Blue Economy Italia Portogallo: memorandum per l'industria marina
Firmato a Roma il Memorandum tra Federazione del Mare, Fórum Oceano e Cluster Big per cooperazione industriale su tecnologia navale, porti, energia oceanica e formazione
Firmato a Roma il Memorandum tra Federazione del Mare, Fórum Oceano e Cluster Big per cooperazione industriale su tecnologia navale, porti, energia oceanica e formazione
A Roma è stato firmato un Memorandum d’Intesa tra Italia e Portogallo per rafforzare cooperazione nella blue economy: focus su cantieristica, tecnologie verdi, infrastrutture portuali, energie oceaniche e formazione. L’iniziativa, sostenuta da istituzioni e ministeri, apre a consorzi industriali, scambi di competenze e progetti transnazionali.
Blue Economy Italia Portogallo è il nome con cui è stata battezzata la missione avviata tra Roma e Genova per trasformare rapporti istituzionali in opportunità industriali concrete nel settore marittimo.
Il 29 settembre, nella sede della Federazione del Mare a Palazzo Colonna, si è svolta la sessione ufficiale della missione portoghese condotta da Ruben Eiras, Segretario generale di Fórum Oceano. All’incontro hanno preso parte ministri, autorità marittime e rappresentanti istituzionali italiani e portoghesi. L’obiettivo dichiarato è dare corpo a partnership operative per competitività, innovazione e sostenibilità delle filiere dell’economia del mare.
Al termine della sessione inaugurale è stato sottoscritto un Memorandum d’Intesa tra Federazione del Mare, Fórum Oceano e Cluster Big. L’accordo stabilisce un quadro di cooperazione istituzionale destinato a consolidare relazioni tra gli ecosistemi marittimi di Italia e Portogallo, con attenzione all’internazionalizzazione, all’innovazione e allo sviluppo sostenibile.
Il documento punta a facilitare sinergie operative fra imprese, centri di ricerca, porti e cluster. Si favoriranno la creazione di consorzi e progetti congiunti, la partecipazione a bandi europei e scambi di competenze. Tra i settori prioritari compaiono la cantieristica e la riparazione navale, le tecnologie per la decarbonizzazione e la transizione dei carburanti, le infrastrutture portuali, la logistica e le energie oceaniche rinnovabili.
Alla cerimonia erano presenti il Ministro per le Imprese e il Made in Italy, il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, l’Ambasciatore del Portogallo e dirigenti del MAECI e di AICEP. Anche rappresentanti della Marina Militare e delle Capitanerie di Porto hanno partecipato, a indicare la dimensione strategica e di sicurezza connessa alle nuove collaborazioni.
I temi affrontati hanno riguardato la governance delle rotte e dei corridoi marittimi, la resilienza delle catene di approvvigionamento, la modernizzazione delle infrastrutture portuali e la revisione di strumenti regolatori europei come l'ETS per il settore marittimo. Questi punti sono stati individuati come priorità da gestire in coordinamento bilaterale, con un ordine di lavoro che passa subito all'azione sui tavoli tecnici.
Il Ministero per le Imprese ha richiamato la necessità di politiche industriali volte a sostenere la competitività internazionale del comparto italiano e l'allineamento normativo con il Portogallo su incentivi e standard per la transizione ecologica delle flotte. L'approccio previsto include misure di coordinamento sugli incentivi pubblici e sulle pratiche amministrative legate ai progetti congiunti.

La road map delineata dagli attori coinvolti contempla percorsi concreti per trasformare l’intesa in contratti e iniziative operative: costituzione di consorzi italo-portoghesi, partecipazione congiunta a bandi e programmi transnazionali come Interreg, scambi formativi e ricerca applicata su blu tech e energie marine.
Mettere in rete corridoi Atlantico e Mediterraneo è visto come leva logistica per rendere più efficiente la catena di fornitura e per ottimizzare il traffico di componentistica destinata alla cantieristica e alla produzione di tecnologie verdi. Allo stesso tempo, la condivisione di competenze tecniche e la formazione professionale sono state identificate come strumenti immediati per colmare gap di capitale umano specializzato.
Tra le misure pratiche in discussione figurano programmi di scambio per tecnici e manager, piani d’investimento congiunti in infrastrutture portuali e hub di manutenzione navale, oltre a studi per l’implementazione di carburanti alternativi e piattaforme per l’energia offshore. Questi strumenti sono stati pensati per generare commesse e creare catene del valore distribuite tra i due Paesi.
I rappresentanti istituzionali hanno posto l’accento sulla complementarità geografica e industriale: l'Italia porta la sua lunga tradizione cantieristica e nautica; il Portogallo mette a disposizione una rete consolidata di collaborazione pubblico-privato nel settore marittimo. È stata prospettata la costruzione di una rete di progetti transnazionali e filiere rafforzate, pensate per competere sui mercati internazionali.

È stata inoltre richiamata la necessità di azioni coordinate a livello europeo per assicurare condizioni di parità competitiva alle imprese marine, con interventi su strumenti regolatori e meccanismi di finanziamento dedicati alla decarbonizzazione e alla digitalizzazione di flotte e porti. Il tema dei finanziamenti è stato affrontato sia dal punto di vista dell’accesso a fondi europei sia della creazione di veicoli finanziari congiunti per attrarre investimenti privati.
La missione proseguirà a Genova in occasione del Salone Nautico, con una massiccia presenza delle imprese portoghesi e incontri B2B programmati con operatori italiani. L’obiettivo dichiarato per quella tappa è tradurre le intese politiche in accordi industriali e opportunità commerciali concrete, attraverso incontri diretti tra fornitori, cantieri, porti e centri tecnologici.
La firma del memorandum apre una fase di implementazione pratica, con strumenti già individuati e con la prospettiva di progetti condivisi su infrastrutture, tecnologie e formazione. Il lavoro si sposta ora sui tavoli tecnici, sui bandi europei e sugli accordi commerciali che dovranno convertire le aree di interesse in commesse e programmi condivisi.
Il percorso operativo che segue la firma è chiaro: definizione di progetti pilota, calendarizzazione di tavoli tematici, formalizzazione di consorzi e presentazione di proposte a programmi finanziati. Il risultato atteso è una rete di collaborazione che renda le filiere marittime dei due Paesi più integrate e resilienti e acceleri la transizione ecologica del comparto, creando opportunità di impiego e sviluppo tecnologico nelle aree coinvolte.
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