GB1 AC75: stato dei lavori e priorità sulle modifiche per AC38
Il team britannico mostra lo scafo «smontato»: focus su alleggerimento, riduzione equipaggio e ripristino sistemi entro fine anno
Il team britannico mostra lo scafo «smontato»: focus su alleggerimento, riduzione equipaggio e ripristino sistemi entro fine anno
Nel video diffuso dal Challenger of Record GB1, il CEO Ian Walker visita lo scafo dell'AC75 in refit: la barca è una 'shell' con lavori in corso per eliminare componenti non previsti dal nuovo regolamento, adattare ponte e sistemi e rimettere a bordo impianti elettrici, idraulici e software. Il direttore tecnico Nick Holroyd indica come priorità l'efficienza di foil e vele. La tabella di marcia punta al varo entro fine anno; la squadra affronta ritardi simili ad altri team di AC37 che devono aggiornare i loro AC75.
La prima immagine dello GB1 AC75 è uno scafo vuoto: tubazioni asportate, interni spogli e nessuna traccia dei ciclori. Si sente il rumore ovattato dei passi sul ponte nudo, poi la voce di Ian Walker che apre il giro di ispezione. Il video pubblicato dal Challenger of Record mostra la barca in una fase di smantellamento ben oltre la semplice valutazione.
«Everything's out», dice Walker, e la frase prende corpo nello scorrere delle inquadrature: cavi scoperti, piastre scartate, spazi dove una volta c'era una fitta rete di impianti. La scelta di mostrare il lavoro così crudo serve a sottolineare che il refit è passato alla fase pratica, non più alla sola progettazione. Il filmato mette a confronto indirettamente la situazione britannica con quella di altri gruppi: alcuni team hanno già accumulato giornate in acqua per tarare gli assetti, mentre GB1 sta ancora rimettendo in ordine la piattaforma di base.
Nel montaggio Walker e Nick Holroyd spiegano i passaggi immediati: rimozione delle parti non previste dal regolamento aggiornato, tagli strutturali su disegno e la rimodellazione di elementi del ponte per adattare gli spazi di comando. Holroyd mette in chiaro la priorità tecnica: abbassare la resistenza complessiva del sistema foil-vela per ricavare più velocità a parità di carico. È un'affermazione breve, ma dietro ci sono molte decisioni puntuali: profili di foil rivisti millimetricamente, superfici portanti ritoccate e geometrie di vela ottimizzate per un diverso equilibrio tra spinta laterale e resistenza.
Il team operativo descritto nel video è relativamente snello: 35 persone tra ingegneri software, modellisti fisici, specialisti CFD e meccanici a Portsmouth. Lavorano con cicli rapidi: modellazione, test numerici, prototipazione, verifica in officina. Non esiste una soluzione singola, dicono, ma una catena di piccoli miglioramenti che sommati fanno la differenza. Questo approccio impone un ritmo preciso: ogni modifica al foil o alla vela deve tornare nei calcoli strutturali e nei piani di controllo prima che si possa procedere al rimontaggio degli impianti.
La volontà di eliminare i ciclori e ridurre il personale di bordo è evidente nelle inquadrature del cockpit spogliato. Quei cambi richiedono ridistribuzione dei pesi, ripensamento dei punti di comando e l'introduzione di attuatori diversi. Non sono interventi cosmetici: implicano nuove verifiche sui carichi e sull'affidabilità degli organi meccanici che, a loro volta, incidono sul software di controllo e sulla gestione energetica.
La road map mostrata nel filmato fissa la sequenza: completare le modifiche strutturali, reinstallare cablaggi e impianti elettrici e idraulici, aggiornare il software e infine eseguire i test in banchina prima del varo. È una catena di montaggio alla rovescia, dove ogni anello è sensibile: sbagli nella rimessa in funzione del sistema di controllo foil o in un circuito di potenza possono rimandare di settimane l'intero programma di prove.
Il video non nasconde la scelta di operare in riservatezza: lo scafo è tenuto in un "luogo segreto". Alcune inquadrature aeree suggeriscono una località interna che richiama le caratteristiche di una città dell'entroterra campano; la scelta è pratica più che scenografica, ma riflette la comune attenzione dei team a gestire fasi di sviluppo sensibili lontano da occhi indiscreti. Nel frattempo, squadre concorrenti come Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand hanno già raccolto ore di prova che si traducono in dati preziosi e non facilmente recuperabili in poche settimane di lavoro intensivo.
Non è un caso che anche altri ex-competitor di AC37 stiano aggiornando i loro AC75: Tudor Alinghi, Team Australia e America Racing Challenger hanno affrontato interventi pesanti, alcuni legati a danni patiti nella stagione precedente. Alcuni lavori sono stati affidati a partner tecnici esterni per contenere i tempi, con la conseguenza che per alcune imbarcazioni l'attività in acqua è prevista solo dal 2027. GB1, dal canto suo, ha dovuto fare i conti con una parentesi legale con un ex sponsor che ha complicato il timing dei lavori; il video non entra nei dettagli, ma mostra la volontà di ripartire con decisione.
Operativamente, il refit di un AC75 è una sequenza serrata: prima gli interventi strutturali, poi la reinstallazione di impianti e cablaggi, quindi prove di integrazione in banchina e, infine, i test in acqua. Ogni fase è una finestra di rischio: la calibrazione dei sistemi di controllo foil, la gestione delle batterie e la sincronizzazione tra sensori e attuatori sono passaggi che richiedono tempo e risorse per essere validati. Errori in questa fase possono tradursi in cicli di verifica aggiuntivi e costi imprevisti.
La tensione visiva del filmato sta nel contrasto tra lo scafo "nudo" e il team che lavora sotto pressione; tra la calma apparente dei capannoni e la corsa contro il tempo per recuperare i giorni persi. La posta in gioco è pratica: accumulare ore di test, validare set di vele e sistemi e arrivare alla stagione di regata con assetti affidabili e performance misurabili.
La road map comunicata è chiara: completare le modifiche strutturali, reinstallare elettronica, idraulica e software, testare in banchina e lanciare la barca entro l'anno. Se il piano verrà rispettato, GB1 potrà recuperare parte del terreno perso e iniziare i cicli di messa a punto necessari per affrontare AC38. Resta però aperta la questione dei margini reali di competitività: ridurre il drag sui foil e sulle vele si misura spesso in frazioni di punto percentuale, e saranno i dati delle prove in acqua a dire quanto quelle ottimizzazioni si traducono in velocità sul campo.
La prossima verifica sarà il varo e le prime uscite in acqua: l'obiettivo fissato nel video è il termine dell'anno, indicato come data limite il 31 dicembre. Quella giornata segnerà il passaggio dalla modifica alla convalida tecnica e offrirà un primo dato numerico su quanto il tempo a terra sia stato trasformato in apprendimenti utili per la stagione successiva.
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