Formula Kite: Turienzo domina, Koszowski guida
Quattro prove a Gizzeria, vento variabile e prime gerarchie nei Campionati Europei Youth e nei Kite Foil Masters Worlds
Quattro prove a Gizzeria, vento variabile e prime gerarchie nei Campionati Europei Youth e nei Kite Foil Masters Worlds
Quattro prove completate nel Golfo di Sant’Eufemia hanno definito le prime gerarchie ai Campionati Europei Formula Kite Youth e ai Kite Foil Masters Worlds. Catalina Turienzo ha vinto tutte le heat femminili e guida la classifica provvisoria; Jan Koszowski è primo tra gli uomini dopo una giornata caratterizzata da sorpassi, cadute e rapide variazioni di vento. Le condizioni hanno favorito regate combattute e una classifica Masters molto compatta.
Domani potrebbe cambiare tutto; oggi il campo ha fatto emergere i protagonisti del Formula Kite con decisione.
La seconda giornata dei Formula Kite Youth Men’s European Championships, dei Formula Kite Youth Women’s European Championships e dei Kite Foil Masters Worlds si è chiusa con quattro prove valide e indicazioni precise sulle gerarchie provvisorie, pur senza definire risultati definitivi. Il Golfo di Sant’Eufemia ha offerto un palcoscenico mutevole: vento che cresceva di intensità, raffiche improvvise, e una serie di situazioni che hanno messo alla prova la tecnica, il sangue freddo e l’adattamento dei rider.
Raccontare la giornata per punti aiuta a leggerne le sfumature. Non tanto una lista fredda, quanto quattro motivi che spiegano perché questa tappa resta aperta e congesta di possibilità.
1) La forza di una singola interprete. Tra le donne la giornata è stata segnala da una presenza netta: Catalina Turienzo ha vinto tutte le prove disputate e ha preso il comando della classifica con autorità. Non si è trattato di un dominio casuale: la sua gestione del foil in transizione, le partenze aggressive e la capacità di mantenere la velocità nelle raffiche l’hanno resa difficile da attaccare. Le sue scelte di traiettoria sono state azzeccate, spesso premiate nelle fasi finali delle heat. Dietro di lei la bagarre rimane serrata. Svetlana Trusova e Derin Deniz Sorguç hanno alternato piazzamenti solidi a errori contenuti; piccoli sbagli che, in una flotta serrata, valgono decine di metri e rilanciano il confronto. Sarà interessante vedere se Turienzo manterrà questa continuità quando il vento deciderà di cambiare ancora.
2) La flotta maschile come teatro di sorpassi. Le prove maschili hanno avuto un ritmo diverso: meno prevedibili, più inclini alla sorpresa. Il francese Nell De Jaham ha firmato una fuga spettacolare in una delle prove, andando per un tratto come uomo da battere; poi una caduta ha capovolto la situazione e aperto una finestra per gli inseguitori. A fine giornata la leadership è toccata al polacco Jan (Jasiek) Koszowski, premiato da prestazioni regolari e da una navigazione attenta ai dettagli. Alle sue spalle lo svizzero Karl Maeder e il polacco Piotr Szymiec restano in gioco: Maeder, in particolare, ha dimostrato di saper rimontare dopo passaggi a vuoto, mentre Szymiec paga una costanza che lo tiene sempre vicino al vertice. La giornata ha detto chiaramente una cosa: in foiling anche pochi secondi fuori equilibrio trasformano una fuga in un’occasione sprecata.
3) Condizioni in evoluzione: il fattore chiave. Il vento è salito progressivamente dopo lo skipper meeting delle 10.30 e ha permesso di completare il programma. Quelle stesse raffiche però hanno premiato chi ha saputo cambiare setup rapidamente. Regolazioni di trimming, scelta del foil e depower efficienti sono stati elementi decisivi. Alcuni rider hanno giocato in modo conservativo, scegliendo linee più protette sulla bolina; altri hanno cercato il rischio sui bordi liberi, sacrificando la sicurezza per guadagni immediati di velocità. Il risultato è stato un continuo ribaltamento nelle prime fasi delle prove, spesso deciso soltanto negli ultimi metri. Le partenze, in particolare, hanno avuto un peso enorme: leggere la finestra utile all’avvio è diventato sinonimo di vantaggio difficile da colmare in foiling.

4) Masters: classifica compatta e leadership mutevole. Anche nei Kite Foil Masters Worlds la giornata ha mantenuto un equilibrio di fondo. La classifica appare molto compressa: margini ridotti e continui cambi di leadership. In condizioni così variabili l’esperienza conta: gestire il foil sulle onde, scegliere il momento giusto per spingere e dosare la potenza sono abilità che livellano i differenziali di età. Nessuno dei partecipanti si è staccato in modo decisivo; l’impressione è che ogni prova possa riservare sorprese e rimescolare i verdetti finali.
La giornata ha rimesso sotto la lente alcune scelte tecniche decisive. Alcuni equipaggi hanno optato per foil con maggiore superficie di sostentamento quando le raffiche erano leggere; altri hanno preferito set up più radicali alla ricerca della velocità di punta. Le regolazioni del depower sono state calibrate per non perdere stabilità nelle transizioni, quando il passaggio da planata a virata può diventare critico. Le boe sono state un altro punto di selezione: tagli aggressivi e uscite nette hanno consentito recuperi rapidi, mentre errori nelle virate hanno cancellato buone prove. In definitiva, la tattica in regata si è innestata su scelte tecniche precise, e l’integrazione tra queste due dimensioni ha spesso fatto la differenza.

Dal punto di vista organizzativo, la logistica ha tenuto il passo delle esigenze tecniche: il comitato di regata ha gestito ritmi serrati per garantire lo svolgimento delle quattro prove, coordinando partenze e recuperi in una cornice efficiente. L’evento, promosso da Hang Loose Italy con il Circolo Velico Hang Loose, IKA, World Sailing e la Federazione Italiana Vela, ha ricevuto supporto anche dal progetto regionale Calabria Straordinaria, utile per la promozione del territorio e per l’accoglienza dei team.
La classifica provvisoria mette in cima i nomi di Turienzo tra le donne e Koszowski tra gli uomini, ma lascia ampi spazi di manovra. La natura del Formula Kite è avara di certezze: accelerazioni improvvise e cadute in foil possono ribaltare gli esiti con rapidità. Nei prossimi giorni la capacità di leggere il campo, l’affidabilità dello scafo-foil e la scelta delle aree di spinta saranno ancora più decisive. Ogni punto ottenuto a Gizzeria assume valore strategico: in una flotta così compatta il minimo errore può cancellare mesi di lavoro.
La manifestazione prosegue domani con nuove prove in programma: il vento resterà il grande giudice, pronto a premiare chi saprà mantenere ritmo e lucidità. Resta da vedere chi saprà trasformare la regolarità mostrata finora in una vittoria definitiva; la domanda rimane sospesa, e sarà il mare a dare la risposta.
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