Ange Gardien: la ricostruzione di Claude Terrisse a Genova
La ricostruzione documentata, navigante dal 2021, attracca dal 29 al 31 maggio per visite e incontri sul corsaro del XVII secolo
La ricostruzione documentata, navigante dal 2021, attracca dal 29 al 31 maggio per visite e incontri sul corsaro del XVII secolo
L'Ange Gardien, ricostruzione documentata dell’imbarcazione del capitano Claude Terrisse, sarà esposta e visitabile davanti al Galata Museo del Mare dal 29 al 31 maggio. Oltre alle visite a bordo sono in programma la presentazione del libro di Michel Rezè e rievocazioni con la Compagnia d'Armi Flos Duellatorum.
Costruita nel 2021 ma pensata per muoversi come una barca del Seicento, l'Ange Gardien arriva a Genova: l'attracco davanti al Galata Museo del Mare dal 29 al 31 maggio offre la possibilità di osservarla in movimento e da vicino. Questa è una ricostruzione documentata dell’imbarcazione del capitano Claude Terrisse, frutto di ricerche d'archivio, archeologia navale e prove in mare.
Il progetto, guidato da Michel Rezè, non si limita a riprodurre forme d'epoca: combina fonti scritte, disegni e rilievi con test pratici per definire scafo, assetto e finiture. Le scelte costruttive riflettono tecniche tradizionali: giunzioni, listellatura, sistemi di coperta e attrezzature che tornano a essere operative in condizioni reali. Sul ponte si leggono tracce dell'uso quotidiano — spazi di carico, posti per i remi, nodi e manovre — così come le soluzioni adottate per la navigazione in acque mediterranee a vela e a voga.
Le traversate intraprese dall'imbarcazione seguono rotte che attraversano Provenza, Catalogna e Baleari, collegando scali e fortificazioni che furono teatro di scambi, scorrerie e controllo marittimo. A bordo si sperimentano le pratiche operative del tempo: gestione delle vele, uso dei remi, assetti per l'ormeggio e la difesa. Quei dettagli non sono solo curiosità per appassionati: rivelano come si organizzava la vita quotidiana, come si riparavano danni e come si svolgevano le relazioni tra equipaggio e comandi durante crociere e azioni di interdizione.
L'Ange Gardien sarà accessibile ai visitatori del Museo secondo il calendario: venerdì dalle 14.00 alle 16.00, sabato e domenica dalle 11.00 alle 12.30. L'attracco consente un'esplorazione ravvicinata della coperta, della distribuzione degli spazi e degli elementi caratteristici della voga tradizionale, con spiegazioni tecniche pensate per appassionati e professionisti. L'ingresso alla barca è riservato ai possessori del biglietto del Museo; la visita completa integra osservazione delle parti strutturali e dimostrazioni delle manovre più comuni.
Claude Terrisse è la figura storica attorno a cui ruota il progetto: capitano francese operativo nel Mediterraneo durante il regno di Luigi XIII, attivo in aree come Siria, Libano, Malta, Napoli, Genova, Corsica, Sicilia, Sardegna, Baleari, Provenza e Catalogna. A Genova condusse azioni contro traffici marittimi che coinvolgevano interessi spagnoli dell'epoca, fino al suo arresto e alla detenzione nella Torre Grimaldina. L'episodio provocò un incidente diplomatico con la Francia e resta centrale per ricostruire rapporti politici e operativi del Seicento.
Venerdì 29, alle 17.00 nella Sala della Galea, è prevista la presentazione del libro Corsaire en Méditerranée di Michel Rezè, che accompagna la ricostruzione con ricostruzioni biografiche e documentarie. Sabato 30 la Compagnia d'Armi Flos Duellatorum esporrà uniformi e assetti dei soldati genovesi dell'inizio del Seicento, con incontri aperti al pubblico dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00. Nei mesi successivi è prevista la documentazione delle tappe genovesi e la valutazione di nuove rotte, oltre alla possibile collaborazione con altri istituti e centri di ricerca per sviluppare studi tecnici e divulgativi.
Osservare l'Ange Gardien in banchina non è assistere a un reperto fermo: è vedere un progetto di ricerca che torna a mare e mette alla prova ipotesi storiche e scelte costruttive. La visita offre tanto materiali e dettagli tecnici quanto l'occasione di riconnettere fatti locali e azioni sul mare, restituendo al pubblico un'esperienza diretta del Mediterraneo del Seicento.
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