei laghi Garda, Maggiore e Como. L'evento inaugurale ha avuto momenti operativi e dimostrativi, pensati per testare rapidamente l'integrazione tra assetti navali e aerei.
L'apertura a Olbia mette in luce il ruolo operativo della Sardegna nel sistema di presidio marittimo nazionale. Alla cerimonia erano presenti il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Sen. Matteo Salvini, e il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, Ammiraglio Ispettore Capo (CP) Pil. Sergio Liardo, che hanno insistito sull'importanza della sinergia tra mezzi, personale e reti informative per garantire reattività e continuità durante l'intera stagione estiva.
Il dispositivo è articolato su livelli distinti: unità navali, motovedette, assetti aeronavali e una fitta rete di supporto a terra. La struttura di base comprende oltre 280 uffici marittimi, 5 nuclei subacquei e 4 basi aeromobili, tutte operative h24. Per le emergenze rimangono attivi il numero 1530 e il Numero Unico per le Emergenze 112.
Questa rete non è soltanto una sommatoria di mezzi: vuole garantire coperture temporali e geografiche omogenee, con assetti ridistribuiti in base al traffico e alle esigenze stagionali. Il posizionamento delle basi e la rotazione degli equipaggi sono pensati per ridurre i tempi di intervento nelle aree a maggiore frequentazione balneare e nella fascia dei grandi laghi.
Il Reparto Operativo Laghi, attivato nel 2025 con sede a Milano, consolida il presidio sui tre specchi d'acqua principali: Garda, Como e Maggiore. La struttura coordina le operazioni di ricerca e soccorso (SAR) e i controlli sulla sicurezza della navigazione da diporto, con l'intento di uniformare procedure e tempi di intervento rispetto agli anni precedenti.
L'ufficio di Milano funge da punto di raccordo per attività operative e amministrative: coordina pattuglie, supporta le comunicazioni tra centri locali e assetti aeronavali e monitora le criticità ricorrenti per tarare meglio la dotazione di mezzi lungo i tre laghi.
La campagna del Bollino Blu prosegue anche per la stagione 2026, orientata a razionalizzare le verifiche tecniche e amministrative sulle unità da diporto. Nel 2025 l'iniziativa ha rilasciato circa 5.000 bollini, contribuendo a rendere più efficiente l'impiego degli organici durante le attività di controllo.

I numeri della stagione estiva 2025 aiutano a misurare l'impatto operativo: 1.484 persone tratte in salvo, 435 unità da diporto assistite e oltre 41.000 controlli solo nel settore del diporto nautico. Quel quadro statistico racconta di più di singoli interventi: evidenzia pattern d'uso del mare e delle coste, e orienta dove concentrare informazione e risorse di prevenzione per ridurre gli incidenti prevedibili.
Un filone operativo prioritario riguarda il contrasto alle occupazioni abusive del demanio marittimo. Nella stagione precedente sono stati restituiti alla pubblica fruizione 505.000 metri quadrati di spiagge e specchi acquei illecitamente occupati, frutto di ispezioni mirate e di azioni amministrative coordinate tra uffici locali e reparti di zona.
Il lavoro ispettivo combina sopralluoghi, verifiche documentali e interventi amministrativi volti a rimuovere ostacoli alla libera fruizione della costa. L'obiettivo operativo è duplice: ripristinare l'accesso pubblico e ridurre situazioni che possono compromettere la sicurezza della navigazione o l'efficacia delle azioni di soccorso.

All'avvio dell'operazione si è svolta nelle acque antistanti Olbia un'esercitazione complessa di ricerca e soccorso coordinata dal 16° Centro Secondario di Soccorso Marittimo (MRSC) di Olbia, con assetti aeronavali specializzati. Queste prove servono a validare procedure, verificare interoperabilità e affinare tempi di reazione tra mezzi navali, aerei e centri di coordinamento.
Parallelamente, le campagne di comunicazione si rivolgono a cittadini, diportisti e operatori: informazioni meteo, consigli tecnici e raccomandazioni di comportamento mirano a ridurre incidenti prevedibili come avarie al motore o uscite in condizioni meteomarine sfavorevoli. La prevenzione resta la leva principale per alleggerire la pressione sugli assetti di soccorso.
Supporto tecnologico e logistica si integrano attraverso piattaforme di controllo e sistemi di sorveglianza elettronica, oltre a procedure operative consolidate per il coordinamento SAR. Le basi aeromobili e i nuclei subacquei sono dislocati secondo criteri che privilegiano i tempi di reazione nelle aree più trafficate.
L'intento operativo è di ottimizzare la presenza sul territorio: centralità del coordinamento, uso mirato del Bollino Blu per snellire le verifiche, controllo delle occupazioni abusive e campagne informative costituiscono la linea d'azione quotidiana della Guardia Costiera durante l'estate.

Il Comandante Generale Amm. Isp. Capo Sergio Liardo ha definito l'operazione «il cuore pulsante dell'impegno della Guardia Costiera», richiamando professionalità e continuità operativa acquisite nel tempo. Il Ministro Sen. Matteo Salvini ha sottolineato l'investimento in risorse umane e mezzi come elemento che migliora la risposta sui territori costieri e interni.
La stagione 2026 parte con un assetto operativo consolidato e risorse incrementate, ma resta aperta la sfida di mantenere qualità ed efficienza lungo una rete costiera e interna molto estesa e variabile per traffico e condizioni climatiche. Il confronto con i risultati 2025 offrirà indicazioni concrete per calibrare interventi e priorità operative nel corso dei prossimi mesi.
Un rapido raffronto con la stagione precedente mette a fuoco le aree che hanno beneficiato di interventi mirati — soccorsi tempestivi, controlli più razionali, estensione delle ispezioni sul demanio — e quelle dove richiedere ulteriore attenzione. Da qui si progetta il lavoro operativo dell'estate in corso.
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