Consorzio Blue Economy Lazio: nascita e obiettivi
Costituito a Roma il 7 agosto 2026 un aggregato di imprese, consorzi e realtà di ricerca per coordinare progetti, bandi e strategie sulla Blue Economy regionale
Costituito a Roma il 7 agosto 2026 un aggregato di imprese, consorzi e realtà di ricerca per coordinare progetti, bandi e strategie sulla Blue Economy regionale
Il 7 agosto 2026 è stato costituito il Consorzio Blue Economy Lazio. L'aggregazione riunisce Consormare del Golfo, Consorzio Mare Lazio, Progettazione Economica e Territoriale, Ecoter e altri soggetti per promuovere sviluppo sostenibile, innovazione tecnologica, formazione e partecipazione a programmi regionali, nazionali ed europei. Presidente nominato Giovanni Gargano; il consorzio punta a integrare sistema camerale, portualità, digitalizzazione e turismo nautico.
Consorzio Blue Economy Lazio: è il nome ufficiale della nuova aggregazione costituita a Roma il 7 agosto 2026. L'atto formale ha riunito imprese, organismi di rappresentanza e soggetti della ricerca con l'obiettivo pratico di tradurre idee e progetti in interventi misurabili per il mare della regione.
La nascita del Consorzio non è una semplice formalità: è uno strumento organizzativo pensato per dare continuità a iniziative sparse, mettere in comune risorse e competenze e rendere più efficiente l'accesso ai finanziamenti disponibili. Dietro alla sigla c'è la volontà di intervenire su più livelli — dall'innovazione tecnologica alla gestione delle infrastrutture, dalla formazione degli operatori alla promozione turistica — con una logica che mira a creare sinergie e ridurre sovrapposizioni.
Tra gli aderenti figurano Consormare del Golfo, Consorzio Mare Lazio, Progettazione Economica e Territoriale ed Ecoter, insieme ad altri soggetti che hanno sottoscritto lo statuto costitutivo. Alla presidenza è stato designato Giovanni Gargano. A collaborare nella definizione delle strategie ci saranno anche Luciano De Fermo, Pino Rinaldi e Ferdinando D’Urgolo, figure chiamate a connettere rappresentanza d'impresa, progettualità tecnica e relazione con il territorio.
La struttura decisionale prevede organismi interni con compiti specifici: gestione delle proposte progettuali, interlocuzione istituzionale e coordinamento operativo delle attività condivise. Questa impostazione mira a evitare duplicazioni e a facilitare una presa di decisione rapida quando si presentano opportunità di finanziamento o iniziative che richiedono reattività.
Il Consorzio ha elencato una serie di obiettivi pratici. Tra questi, l'integrazione dei soggetti pubblici e privati per costruire strategie comuni; la promozione di percorsi di formazione specialistica; il supporto all'innovazione e alla digitalizzazione dei servizi marittimi; la valorizzazione del turismo nautico e delle aree costiere e interne; la tutela ambientale e la transizione ecologica delle attività portuali; lo sviluppo di logistica portuale integrata e la promozione degli sport acquatici. Infine, uno dei compiti operativi è la partecipazione coordinata a bandi regionali, nazionali ed europei.
Più che una lista astratta, si tratta di priorità pensate per essere declinate in progetti concreti: avvio di percorsi formativi modulati sulle professionalità richieste dalle imprese locali; interventi pilota per la digitalizzazione di servizi portuali; studi per collegare offerta turistica e infrastrutture di approdo. Le priorità posano l'accento sulle connessioni tra domanda e offerta, non solo sulle intenzioni.
Tra gli interlocutori indicati figura la Camera di Commercio di Roma, identificata come punto di riferimento per costruire relazioni stabili con il sistema produttivo e per promuovere iniziative all'estero. Il Consorzio intende avviare canali di dialogo strutturati per integrare politiche territoriali, promozione internazionale e attività di supporto alle imprese nelle gare e nelle fiere di settore.
La collaborazione con enti pubblici, università e centri di ricerca è prevista come leva per mettere a disposizione conoscenze tecnico-scientifiche utili sia alla progettazione sia al monitoraggio degli interventi. Il confronto con il mondo accademico servirà, nelle intenzioni del Consorzio, a calibrare meglio proposte formative e sperimentazioni tecnologiche.
Per tradurre gli obiettivi in risultati concreti, il Consorzio punta su una serie di strumenti operativi: partecipazione a programmi e bandi, presenza coordinata alle principali manifestazioni di settore, organizzazione di convegni e seminari, realizzazione di studi e monitoraggi. È prevista anche la creazione di una piattaforma collaborativa stabile per mettere in rete competenze, progetti e richieste di finanziamento.
La scelta degli strumenti è pragmatica: la piattaforma fungerà da spazio di lavoro condiviso per redigere proposte, scambiare dati e monitorare l'avanzamento dei progetti; le attività fieristiche e promozionali serviranno a mettere in vetrina offerte e capacità locali; i seminari saranno momenti per allineare competenze e aggiornare operatori e amministrazioni sulle novità normative e tecniche.
Digitale e tecnologico restano elementi chiave: la roadmap iniziale evidenzia interventi su sistemi informativi portuali, servizi di prenotazione e tracciamento, nonché soluzioni digitali per la gestione della sicurezza e dell'ambiente. Non sono idee astratte, ma ambiti dove sono già individuate potenziali attività progettuali da inserire nelle prossime call di finanziamento.
Il turismo nautico viene affrontato come asset da integrare con le reti ricettive e le infrastrutture di approdo. Il lavoro previsto include la mappatura delle eccellenze locali, il collegamento tra porti e servizi a terra e la promozione di itinerari che valorizzino sia la costa sia le zone interne collegate via acque interne o vie di comunicazione minori.
Formazione specialistica e tutela ambientale sono indicate come linee trasversali. L'idea è costruire percorsi formativi tagliati sulle esigenze del mercato e capaci di accompagnare la transizione ecologica: corsi, workshop e percorsi di alternanza o aggiornamento per chi già opera nel settore.
Dal punto di vista occupazionale, il consorzio punta a generare opportunità legate a investimenti, progetti di innovazione e servizi connessi al turismo nautico e alla logistica. La governance dovrà mettere a sistema capacità progettuale e risorse per creare bandi su misura e pacchetti di intervento che possano essere presentati a enti finanziatori.
La costituzione del Consorzio Blue Economy Lazio ha aperto una fase organizzativa che ora entrerà nella pratica. Nei mesi a venire saranno avviate le prime attività operative, verranno presentate proposte progettuali e si valuterà la capacità di attrarre nuovi aderenti. L'esito più rilevante sarà misurabile in progetti avviati, cofinanziamenti ottenuti e ricadute misurate sul territorio.
Il progetto si propone di ampliare progressivamente la rete coinvolgendo enti pubblici, università, centri di ricerca, associazioni di categoria e operatori economici interessati a contribuire alla costruzione di una strategia condivisa per lo sviluppo dell'economia del mare nel Lazio. Le prossime iniziative operative saranno comunicate dagli organi del Consorzio al termine delle fasi organizzative.
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