I Mari d'Italia: il cofanetto di Folco Quilici in mostra
A Porto Santo Stefano arriva un raro cofanetto illustrato che rilancia la figura di Quilici tra cinema, libri e archeologia subacquea
A Porto Santo Stefano arriva un raro cofanetto illustrato che rilancia la figura di Quilici tra cinema, libri e archeologia subacquea
Artemare Club espone nella sede di Porto Santo Stefano il cofanetto «I Mari d'Italia», rilegato in tela blu con caratteri oro, contenente grandi volumi illustrati da Luca Tamagnini. L'allestimento ripercorre l'opera multiforme di Folco Quilici tra film, serie televisive e pubblicazioni dedicate al mare, riportando in luce materiali utili a chi lavora su conservazione e pianificazione costiera.
La prima sensazione è tattile: la copertina in tela blu, il dorso marcato in oro, il fruscio delle pagine grandi quando si sfoglia il cofanetto. I Mari d'Italia non è soltanto un volume da scaffale; è un oggetto che impone il gesto di aprire, guardare e trattenere lo sguardo. Alla sede dell'Artemare Club, a Porto Santo Stefano, i quattro volumi condividono spazio con carte, appunti e fotografie che raccontano decenni di lavoro sul mare firmati da Folco Quilici e mostrano come un progetto editoriale possa diventare strumento di conoscenza.
Il set riunisce quattro volumi, rilegati in tela blu con caratteri oro, dedicati al Mar Tirreno, al Mar Adriatico, al Mar Ionio e al Mar di Sicilia, con riferimenti espliciti al Mar di Sardegna e al Mar Ligure. Le immagini di Luca Tamagnini aprono gli spazi visivi: fotografie aeree a colori che svelano coste, isolotti, scogliere e piane sommerse. La prospettiva dall'alto annulla la dimensione umana e mette in scena le forme del mare come se fossero paesaggi geologici, tracciati di correnti o mappe di sedimenti.
Questi scatti non si limitano a documentare: evidenziano rapporti. Tra terra e acqua, tra insediamenti e aree protette, tra infrastrutture e spazi naturali. Le pagine ampie rendono leggibili dettagli che normalmente restano nascosti nelle riproduzioni più piccole: depositi lasciati dalle correnti, stratificazioni cromatiche, profili di fondali che suggeriscono storie di erosione e accumulo. A tratti, orizzonti interrotti da navi o sagome rocciose ricordano che il paesaggio marino è anche scena di attività umane.
La mostra mette a confronto il lavoro audiovisivo e quello editoriale di Quilici. I film presenti nella narrazione espositiva mostrano un percorso riconoscibile: opere entrate in rassegne e festival, con premi che ne segnano la ricezione critica, come Sesto Continente (Premio Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia, 1954), Ultimo Paradiso (Orso d'Argento al Festival di Berlino, 1955), Tikoyo e il suo pescecane (Premio Unesco per la Cultura, 1961) e Oceano (Premio Speciale al Festival di Taormina, 1971; Premio David di Donatello, 1972). Questi riferimenti cinematografici aiutano a collocare l'opera documentaristica in una storia più ampia del cinema sul mare.
Accanto allo schermo, i testi di Quilici percorrono decenni: saggistica, volumi di viaggio, narrativa e libri per ragazzi. Alcune delle collane e dei titoli esposti toccano l'archeologia subacquea e le aree protette; altre guardano al racconto di popolazioni costiere. Insieme, i materiali creano un immaginario marittimo che parla a lettori diversi, dai curiosi ai professionisti del settore.
L'esposizione mette in luce le collaborazioni intellettuali che hanno circondato la ricerca di Quilici: progetti televisivi condotti con storici, antropologi e archeologi come Fernand Braudel, Claude Lévi-Strauss e Sabatino Moscati. Queste sinergie hanno dato vita a serie e programmi dedicati all'archeologia subacquea, tra cui Mare Museo e Fenici, sulle rotte di porpora. Il risultato non è solo divulgazione: è costruzione di reti di conoscenza che intrecciano geografia, storia e antropologia.
Il filo conduttore resta il rapporto uomo-mare. Non si parla solo di ambiente naturale, ma di culture, economie, migrazioni e conflitti che attraversano le coste. Le immagini e i testi mostrano come questi elementi si sovrappongano, creando paesaggi stratificati in cui ogni elemento conserva tracce del passato e segnali del presente.
La mostra all'Artemare Club non ha l'intento di celebrare per semplice devozione. Vuole rimettere in circolo materiali utili: volumi consultabili, fotografie osservabili nelle loro dimensioni reali, testi che possono servire a chi studia e gestisce il territorio costiero. La libreria Riva di Carta, vicino al sodalizio, conserva copie e altre opere di Quilici disponibili per il pubblico interessato.
Le immagini aeree di Tamagnini, combinate ai testi di Quilici, forniscono strumenti concreti per professionisti della pianificazione costiera, per chi si occupa di tutela delle aree marine protette e per interpreti del turismo del paesaggio. Danno coordinate visive e narrativi che facilitano l'analisi delle trasformazioni del litorale: dove la linea di costa è cambiata, dove le attività umane hanno lasciato segni visibili, quali porzioni mantengono ancora valori naturalistici da proteggere.
L'esposizione si inserisce in un circuito che conserva memoria e patrimonio del documentario sul mare. Il cofanetto non è presentato come reliquia intoccabile ma come oggetto da sfogliare e studiare: sovrapposizioni di immagini e testi che invitano a una lettura lenta, attenta alla relazione tra estetica e informazione. In questo modo, il progetto editoriale diventa anche una mappa critica delle trasformazioni del paesaggio marino.
Resta aperta una domanda che attraversa tutta la visione: quanto di quei paesaggi ritratti a metà del secolo scorso è ancora riconoscibile oggi? Le fotografie e le parole nel cofanetto offrono una cartografia che consente di rispondere, pagina dopo pagina, misurando cambiamenti, punti di continuità e fragilità del territorio costiero.
Ti Potrebbe Interessare Anche
Nave Italia: Rotte Possibili Taranto–Brindisi
Nave Italia sarà ormeggiata nel Canale Navigabile di Taranto davanti al Castello Aragonese e apre le sue porte al pubblico il 10 giugno in occasione...
Diego Michele Deprati nominato Pioniere della Nautica 2026
Diego Michele Deprati, amministratore delegato di Baglietto, insignito del premio Pionieri della Nautica 2026 nella categoria manager. La cerimonia si...
Sailing Grand Slam e Foiling Week: la nuova alleanza
Sailing Grand Slam entra in campo a Malcesine: dal 27 giugno al 5 luglio Foiling Week Malcesine apre una serie di iniziative congiunte che continueranno...
Sezione Nautica da Diporto: Riccardo Verde presidente
La Sezione Nautica da Diporto nasce oggi dentro Confindustria Napoli e lo fa scegliendo come guida un manager già abituato a misurarsi oltre i confini...
Campionato Italiano Dolphin 81: programma 2026
Una terrazza affacciata sul lago, un DJ set e una fotocamera che registra sorrisi e tensioni: il Campionato Italiano Dolphin 81 è entrato nella...
Idrovolante Venezia Lussino: volo inaugurale il 13 giugno
L'Idrovolante Venezia Lussino si ripresenta al centro di una scommessa che mescola memoria, tecnica e immagine pubblica: riportare in volo una traccia...
Regata Antiche Repubbliche Marinare: Pisa ospita la 71ª
Regata Antiche Repubbliche Marinare: Pisa ospita la 71ª 2 giugno: la Regata Antiche Repubbliche Marinare torna a Pisa per la sua 71ª...
Premio Venezia per il Mare 2026: i vincitori
Sei premi consegnati ieri sera durante la Cena di Gala del Salone Nautico di Venezia: questo è il bilancio immediato del Premio Venezia per il Mare...
Blue Economy Veneto: Venezia guida la crescita
Tra pochi anni si parlerà del 2024 come dell'anno in cui la Blue Economy Veneto ha cambiato passo: non tanto per un singolo progetto, quanto per...