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Pilota di porto: nuovo percorso formativo, esecutivo il decreto con linee guida

Pilota di porto: nuovo percorso formativo, esecutivo il decreto con linee guida

È esecutivo il Decreto Ministeriale inerente le “linee guida per la formazione iniziale e l’aggiornamento professionale dei piloti dei porti”.

 

Redatto secondo il contenuto della risoluzione IMO A.960 relativa alle “Raccomandazioni sull'addestramento e la certificazione  e le procedure operative per i piloti marittimi diversi dai piloti d’altura”, e approvato il 24 settembre scorso dal Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto e dalla Direzione Generale per la vigilanza sulle Autorità portuali, le Infrastrutture portuali e il Trasporto marittimo e per vie d’acqua interne del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le norme sono in vigore dal 10 ottobre scorso, all’indomani della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 235 del 9 ottobre 2018.

 

Il D.M. 24 settembre 2018 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e le relative linee guida allegate, è destinato agli aspiranti piloti ed ai piloti effettivi in servizio nei porti italiani, a eccezione dei piloti che, al 10 ottobre 2018, avessero già maturato almeno 25 anni di servizio come pilota effettivo.

 

Si segnala in particolare in tema di Formazione iniziale degli aspiranti piloti che  è previsto un periodo di 12 mesi in cui assistono i piloti effettivinell’esercizio della loro attività professionale e possono pilotare soltanto sotto la sua responsabilità;  trascorsi dodici mesi dalla nomina sono sottoposti ad una prova pratica di idoneità al pilotaggio. Per l’ammissione alla prova pratica di idoneità il tirocinio deve comprendere il «Syllabus»e deve essere integrato da un corso di Bridge Resource Management per piloti.

 

All’aspirante pilota che supererà la prova pratica verranno  rilasciate contestualmente la licenza definitiva e l’attestazione.  I piloti effettivi  devono aver frequentato i seguenti corsi di addestramento: sicurezza personale e responsabilità sociali (PSSR); sopravvivenza e salvataggio e relativo corso di aggiornamento; primo soccorso elementare; ECDIS (livello operativo non specifico); RADAR;RADAR-ARPA.

 

Le associazioni di categoria dovrannoannualmente assicurare lo svolgimento di almeno una delle seguenti attività a rotazione: familiarizzazione di manovra in altri porti e/o su navi diverse da quelle che i porti per i quali il pilota è abilitato ad operare oppure training al simulatore presso un centro di formazione; seminario di maritime security: seminario di maritime english; seminario sulla stabilità (intact and damage); seminario sulla manovravibilità delle navi con particolare riguardo agli effetti evolutivi ed alla stabilità;  seminario sulla sicurezza della navigazione e soccorso in mare;  seminario sulla normativa di settore e gestione delle emergenze portuali.  

 

Al fine di verificare il mantenimento delle capacità professionali dei piloti e l’aggiornamento delle loro conoscenze, il Capo del compartimento marittimo effettua una verifica  ogni cinque anni e sulla base della evidenza della frequenza del corso di aggiornamento, al pilota che sia stato valutato positivamente  ovvero che superi la specifica verifica viene rilasciato dal Capo del compartimento un attestato valido per 5 anni. 

 

“Abbiamo raggiunto un traguardo importante per la nostra professione – ha detto il presidente della Federazione Italiana Piloti dei Porti, Francesco Bandiera -, che ci permette di proiettarci nel terzo millennio. Punti saldi della nostra formazione saranno la  ship security e la salvaguardia ambientale. Oggi possiamo dire che inizia una nuova era per il pilotaggio dei porti”.

 

Ufficio Stampa

Federazione Italiana Piloti dei Porti

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Fonte: hermes.campania.it e Nautica Report
Titolo del: 30/05/2020 07:05

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