L’Associazione interviene al “Blue Design Summit” e allo “Shipping Forum”.
Il doppio appuntamento del Blue Design Summit a La Spezia e dello Shipping Forum, organizzato da Top Legal a Napoli, mette in luce la strategia dell’Associazione nazionale di categoria di legare l’innovazione tecnologica e ambientale del settore alle riforme e alla semplificazione normativa.
Si tratta di due facce della stessa medaglia ed è necessaria una risposta rapida e in alcuni casi una delegificazione delle disposizioni tecniche, che ci avvicini l’Italia alla duttilità del sistema britannico o di altre bandiere trainanti a livello globale. Senza certezze per l’industria è difficile investire.
L’apertura del Blue Design Summit ha visto quale protagonista l’intervento dell’Ing. Stefano Pagani Isnardi, Direttore dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, l’unica fonte di dati del comparto accreditata presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
L’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, attraverso la sua recente pubblicazione “La Nautica in Cifre MONITOR”, il Rapporto statistico di metà anno nautico, ha rilevato il sentiment 2025 degli imprenditori riguardo all’andamento del mercato, all’interno di uno scenario caratterizzato da crescenti complessità congiunturali ed economiche. “Gli elementi che caratterizzano questo momento di mercato sono evidentemente la normalizzazione della crescita del settore e una più marcata differenziazione fra le dinamiche dei prodotti di fascia elevata e la piccola nautica,” - indica l’ing. Pagani - “ma con un evidente vantaggio competitivo per le aziende più internazionalizzate, in considerazione dell’exploit delle esportazioni globali della produzione cantieristica nautica italiana, che ha registrato a settembre 2024 il massimo storico di 4,5 miliardi di euro”.
“La leadership italiana richiede al nostro Paese di tracciare la rotta mondiale su innovazione tecnologica e transizione ecologica, che certamente non è soltanto focalizzata sulle propulsioni alternative, ma su materiali innovativi, alleggerimento, nuove forme di carena e navigazione foiling, tutte innovazioni progettuali che consentono un’ampia riduzione delle emissioni di CO2, che peraltro, per tutta la nautica da diporto mondiale, ammonta allo 0,006%.” - ha sottolineato Stefano Pagani - “Anche per questa centralità della nostra industria nautica nell’ambito della decarbonizzazione, due anni fa abbiamo deciso di lanciare proprio in Italia il nuovo appuntamento internazionale “Shaping the Future - World Yachting Sustainability Forum”, che vedrà la sua 4a edizione venerdì 19 settembre al 65° Salone Nautico Internazionale di Genova”.
Lo Shipping Forum si è interrogato su “La nautica da diporto: evoluzione normativa e prospettive della sostenibilità”, dove il Dott. Roberto Neglia, Responsabile Rapporti istituzionali di Confindustria Nautica, è intervenuto sul quadro normativo italiano.
“Confindustria Nautica ha appena ottenuto dall’Agenzia delle Dogane una Direttiva che consente e disciplina l’imbarco di metanolo a bordo, sia per la produzione di energia, sia per la produzione, semplificando gli oneri in capo all’utilizzatore privato che altrimenti avrebbe dovuto essere sottoposto a misure di tracciamento” - ha ricordato Roberto Neglia - “mentre la riforma del Regolamento di attuazione del Codice della nautica ottenuta dall’Associazione prevede la riforma del regolamento di sicurezza degli yacht commerciali e consentirà l’adozione di standard alternativi, deroghe o equivalenze adeguate che anch’esse faciliteranno l’introduzione di nuove tecnologie”.
Una spinta alle nuove costruzioni arriva dal regime del Registro internazionale, di cui la Commissione europea ha appena approvato la proroga fino alla fine del 2033, che consente, anche alle navi da diporto adibite ad attività commerciale che si iscrivono sotto la bandiera italiana, di beneficiare di alcune agevolazioni fiscali e sui contributi previdenziali e assistenziali per i marittimi.
“Con la riforma del Codice della nautica e del Regolamento di attuazione abbiamo ottenuto una forte semplificazione delle procedure amministrative legate a queste navi, come la sostituzione dei documenti di bordo con la licenza prevista per le imbarcazioni e del ruolo equipaggio con il ruolino semplificato, o la riduzione ad uno dei libri di bordo” - conclude Neglia - “ed è proprio l’insieme di questi interventi a costituire quell’ecosistema favorevole alle nuove costruzioni, pre-condizione per lo studio e l’introduzione delle nuove tecnologie”.
Ufficio Stampa Confindustria Nautica
Max Procopio
Chiara Castellari
Matilde Villa
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