Marina Net-Zero: il futuro dei marina italiani al Cala dei Sardi
A Olbia la quinta tappa dei Blue Marina Awards mette in rete ricerca, industria e portualità per misurare la sostenibilità dei marina
A Olbia la quinta tappa dei Blue Marina Awards mette in rete ricerca, industria e portualità per misurare la sostenibilità dei marina
La quinta tappa dei Blue Marina Awards, ospitata al Marina Cala dei Sardi il 24 luglio 2026, ha affrontato la transizione Net-Zero dei marina italiani tra biometanolo, e‑fuels, biodiversità e infrastrutture sostenibili. L'evento è stato valutato con il BESI – BMA Event Sustainability Index, che ha mostrato performance positive misurabili su CO₂ operativa, EPI e MQI. Sessioni tecniche e culturali hanno tradotto buone pratiche in standard replicabili; il percorso 2026 proseguirà a Porto Cervo il 9 ottobre e si concluderà a Roma il 21 ottobre.
Il BESI – BMA Event Sustainability Index ha aggregato tre indicatori concreti: CO₂ operativa per partecipante, EPI (Environmental Performance Index) e MQI (Mobility Quality Index). L'adozione di parametri misurabili ha orientato l'intera giornata della quinta tappa dei Blue Marina Awards 2026, dedicata a Marina Net‑Zero e ospitata al Marina Cala dei Sardi il 24 luglio 2026.
Cala dei Sardi è un marina pensato come un grande giardino sul mare: pontili galleggianti progettati per accompagnare i movimenti delle correnti, soluzioni per minimizzare l’impatto sulle praterie di posidonia e spazi attrezzati per la mobilità a basse emissioni. Sullo sfondo di questa geometria marina, istituzioni, ricerca, industria e mondo della vela si sono confrontati in quattro sessioni che hanno alternato tavole tecniche, dimostrazioni pratiche e momenti espositivi.
La sessione “Pianeta Acqua” ha affrontato regole di fruizione, strumenti di gestione e responsabilità operativa negli ambiti protetti. Non solo enunciazioni: si è parlato di controlli agli accessi, protocolli per le attività di cantiere e sistemi naturali per contrastare l’erosione costiera.
I relatori hanno illustrato procedure concrete da inserire nei regolamenti dei marina: fasi di cantiere codificate, checklist operative per il personale di banchina, e piani di monitoraggio della fauna. Il tono è stato pratico, con esempi di gestione quotidiana che possono essere adottati dai gestori senza lunghe attese burocratiche.
Al centro del panel tecnico si è posto il tema del biometanolo e degli e‑fuels come opzioni per ridurre le emissioni nel settore dello yachting. Si è parlato in termini sequenziali: ricerca, produzione e integrazione nella catena di approdo e refit.
Le questioni pratiche emerse sono state dettagliate: adattamento dei depositi di carburante, gestione dei rischi alla manipolazione, procedure di certificazione, e disegno di infrastrutture di rifornimento compatibili con le motorizzazioni presenti in porto. Il messaggio operativo è chiaro: servono progetti pilota localizzati, schemi di partnership tra università, territori e cantieri, e cronogrammi tecnici per testare compatibilità e ritorni economici.
La sessione sulle infrastrutture ha messo a confronto reti di portualità turistica e fornitori di tecnologie per ormeggi, energia e servizi digitali. Organizzazioni come ASSONAT‑Confcommercio, ASSOMARINAS e reti regionali hanno illustrato come la governance può favorire la replicabilità degli interventi.
Tra i temi tecnici: gestione intelligente delle utenze con sistemi di monitoraggio in tempo reale, utilizzo di piattaforme galleggianti a basso impatto e integrazione di punti di ricarica per mezzi elettrici. Fornitori e gestori hanno dettagliato casi concreti, con numeri su risparmi energetici, costi di implementazione e orizzonti di rientro degli investimenti, offrendo così elementi utili per decisioni d'investimento a breve termine.
L'ultima sessione ha scelto una chiave formativa: la vela interpretata come strumento per trasmettere comportamenti responsabili. La Federazione Italiana Vela e lo Yacht Club Cala dei Sardi hanno presentato percorsi educativi rivolti ai giovani, con attività pratiche integrate a programmi di sensibilizzazione ambientale.
Si è parlato di protocolli di buona condotta a bordo — gestione dei rifiuti, riduzione del dispendio energetico durante le regate, tutela delle aree marine — e di come queste pratiche possano essere inserite nei corsi federali e nei calendari degli yacht club.

Parallelamente ai lavori tecnici, la mostra “SCART – Il lato bello e utile del rifiuto” ha offerto una lettura materiale dell’economia circolare: sculture realizzate con cavi elettrici, plastiche, componenti elettroniche e vecchi schermi, disposte lungo un percorso pensato per raccontare storie di recupero e trasformazione.
L’allestimento ha accompagnato i partecipanti fuori dalla logica delle sole procedure tecniche, richiamando l'attenzione su materiali, filiere di recupero e comunicazione pubblica come leve per allargare la base di sostegno alle pratiche sostenibili.
I risultati del BESI sono stati presentati come strumento operativo: l’indice ha restituito un quadro complessivo favorevole, risultando coerente con gli obiettivi del percorso Marina Net‑Zero. Il modello combina indicatori di emissione, performance ambientale e qualità della mobilità per rendere confrontabili le performance delle diverse tappe.
Più che un giudizio astratto, il BESI ha generato elementi utili per decisioni concrete: dove intervenire sugli impianti elettrici, quali azioni di mobilità prioritizzare e quali aspetti normativi approfondire nei protocolli di gestione. La misurazione ha così trasformato osservazioni in piani di lavoro con scadenze e responsabilità assegnate.
La tappa di Cala dei Sardi ha messo in fila le fasi pratiche per costruire un percorso Net‑Zero: misurare, sperimentare, mettere in rete competenze e predisporre infrastrutture adeguate. Il dialogo tra istituzioni, ricerca e industria è apparso essenziale per passare dalla sperimentazione a interventi replicabili su scala più ampia.
Il calendario 2026 proseguirà il 9 ottobre a Porto Cervo e si chiuderà il 21 ottobre a Roma, quando saranno assegnati i marchi Blue Marina Awards 2026 ai porti e agli approdi che avranno completato la fase di valutazione basata su KPI e verifiche con l’ente di certificazione. Nei prossimi mesi sono previsti ulteriori test, omologazioni tecniche e verifiche dei prototipi, passaggi concreti per tradurre i progetti in nuove abitudini operative per la portualità turistica italiana.
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