Capitanerie di porto-Guardia Costiera: ancorati al passato, con rotta verso il futuro
di Nicola Silenti
di Nicola Silenti
Sono trascorsi centosessanta anni da quel 20 luglio 1865, quando un Regio Decreto istituiva formalmente il “Corpo delle Capitanerie di Porto”, affidando a questa nuova realtà il compito di vigilare sulla sicurezza della navigazione e sulla disciplina marittima nei porti del Regno d’Italia.
Da allora, il cammino del Corpo delle Capitanerie di porto – oggi Guardia Costiera – ha seguito, spesso anticipato, il battito del mare e della Nazione, interpretando i mutamenti della società e del traffico marittimo, le innovazioni tecnologiche e le nuove sensibilità ambientali, senza mai perdere di vista il proprio cardine: la tutela della vita umana in mare.
Il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera è nato in un’Italia appena unita, figlio della necessità di dare ordine e regolamentazione al nuovo sistema marittimo nazionale. Sin dai primi decenni, i suoi uomini hanno incarnato un modello di rigore, abnegazione e fedeltà al servizio. Ufficiali e sottufficiali, marinai e operatori hanno vegliato sulle coste, dentro e fuori dai porti, giorno e notte, con qualsiasi tempo, per garantire la sicurezza della navigazione e la legalità in mare.
Nel corso della storia italiana, il Corpo ha attraversato le grandi stagioni nazionali: dalle due guerre mondiali alle ricostruzioni, dai boom economici alla crisi energetica, dai traffici del dopoguerra ai nuovi scenari globali del XXI secolo. Ha accolto nuove funzioni – come la vigilanza sulla pesca, la lotta all’inquinamento, la gestione dei flussi migratori – trasformandosi in un’istituzione moderna e poliedrica, senza mai smarrire la propria vocazione di presidio umano e istituzionale lungo la linea di confine tra terra e mare.
Oggi, nel 2025, la Guardia Costiera è una realtà complessa e capillare, articolata in 300 sedi lungo le coste italiane, nelle isole maggiori e minori, nei principali porti, nei centri di ricerca e monitoraggio marittimo. Ogni giorno, oltre undicimila uomini e donne – tra militari e civili – assicurano funzioni vitali per la sicurezza collettiva: il coordinamento dei soccorsi in mare, la vigilanza sul traffico marittimo, il controllo delle attività di pesca, la tutela delle risorse ambientali e la protezione dell’ecosistema marino.
È in mare che si misura la vocazione più profonda del Corpo. Dal 1865 ad oggi, migliaia di vite sono state salvate grazie all’intervento tempestivo e competente dei soccorritori della Guardia Costiera. Che si tratti di piccoli natanti in difficoltà, di navi commerciali in emergenza, di migranti in fuga da guerre e miserie, la risposta è sempre la stessa: esserci. Con ogni mezzo, con ogni energia, con ogni forma di coraggio.
Negli ultimi decenni, il concetto di sicurezza si è ampliato, abbracciando nuove e fondamentali frontiere: l’ambiente, la sostenibilità, l’equilibrio degli ecosistemi. La Guardia Costiera ha saputo farsi interprete di questa nuova sensibilità, assumendo un ruolo da protagonista nella difesa del patrimonio marino e costiero. Dai controlli sull’inquinamento alle campagne contro la pesca illegale, dalla sorveglianza delle aree marine protette al monitoraggio dei fondali, l’impegno ambientale è ormai una dimensione strutturale della sua missione.
Questa nuova vocazione si inserisce in un contesto globale, nel quale le sfide legate al clima, alla biodiversità e allo sfruttamento delle risorse pongono ogni giorno interrogativi urgenti. L’Italia, con i suoi oltre ottomila chilometri di coste e un patrimonio marino unico in Europa, ha bisogno di un Corpo all’altezza di questa responsabilità. La Guardia Costiera, forte della sua storia e della sua capacità di innovarsi, risponde con competenza e spirito di servizio.
L’evoluzione del Corpo non è solo nei compiti, ma anche nei mezzi e nella formazione. La flotta aeronavale della Guardia Costiera è oggi una delle più moderne d’Europa, dotata di motovedette di ultima generazione, elicotteri, droni e strumenti di monitoraggio satellitare. I centri operativi – primo fra tutti il Comando generale – operano in sinergia con le agenzie europee e con gli organismi internazionali, in uno scenario interconnesso e in continua trasformazione.
Allo stesso tempo, la formazione del personale si è adeguata ai nuovi standard: accanto alla preparazione tecnico-marittima, oggi il personale è istruito in ambito giuridico, ambientale, informatico e linguistico. Il futuro della Guardia Costiera passa dalla sua capacità di attrarre nuove generazioni di professionisti, capaci di unire alla passione per il mare la competenza necessaria a gestire una realtà sempre più complessa.
La forza della Guardia Costiera non sta solo nella tecnologia, nei mezzi o nell’organizzazione: risiede prima di tutto nel valore umano di chi ne fa parte. Uomini e donne che hanno scelto una vita di servizio, fatta di sacrificio, di dedizione, di prontezza. Una comunità che è parte integrante del tessuto civile e sociale delle coste italiane, sempre pronta a tendere una mano, a soccorrere, a informare, a proteggere.
Il 160º anniversario del Corpo non è solo un’occasione celebrativa, ma un momento di riflessione su cosa significhi oggi essere custodi del mare. È un invito a riconoscere il ruolo vitale che il Corpo svolge ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, in silenzio ma con efficacia. È anche un impegno a sostenerne la crescita, a garantirne le risorse, a promuoverne il valore educativo e culturale.
Lo slogan scelto per questo importante traguardo – “Ancorati al passato, con rotta verso il futuro” – racchiude l’essenza del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera. Il passato non è solo memoria, ma fondamento solido di valori, di esperienze, di identità. Il futuro è la direzione verso cui si tende, con determinazione e apertura al cambiamento.
Nel solco di 160 anni di storia, la Guardia Costiera continuerà a tracciare la sua rotta, fedele alla propria missione e pronta ad affrontare le sfide che verranno. Perché il mare cambia, il mondo cambia, ma il bisogno di sicurezza, legalità, giustizia e umanità resta sempre lo stesso. E finché ci sarà mare, ci sarà una Guardia Costiera pronta a custodirlo.
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