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Blue Economy: 200.000 imprese pari al 3,3% totale del Paese. Questi i dati al 31 dicembre 2018

Blue Economy: 200.000 imprese pari al 3,3% totale del Paese. Questi i dati al 31 dicembre 2018

Dati diffusi ieri durante la presentazione della V giornata nazionale economia mare (Formia-Gaeta, 24-26 ottobre 2019).

 

Le imprese iscritte nei Registri delle Imprese delle Camere di commercio italiane, alla data del 31 dicembre 2018, operanti nell’economia del mare ammontano a 199.177 mila, pari al 3,3% del totale delle imprese nel Paese. Se si riduce il campo di osservazione ai soli Comuni costieri, le quasi 175mila imprese dell’economia del mare rappresentano il 9,5% del sistema imprenditoriale nazionale.

 

Sono i dati diffusi ieri a Latina durante una conferenza stampa, contenuti nell’estratto dell’VIII rapporto nazionale sull’economia del mare, realizzato da SiCamera per l’ente camerale e che saranno diffusi dettagliatamente nel corso della V Giornata Nazionale sull’Economia del Mare, la rassegna organizzata dalla Camera di Commercio di Latina insieme all’Azienda Speciale dell’Economia del Mare, in collaborazione con Unioncamere Nazionale e Unioncamere Lazio, in programma a Formia e Gaeta, dal 24 al 26 ottobre 2019.

 

Il settore in cui si concentra il gruppo più numeroso di imprese è quello dei servizi di alloggio e ristorazione, strettamente legato al turismo, a cui afferisce il 44,5% del totale delle imprese (quasi 89mila). Il secondo settore per incidenza percentuale è quello della filiera ittica, che va dalla pesca alla vendita al consumatore (“dal mare alla tavola”), che si attesta al 16,8%, con un numero di imprese pari a 33.549 unità. Altri due settori che hanno un peso percentuale superiore al 10%, sono quello delle attività sportive e ricreative (15,2%) e la filiera della cantieristica navale (13,6%). Seguono a distanza, la movimentazione marittima di merci e persone, definito anche come “trasporti marittimi” (5,7%), le attività di ricerca, regolamentazione e tutela ambientale (3,8%) e l’industria delle estrazioni marine, con meno di 500 aziende. 

 

Al centro delle iniziative di quest’anno il mare come risorsa turistica, economica ed ambientale da preservare e da valorizzare, affrontando temi come la sicurezza in mare, la difesa dell’ambiente, la nautica, la logistica, i trasporti, l’export e il turismo sportivo, gli incoming con operatori esteri del settore turistico costiero.

 

Il momento culminante sarà la presentazione, il 24 ottobre a Formia, dell’8° Rapporto sull’Economia del Mare e del 5° Rapporto sull’Economia del Mare del Lazio. Inoltre, in occasione delle celebrazioni dei 500 anni della morte, in programma anche un omaggio, in collaborazione con la Lega Navale Italiana, a Leonardo da Vinci che, trasferitosi a Roma nel 1513, iniziò a studiare la bonifica dell’Agro Pontino. Previsti anche due workshop sul mare, i porti e il plastic free e il mare e il turismo sportivo. Chiusura il 26 ottobre con “Mare e cinema: territorio, vip, imprese” con la consegna di benemerenze a personaggi che hanno dato lustro a Gaeta nel corso degli anni.

 

“L’economia del mare costituisce il 3,3% del PIL e ha un fattore moltiplicativo del 1,9% che porta i 47 miliardi del giro d’affari diretto a quasi 100 miliardi considerando l’impatto su altri settori e mercati, come quello della produzione ittica, turistico, alberghiero, commerciale, per citare solo i più noti” - ha affermato Mauro Zappia, Commissario della Camera di Commercio di Latina -Eppure il mare, ancora oggi non è tra le priorità politiche a livello nazionale e locale. Il rilancio dell’economia del nostro Paese dovrebbe essere costruito attorno alla risorsa mare”.

 

“L’economia del mare è in grande crescita e sta facendo registrare incrementi più alti della media di altri settori producendo valore per l’Italia e ricadute occupazionali significative anche grazie al rilancio del turismo di costa. I dati del rapporto evidenziano interessanti prospettive di sviluppo per questo settore che è trasversale a molti altri ed in alcuni casi a loro indispensabile”, ha aggiunto il Presidente del CNEL Tiziano Treu - Perché queste opportunità si concretizzino è fondamentale investire in logistica e sui porti, nodi strategici del sistema infrastrutturale italiano, sia a livello locale che nazionale. Proprio per questo il CNEL ha presentato 3 disegni di legge sulla logistica, nati da un lungo ciclo di audizioni con le 34 organizzazioni più rappresentative. Puntare sul sistema logistico legato all’economia del mare significa rafforzare l’offerta del nostro Paese sia sul fronte del turismo crocieristico e del transhipment, ma anche favorire lo sviluppo del territorio”.

 

Alla conferenza stampa erano presenti, tra gli altri, anche il segretario generale della Camera di Commercio di Latina Pietro Viscusi e il direttore dell’Azienda Speciale per l’Economia del Mare Erasmo Di Russo.

 

AP Communication & Media
 

  

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Fonte: Wikipedia, ilovevenezia.com e Nautica Report
Titolo del: 03/07/2020 06:50

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