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“Il bilancio globale di questo Défi Azimut è positivo. Quello che mi interessava era ovviamente la 48H Azimut, valevole per la selezione al Vendée Globe in caso l’organizzazione dovesse scegliere tra troppi team iscritti. I Run Azimut e il Tour dell'isola di Groix in equipaggio erano più che altro delle prove spettacolo per il pubblico e un intrattenimento per gli invitati. La 48H AZIMUT è stata una bella regata, con buone condizioni meteo. Sono abbastanza soddisfatto del risultato perché al traguardo sono passati davanti a me solo grandi foiler", ha dichiarato Pedote il quale, sentendosi sempre più in sintonia con la sua barca nella configurazione attuale, ha tracciato una traiettoria pulita lungo le 500 miglia del percorso proposto dall’organizzazione nel Golfo di Biscaglia.
Un percorso comunque ad ostacoli per Prysmian Group: “Dopo un buon inizio di regata mi sono trovato ad affrontare problemi con il pilota automatico. Problemi che sono iniziati alla Guyader Bermudes 1000 Race dello scorso maggio e che per il momento non siamo riusciti a risolvere. Questa è una preoccupazione importante che deve assolutamente essere risolta prima della partenza della Route du Rhum. Dobbiamo riuscire a fare più uscite possibili con vento forte per poter studiare la situazione e identificare la causa del guasto", spiega il navigatore italiano che, nonostante questo handicap, è riuscito a lottare nel primo terzo della flotta, perdendo il 9° posto solo per pochi minuti dopo quasi due giorni di regata a dir poco tecnica, piena di decisioni e manovre.
“Poco prima della fine, ho preso qualcosa di grosso nella chiglia che mi ha costretto a fare un 360° e ho dovuto abbandonare la lotta finale con Tanguy (Le Turquais). È qualcosa che mi lascia l’amaro in bocca, ma fa parte del gioco e devo accettarlo. Quello che mi infastidisce di più è chiaramente il problema al pilota", sottolinea il fiorentino che dopo gli appuntamenti in Italia del Festival dello Sport a Trento e del Salone Nautico di Genova, metterà tutte le sue energie per risolvere questo problema.
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Sapersi mettere in discussione al di là delle domande
“Ciò di cui sono soddisfatto è che sono sempre più in sintonia con la mia barca. Questo è dovuto al fatto che partecipo attivamente alla sua preparazione generale e alla sua vita tecnica", racconta lo skipper di Prysmian che sa benissimo che fare domande è il modo migliore per ottenere risposte al fine di trovare la soluzione adeguata e progredire. La descrizione della situazione originaria, la considerazione gerarchica degli elementi principali, lo sviluppo di azioni correttive rilevanti: questa è la ricetta giusta secondo il Pedote, che dalla sua laurea in filosofia ha imparato soprattutto il metodo di lavoro e di pensiero.
“Il livello generale della flotta IMOCA è in costante aumento. Nonostante ciò, noi piccoli foiler riusciamo a restare a contatto con le imbarcazioni di ultima generazione. È un fenomeno incoraggiante che mi aiuta a non mettermi limiti”, sottolinea Giancarlo, già concentrato sulla Route du Rhum che si profila sempre più nitida all'orizzonte. "Sono già concentrato sulla prossima regata al 100% perché, come sempre, quando faccio qualcosa è a tutto gas. Il mio leitmotiv è essere presente in ciò che faccio in ogni momento della vita”, conclude Giancarlo Pedote, che ama vivere intensamente e cercare di imparare da ogni esperienza.
News sui canali social di Giancarlo Pedote:
In copertina Giancarlo Pedote a bordo di Prysmian Group durante i Run di ieri 14 settembre. @C FAVREAU / Défi Azimut
Ufficio Stampa Giancaro Pedote
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