Clipper Race, ultimi 1.500 miglia verso Portsmouth
Dieci Clipper 70 lasciano Oban: un equipaggio di non-professionisti a un passo dal traguardo dopo 40.000 miglia e undici mesi in mare
Dieci Clipper 70 lasciano Oban: un equipaggio di non-professionisti a un passo dal traguardo dopo 40.000 miglia e undici mesi in mare
La flotta della Clipper Round the World Yacht Race è partita da Oban il 19 luglio per l'ultima tappa verso Portsmouth. Dopo oltre 40.000 miglia e undici mesi, Team GOSH ha già matematicamente vinto: rimane la battaglia per gli altri due posti del podio. A bordo, tranne due professionisti, ci sono equipaggi formati da persone con lavoro e vite normali, addestrate per affrontare sei traversate oceaniche e condizioni estreme.
Clipper Race: la decima e ultima tappa è partita da Oban alle 15:00 del 19 luglio, con una flotta di dieci Clipper 70 diretta a Portsmouth. Per quasi 200 partecipanti è l'ultimo miglio di un giro del mondo lungo oltre 40.000 miglia e durato undici mesi.
La partenza da Oban ha avuto il tono del ritorno a una scena già vista: gli stessi pontili che un anno fa videro le barche partire, persone che si abituano a salutare e riconoscere volti segnati dal mare. C'è chi controlla ancora le vele, chi regolava gli ultimi nodi e chi guardava l'orizzonte con uno sguardo che mischia stanchezza e attesa.
La vittoria complessiva è già nelle mani di Team GOSH, definita all'arrivo a Washington D.C. al termine della settima tappa. Il podio resta comunque in bilico: sei team — Power of Seattle Sports, London Business School, Tongyeong, Scotland, Yacht Club Punta del Este e UNICEF — possono ancora contendere il secondo e il terzo posto nella regata finale. La manovra iniziale a Oban e la rotta scelta verso la Manica saranno decisive per la classifica provvisoria che si andrà formando lungo la costa occidentale del Regno Unito.
La particolarità della Clipper Round the World Yacht Race non è tecnica: ciascuno degli scafi è identico, progettato per regatare in oceano. La particolarità vera è umana. Su ogni yacht ci sono due marinai professionisti — Race Skipper e First Mate — e fino a 22 membri di equipaggio non professionisti. Medici, insegnanti, studenti, terapisti, istruttori di sci: persone comuni che hanno scelto di essere addestrate e di misurarsi con sei attraversate oceaniche, con notti in navigazione, turni rigorosi e condizioni meteorologiche estreme.
Il ritmo a bordo si costruisce su sonni infranti e turni serrati: poche ore di riposo, piccoli rituali per mangiare e momenti convocati per le manovre immediate. Le relazioni tra i membri dell'equipaggio nascono e si consolidano in quelle pause: conversazioni brevi sul ponte, occhi che si cercano quando il mare si increspa, gesti ripetuti per sicurezza. Quello che all'esterno può apparire come avventura si traduce a bordo in disciplina quotidiana e adattamento continuo.
Tra loro c'è Thomas Roy, circumnavigatore partito da Portsmouth l'anno scorso a 18 anni dopo aver rinunciato a un posto all'università. «Non riesco ancora a crederci», ha detto tornando sul ponte. «Cercavo una sfida per crescere in fiducia. Ho ottenuto molto più di quello che avevo sperato.» Le parole di chi ha affrontato l'intero giro raccontano, oltre alla soddisfazione, il prezzo della fatica: pelle abbronzata, mani segnate, una diversa idea del tempo.

Questa quattordicesima edizione della Clipper Race è partita da Gunwharf Quays, Portsmouth il 31 agosto 2025. Il percorso ha toccato più porti su tre continenti: Puerto Sherry (Spagna), Punta del Este (Uruguay), Cape Town (Sudafrica), Fremantle e Airlie Beach (Australia), Subic Bay (Filippine), Qingdao (Cina), Tongyeong (Corea del Sud), Seattle e Washington, D.C. (USA), passando per Panama e facendo scalo a Oban prima dell'ultima tratta.
Molte traversate hanno richiesto settimane consecutive in mare: in certe fasi gli equipaggi hanno vissuto oltre 30 giorni senza sbarcare. In quei lunghi tratti si affinano la gestione del sonno, la manutenzione preventiva dell'imbarcazione e la capacità di leggere il mare. Le ore di allenamento e le prove a bordo si traducono in prontezza quando le condizioni peggiorano e ogni decisione diventa immediata.
La sosta a Oban è la seconda nella storia recente della Clipper Race; la prima visita risale all'estate 2024. Il ritorno ha avuto un impatto percepibile sulla cittadina: pasticcerie, ristoranti, negozi e operatori turistici hanno visto un aumento di afflusso collegato agli eventi sul pontile e alle visite degli equipaggi. Le giornate in cui le barche sono in porto creano una sequenza di picchi di attività per i servizi locali, con persone in coda per il pranzo e file davanti ai negozi di souvenir.
Organizzatori locali e operatori portuali hanno coordinato gli accoglimenti: accoglienze ufficiali, visite guidate e momenti di incontro con il pubblico. Per molti membri degli equipaggi, sbarcare anche solo per poche ore ha significato riassaporare una normalità fatta di cibo caldo, strade da esplorare e gesti urbani che non esistono più in oceano.

Con meno di duecento persone a bordo delle barche in gara, la tattica di regata per gli ultimi 1.500 miglia si basa su gestione del meteo, scelte di rotta e affidabilità degli equipaggi sotto stress. Le prime decisioni di partenza da Oban influenzeranno l'ingresso nella Manica e il passaggio finale verso il Solent. Venti, correnti e situazioni locali possono rimodellare le posizioni in classifica, assegnando vantaggi a chi saprà leggere meglio le condizioni del canale.
Dal punto di vista logistico la conclusione del giro del mondo ha richiesto coordinamento sui servizi portuali, rifornimenti e procedure di accoglienza a Portsmouth programmate per il 25 luglio, data prevista per l'arrivo della flotta e per le celebrazioni finali. Le operazioni a terra includono l'organizzazione degli ormeggi finali, le verifiche tecniche e la gestione delle visite del pubblico durante le feste di arrivo.
La genesi della Clipper Race risale all'idea di Sir Robin Knox-Johnston, con l'obiettivo di abbattere le barriere d'accesso all'ocean racing. Da quando il primo giro del mondo partì nel 1996, oltre 7.000 persone sono state introdotte alla navigazione oceanica attraverso questo format. L'edizione 2025 mantiene la formula: imbarcare cittadini senza esperienza che, attraverso training intensivo e pratica costante, si trasformano in equipaggi capaci di navigare in oceano aperto per settimane.

Per molti partecipanti il ritorno a Portsmouth sarà il momento in cui misurare davvero l'esperienza: tornare a casa con nuove competenze tecniche, storie che si raccontano a cena e la necessità di riorganizzare una vita quotidiana sospesa per undici mesi. Per altri sarà il punto di partenza di nuovi progetti legati al mare, alla formazione in cantieri locali o a iniziative comunitarie che sfruttano le competenze acquisite.
La flotta è ora diretta verso il tratto finale lungo la costa occidentale del Regno Unito. L'arrivo previsto a Portsmouth il 25 luglio chiuderà un giro del mondo di oltre 40.000 miglia e undici mesi di navigazione continua; la festa di arrivo e la definizione degli ultimi verdetti di classifica sono fissate per quella data.
La Clipper Race lascia una cifra concreta: oltre 7.000 persone formate dall'inizio del progetto. Appuntamento al 25 luglio per l'ultimo ormeggio e per i risultati definitivi.
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