USS Gerald R. Ford: la portaerei più grande e costosa del mondo
13 miliardi di dollari, tecnologie rivoluzionarie e anni di problemi tecnici: la storia della CVN-78, dal cantiere di Newport News al Mar Rosso del 2026
13 miliardi di dollari, tecnologie rivoluzionarie e anni di problemi tecnici: la storia della CVN-78, dal cantiere di Newport News al Mar Rosso del 2026
La USS Gerald R. Ford (CVN-78) è la portaerei più costosa mai costruita: 13,3 miliardi di dollari, 333 metri di lunghezza, propulsione nucleare e un sistema di catapulte elettromagnetiche che ha impiegato anni per funzionare. Consegnata nel 2017 con due anni di ritardo e gli ascensori per le armi fuori uso, si è riscattata sul campo: nel 2025-2026 è dispiegata da 11 mesi consecutivi tra Caraibi, Mar Rosso e Mediterraneo nell'ambito dell'Operazione Epic Fury contro l'Iran, avviandosi a battere il record di deployment post-Vietnam.
Tredici miliardi e trecento milioni di dollari. È il conto finale della USS Gerald R. Ford (CVN-78), la portaerei più costosa mai costruita nella storia dell'umanità. Una cifra che supera il PIL di una cinquantina di paesi al mondo, e che non ha impedito alla nave di entrare in servizio con gli ascensori per le armi fuori uso, le catapulte difettose e un impianto fognario che avrebbe fatto vergognare un condominio degli anni Settanta. Eppure, nel 2026, la Ford si trova nel mezzo del Mar Rosso a condurre operazioni di guerra ad alta intensità, avviandosi verso uno dei dispiegamenti più lunghi nella storia della US Navy dalla guerra del Vietnam.
La storia della CVN-78 è quella di un programma militare che ha fatto tutto nel modo sbagliato — e che, malgrado tutto, sembra funzionare.
La costruzione della USS Gerald R. Ford inizia l'11 agosto 2005 nei cantieri di Huntington Ingalls Industries a Newport News, Virginia. Il progetto nasce con l'obiettivo di superare ogni limite tecnico raggiunto dalle portaerei della classe Nimitz, entrate in servizio a partire dal 1975. I progettisti della Marina americana partono da un foglio bianco: nuovo sistema di lancio degli aerei, nuovo sistema di arresto, nuovo reattore, nuovo radar, nuovi ascensori per le armi. Tutto nuovo, tutto da sviluppare in parallelo, tutto da integrare sullo stesso scafo.
Questa scelta — sviluppare e costruire contemporaneamente, invece di testare le tecnologie prima di avviare i lavori — si rivelerà la fonte di quasi tutti i problemi successivi. La chiglia viene impostata il 13 novembre 2009. Il varo avviene il 9 novembre 2013, alla presenza della figlia del presidente Gerald Ford. La consegna alla Marina è prevista per il 2015, poi slitta al 2016, poi al 2017. La nave viene infine consegnata il 22 luglio 2017, con due anni di ritardo e quasi tre miliardi di dollari sopra il budget originale di 10,5 miliardi.
Il nome della nave onora il 38° presidente degli Stati Uniti, Gerald R. Ford, lui stesso aviatore navale durante la Seconda Guerra Mondiale. La scelta del nome viene comunicata dall'allora segretario alla Difesa Donald Rumsfeld a Ford in persona, poche settimane prima della morte dell'ex presidente, avvenuta nel dicembre 2006.
La USS Gerald R. Ford misura 333 metri di lunghezza — quasi quanto tre campi da calcio messi in fila — con un ponte di volo largo 78 metri. Il dislocamento a pieno carico supera le 100.000 tonnellate. Due reattori nucleari Bechtel A1B, una generazione più avanzata degli A4W montati sulle Nimitz, alimentano quattro assi e garantiscono una velocità superiore ai 30 nodi. La dotazione di carburante nucleare è sufficiente per circa 25 anni di operazioni prima di richiedere la sostituzione del combustibile.
Il ponte di volo può ospitare fino a 90 aeromobili, anche se in configurazione operativa standard il gruppo aereo imbarcato conta tra i 60 e i 75 velivoli: cacciabombardieri F/A-18E/F Super Hornet, aerei da guerra elettronica EA-18G Growler, caccia stealth F-35C Lightning II, aerei di allerta precoce E-2D Advanced Hawkeye ed elicotteri MH-60R/S Seahawk. La capacità di generare sortite è progettata per superare del 25% quella delle portaerei Nimitz, fino a 160 missioni aeree al giorno in condizioni ottimali.
L'equipaggio fisso è di circa 2.600 marinai, a cui si aggiungono i circa 2.500 militari del gruppo aereo imbarcato. Un totale di oltre 5.000 persone, meno delle 6.000 necessarie sulle Nimitz — una riduzione ottenuta attraverso una spinta automazione dei sistemi di bordo.
Il sistema più innovativo — e più discusso — della Ford è l'EMALS (Electromagnetic Aircraft Launch System), la catapulta elettromagnetica che sostituisce le tradizionali catapulte a vapore usate su tutte le portaerei americane dagli anni Cinquanta. Il principio è semplice: invece di accumulare vapore ad alta pressione e rilasciarlo di colpo, EMALS usa motori lineari elettromagnetici per accelerare gli aerei lungo la pista di lancio. Il risultato teorico è un lancio più preciso, meno traumatico per le cellule degli aerei, e in grado di gestire un'ampia gamma di pesi — dai droni leggeri ai caccia completamente armati.
In pratica, EMALS si è rivelato un incubo. I documenti del Government Accountability Office (GAO) e i rapporti del dipartimento dei test operativi del Pentagono hanno documentato anni di malfunzionamenti: nel 2021, le catapulte cedevano in media ogni 181 lanci, a fronte di un requisito progettuale di oltre 4.000. Il problema più grave è strutturale: i quattro sistemi EMALS non possono essere isolati elettricamente l'uno dall'altro, il che significa che un guasto richiede lo spegnimento dell'intero impianto — e quindi la sospensione di tutte le operazioni di volo. Nel 2017, quando Donald Trump commentò la situazione durante una visita alla Ford, disse senza mezzi termini che voleva tornare alle catapulte a vapore. La Marina non lo accontentò.
Problemi analoghi hanno afflitto l'AAG (Advanced Arresting Gear), il sistema di cavi che frenano gli aerei in fase di atterraggio, e soprattutto i nuovi ascensori per le armi: quando la nave venne consegnata nel 2017, nessuno degli 11 ascensori elettromagnetici era operativo. L'ultimo fu completato solo nel 2021, quattro anni dopo la consegna ufficiale. A questi si aggiungono i problemi cronici dell'impianto fognario a vuoto — simile a quello degli aerei di linea, ma dimensionato per 4.000 persone — che nel 2025 ha richiesto 32 interventi di manutenzione straordinaria in un solo anno.
Per inquadrare i costi: l'ultima portaerei della classe Nimitz, la CVN-77, è costata 6,2 miliardi di dollari. La Ford ha costato 13,3 miliardi, con un sovracosto di circa 2,4 miliardi attribuibile direttamente allo sviluppo parallelo delle nuove tecnologie. Una strategia che la Marina ha difeso sostenendo che i costi non ricorrenti graveranno solo sulla prima nave della classe, e che le unità successive beneficeranno di tutto il lavoro già fatto.
Una portaerei americana non naviga mai sola. La USS Gerald R. Ford opera come nave ammiraglia del Carrier Strike Group 12 (CSG-12), un insieme di navi da guerra che in configurazione tipica comprende un incrociatore missilistico classe Ticonderoga, quattro o cinque cacciatorpediniere classe Arleigh Burke, almeno un sottomarino nucleare d'attacco e una nave di supporto logistico. Il gruppo d'attacco forma una bolla difensiva di centinaia di chilometri quadrati, in grado di intercettare missili balistici, aerei e droni nemici.
Il primo dispiegamento operativo della Ford parte il 4 ottobre 2022 dal porto di Norfolk, Virginia. La nave trascorre 239 giorni in mare, transitando nell'Atlantico e nel Mediterraneo, partecipando a esercitazioni NATO e operando nelle acque di diversi paesi alleati. Il dispiegamento fornisce alla Marina le prime prove su larga scala delle tecnologie di bordo in condizioni reali: EMALS e AAG reggono, pur con le limitazioni già note. La Ford rientra a Norfolk il 17 gennaio 2024.
Il secondo dispiegamento della Ford inizia il 24 giugno 2025. La nave parte da Norfolk con una missione pianificata di sette mesi nel Mediterraneo. Quello che accade nei mesi successivi supera qualsiasi previsione.
A ottobre 2025 la Ford transita lo Stretto di Gibilterra verso il Mediterraneo, partecipando a esercitazioni NATO. A novembre si sposta verso l'Atlantico meridionale, poi nei Caraibi: il 3 gennaio 2026 i suoi aerei partecipano all'Operazione Absolute Resolve, l'azione militare americana che porta all'arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro. La notizia della presenza della Ford al largo delle coste venezuelane provoca la mobilitazione militare di Caracas.
A febbraio 2026, il dispiegamento viene esteso. Il 28 febbraio 2026 gli Stati Uniti e Israele lanciano un'operazione militare contro l'Iran. La Ford viene reindirizzata verso il Medio Oriente. Il 7 marzo 2026 transita il Canale di Suez ed entra nel Mar Rosso per la prima volta nella sua storia operativa, schierandosi nell'ambito dell'Operazione Epic Fury. I suoi F/A-18 Super Hornet e EA-18G Growler conducono missioni offensive e di soppressione delle difese aeree iraniane.
Il 12 marzo 2026 un incendio scoppia nella lavanderia della nave, danneggiando 100 cuccette e causando l'esposizione al fumo di 200 marinai, tre dei quali feriti. La Ford si ritira temporaneamente nella baia di Souda, in Grecia, poi a Spalato, in Croazia, per riparazioni. Cinque giorni dopo, la Marina dichiara la nave pronta per le operazioni e la rimanda in zona. Il 2 aprile 2026 la Ford lascia Spalato diretta verso il CENTCOM. Al momento della partenza ha trascorso 282 giorni in mare.
Il capo delle operazioni navali, l'ammiraglio Daryl Caudle, ha dichiarato pubblicamente che il dispiegamento si avvia a diventare di 11 mesi, avvicinandosi al record post-Vietnam della USS Midway (332 giorni). Se la Ford non rientra entro il 15 aprile 2026, il record viene battuto.
La Ford è la prima di una classe pianificata di almeno quattro portaerei. La USS John F. Kennedy (CVN-79) è in costruzione a Newport News e dovrebbe essere consegnata nel 2027, beneficiando di una riduzione stimata del 18% sui costi rispetto alla Ford grazie alle lezioni apprese. La USS Enterprise (CVN-80) è in costruzione avanzata. Una quarta unità, CVN-81, non ha ancora ricevuto un nome ufficiale.
Gli Stati Uniti mantengono una flotta di 11 portaerei nucleari, il numero più alto al mondo e superiore alla somma di tutti gli altri paesi messi insieme. La classe Ford è destinata a sostituire gradualmente la classe Nimitz, le cui ultime unità uscirono di produzione nel 2009.
Quanto costa la USS Gerald R. Ford?
Il costo di costruzione ha raggiunto circa 13,3 miliardi di dollari, contro un preventivo iniziale di 10,5 miliardi. È la nave da guerra più costosa mai costruita nella storia.
Quanti aerei può trasportare la USS Gerald R. Ford?
Il ponte di volo può ospitare fino a 90 aeromobili, ma la configurazione operativa standard prevede 60-75 velivoli di vario tipo, tra cacciabombardieri, aerei da guerra elettronica, aerei di allerta precoce ed elicotteri.
Dove si trova ora la USS Gerald R. Ford?
Ad aprile 2026 la Ford opera nell'area CENTCOM (Medio Oriente) nell'ambito dell'Operazione Epic Fury, dopo aver transitato il Mar Mediterraneo e il Mar Rosso. Il dispiegamento, partito da Norfolk il 24 giugno 2025, si avvia a diventare uno dei più lunghi della storia della Marina americana.
Qual è la portaerei più grande del mondo?
La USS Gerald R. Ford è attualmente la portaerei più grande operativa al mondo, con i suoi 333 metri di lunghezza e oltre 100.000 tonnellate di dislocamento.
Quante portaerei hanno gli Stati Uniti?
La Marina americana dispone di 11 portaerei a propulsione nucleare operative. Nessun altro paese ne possiede più di due.
Cosa è l'EMALS sulla USS Gerald R. Ford?
L'EMALS (Electromagnetic Aircraft Launch System) è il sistema di catapulte elettromagnetiche che sostituisce le tradizionali catapulte a vapore. Teoricamente più preciso e versatile, ha sofferto di gravi problemi di affidabilità nei primi anni di servizio, con cadenze di guasto molto superiori alle specifiche di progetto.
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